59° Congresso Nazionale UAI · Foligno 2026
Gino Tosti, astrofisico dell’Università di Perugia e dell’INFN, porta al Congresso UAI una delle frontiere più vertiginose della fisica moderna.
10 Maggio 2026Foligno · Umbria59° Congresso UAIIngresso Soci
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L’evento
Al 59° Congresso Nazionale UAI di Foligno, tra i nomi che più fanno battere il cuore a chi ama l’astrofisica d’avanguardia c’è quello di Gino Tosti , professore di Astrofisica all’Università di Perugia, ricercatore associato all’INFN, e uno dei protagonisti italiani di alcune delle più grandi collaborazioni scientifiche internazionali degli ultimi vent’anni.
Un umbro che parla di astrofisica estrema, in Umbria, davanti alla comunità degli astrofili italiani riunita a Foligno: c’è qualcosa di quasi simbolico in questo. E la sua conferenza promette di essere uno dei momenti più densi e appassionanti dell’intero congresso.
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Il protagonista
Gino Tosti
Professore di Astrofisica · Università di Perugia · Ricercatore INFN
Con oltre 65.000 citazioni scientifiche, Tosti è uno dei ricercatori italiani più influenti nel campo dell’astrofisica delle alte energie. Co-coordinatore del gruppo sui Nuclei Galattici Attivi nella collaborazione Fermi-LAT, è tra i protagonisti dell’ASTRI Mini-Array , il rivoluzionario sistema di nove telescopi Cherenkov italiani in costruzione all’Osservatorio del Teide, a Tenerife. Ha dedicato decenni allo studio dei fenomeni più violenti dell’universo: blazars, raggi gamma ad altissima energia, sorgenti misteriose che potrebbero celare tracce di materia oscura.
“Quaranta sorgenti del catalogo Fermi non hanno una controparte conosciuta in nessuna altra lunghezza d’onda. Questo apre nuove speranze nella ricerca della materia oscura nelle sorgenti transienti del cielo gamma.”
— Gino Tosti, Università di Perugia / INFN
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La scienza che cambierà tutto
Il cielo che vediamo la notte non è che un’ombra. Il cielo reale , quello che studia Tosti , è invisibile agli occhi, e brucia di energia inimmaginabile.
I blazars sono tra gli oggetti più violenti che l’universo abbia mai prodotto: galassie attive il cui buco nero centrale genera getti di materia relativistica puntati direttamente verso la Terra. Quando questi jet ci colpiscono, riceviamo un flusso di raggi gamma di energia elevatissima , fotoni centinaia di miliardi di volte più energetici della luce visibile.
Tosti ha contribuito a costruire e interpretare i cataloghi del telescopio spaziale Fermi-LAT ( l’occhio della NASA sui raggi gamma ) monitorando blazars e galassie attive nell’arco di anni. Un lavoro che ha portato alla scoperta del primo catalogo completo di sorgenti transienti extragalattiche: una pietra miliare nella comprensione del cosmo ad alta energia.
Il mistero che tiene sveglia la scienza. Tra tutte le sorgenti catalogate da Fermi, 40 non hanno ancora una controparte identificata. Potrebbero essere oggetti sconosciuti , oppure le prime tracce osservative della materia oscura, quella componente invisibile che costituisce il 27% dell’universo.
E poi c’è il futuro. Tosti è parte integrante del progetto ASTRI Mini-Array: nove telescopi Cherenkov a doppio specchio, interamente italiani, in costruzione all’Osservatorio del Teide a Tenerife. Sette dei nove telescopi sono già montati. Presto osserveranno il cielo gamma nella fascia 1–200 TeV con una sensibilità senza precedenti , una finestra che nessuno strumento al mondo ha ancora esplorato a questi livelli.
Scheda conferenza
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Relatore Gino Tosti |
Congresso 59° UAI 2026 |
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Luogo Bibl. “Paolo Maffei” |
Partecipazione Soci UAI |
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Perché non potete mancare
Raramente capita di ascoltare dal vivo uno scienziato che ha contribuito a ridefinire la mappa dell’universo gamma.
Tosti non è solo un accademico: è un costruttore di strumenti e cataloghi che hanno cambiato come l’umanità legge il cielo ad alte energie. Ha attraversato decenni di ricerca passando dal monitoraggio ottico dei blazars all’Osservatorio di Perugia, alla collaborazione con la NASA per Fermi-LAT, fino alla costruzione fisica dei telescopi ASTRI sotto il cielo dell’Atlantico. Il suo percorso è una lezione su cosa significa fare grande scienza in Italia.
Sentirlo raccontare queste ricerche , con la passione di chi quelle scoperte le ha vissute in prima persona, e l’entusiasmo di chi sa già cosa arriverà con ASTRI , è uno di quei momenti che si ricordano. Non è una lezione universitaria. È una finestra aperta sull’universo estremo, raccontata da qualcuno che lo frequenta ogni giorno.
I momenti da non perdere al 59° Congresso UAI
VEN 8/5 · ORE 18:00
Conferenza pubblica di Roberto Ragazzoni (Presidente INAF)
SAB 10/5
Conferenza di Gino Tosti – Università di Perugia / INFN
SAB 9/5
Conferenza di Patrizia Caraveo (Presidente SAI) : Il ritorno sulla Luna
SAB 9/5
Lectio Magistralis Premio Lacchini 2026 : Roberto Nesci
Tre giorni in cui la comunità degli astrofili italiani incontra la ricerca di frontiera. Tre giorni in cui il cielo smette di essere solo un oggetto da osservare e diventa un laboratorio vivo, raccontato da chi lo indaga con i più grandi strumenti mai costruiti dall’umanità.
Foligno, 8-10 Maggio 2026
Il programma completo del 59° Congresso Nazionale UAI e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili sul sito ufficiale.


