La visibilità a occhio nudo delle Pleiadi

20 Maggio 2026 / Commenti disabilitati su La visibilità a occhio nudo delle Pleiadi

Uai News Vi segnaliamo

Fin dai tempi antichi c’è sempre stato un curioso dualismo nella visibilità delle Pleiadi. Secondo la mitologia, com’è noto, si trattava di sette sorelle, figlie di Atlante e Pleione che, secondo varie leggende, furono trasformate in stelle. Però, secondo Arato, in cielo se ne vedono soltanto sei. Ipparco, nel suo commento ad Arato, faceva notare che, però, ad uno sguardo attento, si vedono tutte e sette. Eratostene dava, tutto sommato, ragione ad Arato, perché la settima era molto difficile da distinguere, seguito in questo da Ovidio. Igino, da parte sua, rimarcava che la loro reciproca vicinanza impediva di capire con certezza se erano sei o sette. Perfino Galileo, quando disegnò l’ammasso al telescopio nel Sidereus nuncius, riprese il tormentone, dicendo che la settima non si vede quasi mai. Questo fatto, fra l’altro, ha dato origine alla Leggenda della cosiddetta Pleiade Perduta, che si ritrova parallelamente in molte culture.

Tutto ciò, comunque, è abbastanza strano, perché chi riesce a vedere sette stelle, spesso ne scorge anche otto o nove. Prima dell’invenzione del telescopio, Michael Mastlin, per esempio, riuscì a vederne 11. Sembra anche che, per chi vede la settima stella, questa sia diversa per i vari osservatori.

Nel passato chi scrive ha promosso già alcune campagne per l’osservazione delle Pleiadi. Una, all’interno dell’Associazione Rheticus, a fini prevalentemente didattici, l’altra, con Pierantonio Cinzano, e in collaborazione con la rivista L’Astronomia, per documentare l’inquinamento luminoso. Altre campagne sono state svolte in varie parti del mondo ne decenni passati, sia a fini storico-didattici, sia per monitorare l’inquinamento luminoso.

Tuttavia in queste campagne si chiedeva semplicemente di riportare il numero di stelle visibili. Io sarei invece interessato a conoscere anche di quali stelle si tratta.

Pertanto si invitano i soci dell’UAI a collaborare a questa campagna di osservazione delle Pleiadi, con lo scopo di chiarire appunto, fra le altre cose, quanto ci sia di fondato nel dualismo attribuito alla presentazione del gruppo (sei, o sette, o più stelle visibili), nella leggenda della Pleiade Perduta o Mancante e sulla possibilità di attribuire questo titolo ad una stella particolare dell’ammasso. 

Vi chiedo perciò di contrassegnare quante e soprattutto quali stelle riuscite a scorgere a occhio nudo. Per semplificare la situazione, vista anche la difficoltà a collocare abbastanza precisamente le stelle in un disegno, con le conseguenti difficoltà di identificazione, si allega una mappa muta, da stampare in scala 1:1 o, se preferite, ingrandita.

Su questa è sufficiente contornare con un circoletto tutte le stelle che riuscite a vedere. Scegliete una serata senza la Luna, dopo che la notte è cominciata, lontano da fonti di inquinamento luminoso e attendete una decina di minuti per dare modo agli occhi di adattarsi all’oscurità. Per illuminare la mappa si può far uso di una debole luce di colore arancione o rossa, assolutamente non bianca; evitare la torcia del telefono. Ancor meglio, per non correre il rischio di interrompere il processo di adattamento, memorizzare la mappa con una luce tenue, attendere l’adattamento, osservare con calma, e poi contrassegnare le stelle. Contrassegnare solo quelle sicure, non quelle incerte. 

La mappa è col nord in alto, ovvero corrisponde alla posizione delle Pleiadi quando passano in meridiano.

Inviare la mappa compilata al seguente indirizzo mail:

rheticus@tiscali.it

Grazie a tutti coloro che vorranno collaborare

Gabriele Vanin