Negli ultimi giorni è stata scoperta una nova nella costellazione del Sagittario, recentemente designata V7994 Sgr (Nova Sagittarii 2025 No. 4). Secondo il bollettino del CBET, la designazione permanente V7994 Sgr è stata assegnata all’oggetto.
Si segnala che il 24-25 settembre scorso la stella nova è stata osservata a una magnitudine apparente di 6,4: un valore sorprendentemente brillante per un nuovo episodio esplosivo stellare.
Posizione nel cielo e visibilità dall’Italia
La nova è situata nei pressi della stella γ (gamma) Sagittarii, ossia la stella di terza magnitudine nella costellazione del Sagittario. Al crepuscolo serale, verso le 20:00 ora locale, essa si trova molto bassa sull’orizzonte, a circa 15° di altezza sopra il sud-est (per l’Italia centrale). Ciò nonostante, essa si può osservare, soprattutto da cieli più meridionali dove la stella raggiunge altezze migliori. Nel sud Italia la visibilità sarà più favorevole per via della maggiore elevazione sull’orizzonte.
Essendo così vicina al limite del cielo meridionale per l’Italia, la finestra temporale di osservazione utile è stretta e in rapido declino nelle prossime notti: tra non molto la nova diventerà invisibile dall’Italia.

Immagine raffigurante la nova V7994 Sgr. Credit: Stellarium
Quando sarà visibile?
L’osservazione ideale è subito dopo il tramonto astronomico, quando il cielo è sufficientemente scuro ma la nova non è ancora troppo vicina all’orizzonte. Ad esempio, alle 20:00 locali, come già indicato, la stella è ancora ~15° sopra l’orizzonte per l’Italia centrale. Col passare dei giorni la sua altezza diminuirà ulteriormente fino a scomparire sotto l’“orizzonte astronomico” per molti siti italiani. Per chi si trova più a sud, la visibilità potrà durare qualche notte in più, ma il decadimento sarà inevitabile.
Come osservarla e fotografarla
Chi desidera immortalare l’evento può farlo con una strumentazione adatta. È preferibile disporre di un orizzonte meridionale libero da ostacoli e di un telescopio stabile, possibilmente con montatura equatoriale. L’astrofotografia può essere realizzata con esposizioni dell’ordine di decine di secondi, selezionando con cura le immagini meno disturbate dal seeing.
L’uso di filtri H-alpha o narrowband può rivelarsi utile, soprattutto se la componente in emissione è marcata. Nei sensori CCD o CMOS, un binning 2×2 permette di aumentare il rapporto segnale/rumore, mentre sequenze fotografiche ripetute ogni notte sono ideali per seguire l’evoluzione della nova. È importante includere stelle di confronto nel campo, così da agevolare le calibrazioni fotometriche.
Importanza delle stime e come contribuire
È fondamentale ottenere stime di magnitudine (visuale, CCD) e spettri, laddove possibile, per tracciare la curva di luce e studiare l’evoluzione dell’evento novae. Chi desidera contribuire può inviare le proprie misure a AAVSO, tramite questo link:
AAVSO: Photometry Campaign 907 (Nova in Sgr)
La campagna #907 è già attiva per questa nova.
Articolo di: Claudia Consiglio, c.consiglio@uai.it


