Resoconto attività della SNdR Luna, maggio 2026
I fenomeni TLP (Transient Lunar Phenomena) ovvero Fenomeni Lunari Transienti, sono eventi che si sono osservati da molto tempo sulla superficie del nostro Satellite e fino ad oggi oltre 2000 sono i report di presunti TLP. La BAA (British Astronomical Association), la ALPO (Association of Lunar & Planetary Observers) e la UAI (Unione Astrofili Italiani – SNdR Luna) si occupano di queste ricerche e dal 2015 la BAA ha modificato il sistema di ricerca da TLP in LGC (Lunar Geological Change Detection Program) cioè studio dei cambiamenti geologici della superficie lunare.
Ad ogni TLP è attribuito un “peso” in base alla qualità dei report e/o alla serietà dell’osservatore, la scala ovvero il “peso” usata dalla BAA/ALPO dei TLP e’ la seguente:
5 — Evidenza documentata definitiva e non ambigua
4 — Rapporto confermato da più di un osservatore (almeno uno sperimentato)
3 — Osservazione da un osservatore esperto – abbastanza probabile
2 — Buono da un osservatore esperto – così potrebbe essere reale
1 — Probabilmente un non TLP – ma non può essere escluso
0 — Non è un TLP, cioè dimostrato che questo è un aspetto normale
Ogni mese la BAA pubblica le effemeridi per le verifiche LGC, in queste sono indicate le formazioni lunari che bisogna osservare, come eseguire le riprese, con che tipo di telescopio, il giorno e l’intervallo temporale ottimale per le riprese fotografiche. Nel mese di maggio 2026 è stata pubblicata la circolare “The Lunar Observer” con le foto, le osservazioni e/o i report studiati dai collaboratori di tutto il mondo. Dopo due mesi di scarsa attività a causa delle cattive condizioni meteorologiche, nel numero di maggio sono stati discussi i contribuiti dei soci della SNdR Luna UAI. La Sezione ha contribuito da alcuni anni e ancora oggi a verificare, spiegare e qualche volta declassare il presunto TLP, in altre parole a ridurre il “peso” cioè l’importanza del fenomeno osservato in passato. In questo numero sono tre gli osservatori citati dalla BAA per le osservazioni sui crateri lunari Plato, Picard e Aristarcus:
Plato:
Il 2 marzo 2026 alle 20:15 UT Francesco Mondello (UAI) ha fotografato il cratere rispettando rispettivamente una richiesta di osservazione lunare e una previsione d’illuminazione simile:
“Richiesta BAA: Due osservatori hanno riportato colore sul bordo intorno a questa colongitudine, una volta nel 1938 e di nuovo nel 2013. Si prega di dare un’occhiata e segnalare ciò che osservate, e dove sul bordo.”
“Plato: 11 dicembre 1788 alle 22:00 UT. Punto luminoso osservato sulla parte scura dagli osservatori a Mannheim. L’ID del catalogo di Cameron 1978 è 38 e il peso assegnato è 5. Peso ALPO/BAA=1. “

Figura 1. Plato fotografato da Francesco Mondello (UAI) UT 20:15 Saturazione del colore aumentata, il nord è verso l’alto.
Commento della BAA:
“La Figura 1 mostra del colore sul bordo, ma sembra una dispersione spettrale atmosferica poiché i colori sono visibili anche su altre caratteristiche. Il cratere centrale è visto con il fondo scuro. È possibile che questo sia ciò che gli osservatori di Mannheim abbiano visto. Ridurremo il peso del 1788 da 1 a 0 e lo rimuoveremo dal database.”
Grazie a quest’osservazione il presunto TLP è stato declassato (0 – Non è un TLP, cioè dimostrato che questo è un aspetto normale) non essendo un TLP ed è stato rimosso dal database.
Picard:
Il 21 marzo 2026 Valerio Fontani (UAI) e James Dawson (BAA) hanno fotografato quest’area per la seguente richiesta del calendario lunare e una previsione simile di illuminazione:
“Richiesta BAA: Il 17 febbraio 2013 l’osservatore UAI Giuseppe Macalli ha osservato visivamente la formazione di una nube arancione appena a ovest del cratere Picard, per poi scomparire. L’effetto è durato circa 1 minuto. Ovviamente, non è probabile che vedremo di nuovo qualunque cosa fosse sotto una simile illuminazione, ma solo per cronaca sarebbe utile avere un’immagine ad alta risoluzione in bianco e nero o a colori di quest’area, all’orario di osservazione richiesto. N.B. un’immagine nel LSC del giugno 2018 suggerisce che la data indicata del 17 febbraio 2013 potrebbe essere stata il 18 febbraio? “
“A est di Picard (56E, 15N) 15 maggio 1877 UT 20:30 Osservato da un osservatore sconosciuto (in Inghilterra?) “Punto luminoso. (la macchia bianca lì difficilmente sarà luminosa all’alba normalmente).” Peso del catalogo NASA=3. ID del catalogo NASA #189. Peso ALPO/BAA=2.”
