La bella collaborazione tra alcuni membri della Sezione Stelle Variabili UAI, Lorenzo Franco, Alessandro Marchini, Riccardo Papini e Fabio Salvaggio, ha portato alla scoperta di una nuova stella variabile, un sistema davvero interessante perché rappresenta un caso tipico di binaria con effetto O’Connell.
La stella è la GSC 00153-00900 nella costellazione dell’Unicorno (AR 06 58 37.32, Dec +02 39 53.1), ed è stata osservata 5 notti tra il 5 e il 29 febbraio 2016, sia dall’Osservatorio Astronomico dell’Università di Siena che dal Balzaretto Observatory a Roma.
Il grafico di fase ottenuto mostra chiaramente che si tratta di una binaria di tipo EW, con due stelle quindi a stretto contatto, e con i massimi di luminosità ad altezze differenti, una stranezza per una stella doppia che rappresenta però la firma dell’effetto O’Connell.
Tale effetto fu teorizzato da D.J.K. O’Connell nel 1951 e confermato dagli studi di E.F. Milone nel 1964, e spiega i dislivelli nei massimi di luminosità di queste stelle doppie sia per la forma dell’orbita e delle due componenti, con perdita di materia da parte di una stella che deborda dal proprio lobo di Roche, che per la conseguente presenza di ampie superfici di superluminosità (hot-spot) su una delle componenti. Questo modello è stato dimostrato e considerato affidabile grazie a un lavoro del 2003 di Q.Y. Liu e Y.L. Yang.
Nel caso della GSC 00153-00900, le due stelle ruotano intorno al proprio baricentro in quasi 8 ore.
Una volta completata l’analisi dei dati, il 2 marzo la nuova variabile è stata censita nel database internazionale VSX (Variable Star IndeX).
Queste le effemeridi del sistema:
Epoca= 2457424.27473 JD (5 febbraio 2016)
Periodo= 0.330478 giorni
Variazione mag.: 13.49 – 13.62 (V)
E questo il link al relativo record sul database VSX:
https://www.aavso.org/vsx/index.php?view=detail.top&oid=469979
SSV-UAI
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Ale Marchini
www.facebook.com/ale.marchini
http://www.dsfta.unisi.it/it/dipartimento/musei-scientifici/osservatorio-astronomico
La curva di luce del 5 febbraio 2016, la notte della scoperta, e il campo stellare con indicata la nuova stella variabile.

Il grafico di fase realizzato con tutti i dati raccolti; l’andamento della luminosità del sistema,
coi massimi a livelli differenti, mostra la presenza dell’effetto O’Connell.


