Il 14 luglio 2025, gli occhi del mondo astronomico si sono puntati sulla spirale splendente NGC 7331 nella costellazione di Pegaso: è lì che è esplosa SN 2025rbs, una supernova di tipo Ia le cui luci hanno impiegato 45 milioni di anni a raggiungere la Terra, offrendoci uno spettacolo di portata epocale. Scoperta dalla rete robotica GOTO (Gravitational-wave Optical Transient Observer), questa esplosione termonucleare ha raggiunto rapidamente una magnitudine apparente di +14,0, un picco sufficiente a catturare l’attenzione sia degli astrofili che dei grandi osservatori internazionali.
Origine e scoperta
SN 2025rbs nasce dalla distruzione di una nana bianca che, in un sistema binario, ha assorbito massa dalla compagna fino a superare la soglia critica di Chandrasekhar (1,44 M⊙). L’innesco delle reazioni di fusione del carbonio-ossigeno ha sprigionato un’energia pari a 10^44 J in pochi secondi, irradiando la galassia ospite con un flash che ha sovrastato, in luminosità, l’intero nucleo galattico.
GOTO ha registrato l’evento con precisione alle coordinate ascensione retta 22h 37m 03,642s e Declinazione +34° 25′ 07,96″, confermando trattarsi di un’esplosione di tipo Ia a redshift z_host = 0.002722.

Immagine di un singolo frame a 300 secondi di SN 2025rbs.
Credit: Aldo Zanetti
Caratteristiche fisiche e spettro
I primi spettri raccolti mostrano il tipico profilo di supernova Ia: assorbimenti profondi del silicio ionizzato (Si II λ6355 Å) e un veloce decadimento della luminosità, con legge di potenza che segue la curva di decadimento radioattivo del 56Ni–56Co–^56Fe.
L’inclinazione del disco di NGC 7331, di circa 75° rispetto alla nostra linea di vista, ha esaltato le bande di polvere e le braccia a spirale, offrendo un contrasto straordinario tra la brillantezza del bulge centrale e il punto luminoso di SN 2025rbs.
Misurazioni osservative
Le misure fotometriche raccolte da osservatori professionali e amatoriali documentano un’evoluzione rapidissima: già il 16 luglio la supernova brillava di magnitudine 14.0 nel filtro R, per poi raggiungere valori intorno a 12.8 V il 22 luglio e addirittura 11,8 V il 25 luglio, secondo i dati compilati da Rochester Astronomy. Questi numeri non lasciano dubbi: il picco è stato conseguito in pochi giorni, confermando la classe Ia come “candele standard” per il calcolo delle distanze cosmiche.

Confronto tra l’aspetto di NGC 7331 di circa un anno fa e quello odierno.
Credit: Aldo Zanetti
Come osservarla dall’Italia
Dall’Italia, SN 2025rbs è attualmente visibile, ma dominerà il cielo notturno tra fine estate e autunno, con il culmine di visibilità intorno alle 22:00 CET. Dopo il tramonto, Pegaso sale sull’orizzonte nord-orientale, offrendo un’altezza di circa 50° tra settembre e ottobre, condizioni ideali per ridurre l’assorbimento atmosferico.
Grazie alla magnitudine superiore a +13,5, è sufficiente un telescopio con apertura di 30 cm per individuare il puntino candido a ridosso del nucleo galattico, a patto di adottare filtri fotometrici B or V per isolare il contributo di SN 2025rbs rispetto alla luminosità diffusa della galassia.
Come fotografarla
La ripresa fotografica del gruppo NGC 7331, detto anche “Leccata del cervo” non presenta particolari difficoltà. Con una camera OSC è consigliabile l’uso di un filtro anti-inquinamento luminoso, ma sono da evitare filtri dual o tri band come quelli usati per simulare riprese in banda stretta. Con una camera mono i filtri consigliati sono LRGB.
L’oggetto è alto in cielo e quindi abbastanza esente da gradienti luminosi, ma un’attenta calibrazione dei frame e la pulizia del fondo cielo sono sempre necessari. I tempi di ripresa possono restare contenuti, in 8 ore il segnale è già sufficiente per ottenere una buona immagine. I tempi di un singolo scatto possono essere attorno ai 180 secondi, in dipendenza del tipo di tubo ottico, di sensore, di parametri di Gain e della qualità del cielo. Per le sue dimensioni di circa 10′ x 3′ l’oggetto si presta particolarmente bene a riprese con focali di 200 cm circa.
Nella fase di processing è sempre bene procedere ad una prima valutazione visiva dei frame per scartare quelli eventualmente mal riusciti, e dopo lo stacking alla separazione delle stelle dalla parte non stellare per poter sviluppare le due componenti in modo adeguato. Infine una raccomandazione sul colore: NGC 7331 è nota per essere un soggetto in cui i colori sono netti e ben presenti; non si deve esagerare con la saturazione in modo da ottenere un risultato il più naturale possibile.
Articolo di: Claudia Consiglio , c.consiglio@uai.it