Commento della BAA:
“La Fig. 2 non mostra alcun segno della nube transitoria del 2013. Forse si trattava di polvere sollevata dall’impatto di un meteoroide? Per il rapporto LTP del 1877, non vi è alcun segno di una macchia bianca a est di Picard – il peso di quest’osservazione passata rimane lo stesso.”
Quindi il peso è invariato (2 – Buono da un osservatore esperto – potrebbe essere reale), occorre ancora indagare, si continuerà a fotografare nei prossimi mesi e la BAA indicherà il giorno e la finestra di tempo osservativa.
Aristarcus:
Il 29 marzo 2026 alle 20:05 UT Luigi Zanatta (UAI) ha ripreso questo cratere con un’illuminazione simile a quella del seguente rapporto:
“Il 30 maggio 1985 alle 20:10-23:54 P. Moore (Selsey, Regno Unito, riflettore da 15″) e contemporaneamente Doherty (Sussex, Regno Unito, riflettore da 15″) osservarono un bordo nord stranamente luminoso e rosa/rosso del cratere Aristarcus durante l’intervallo 20:20UT e 20:36UT. L’effetto si è ridotto tra 20:39UT e 20:44UT. M.C. Cook (Frimley, Regno Unito) ha trovato il muro nord di colore rosso/viola, ma l’effetto è svanito dopo 50 minuti. Cook ha anche visto una tacca a “V” nell’ombra del cratere nord-ovest e questa è sembrato più grande del normale. G. North (Sussex, Regno Unito) ha visto una sfumatura di colore rosa sul bordo nord e poco dopo un colore “rosso rubino” sulla parete nord-ovest – ancora una volta questo effetto è durato 50 minuti. Moseley verificò il colore. Infine, M. Hather (Yorkshire, Regno Unito) sospettò che la parete nord di Aristarco fosse di colore blu. Cameron sospetta che questo LTP non sia di colore spurio perché si trova nel posto sbagliato. Il catalogo Cameron 2006 ID=276 e il peso=5. Il peso ALPO/BAA=4.”

Figura 3. Aristarchus ripreso il 29 marzo 2026 alle 20:05 UT da Luigi Zanatta (UAI). (Sinistra) – l’immagine originale. (Destra) – colore o saturazione aumentati.
Commento della BAA:
“Sebbene la versione dell’immagine di Luigi con la saturazione aumentata (Fig. 3 – a destra) mostri qualche colore (più probabilmente di origine dispersione spettrale atmosferica), non c’è alcun bordo nord brillante e/o rosso del cratere. Né alcun altro colore. Qualunque cosa sia successa il 30 maggio 1985 merita l’alto peso di 4.”
Quindi il peso del TLP è invariato (4 – Rapporto confermato da più di un osservatore) e si continuerà a indagare nei giorni e secondo gli orari programmati nelle prossime effemeridi BAA.
Conclusione
La Sezione Nazionale di Ricerca Luna UAI, il cui responsabile è Antonio Mercatali, è aperta a tutti gli astrofili che vogliono collaborare, non sono necessari strumenti molto complessi, un modesto telescopio rifrattore o riflettore, una camera planetaria monocromatica o colore, alcuni software gratuiti per le elaborazioni dei video e una discreta capacità in fotoritocco nel preparare la scheda osservativa.
Franco Taccogna
Coordinatore del programma LGC – TLP della SNdR Luna UAI
Bibiografia:
SNdR Luna UAI: Sezione Luna – Unione Astrofili Italiani
Come collaborare alle ricerche: Come collaborare con la SNdR Luna UAI – Sezione Luna – Unione Astrofili Italiani
Pubblicazione della BAA/ALPO: TLO – Back Issues – Association of Lunar and Planetary Observers
Effemeridi LGC e TLP: users.aber.ac.uk/atc/lunar_schedule.htm
Virtual Moon Atlas: en:start [Virtual Moon Atlas Version 9.0]
Registax: RegiStax Download
AutoStakkert: Download – AutoStakkert!



