Nel vasto orizzonte delle attività dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), la commissione Ricerca & Tecnica rappresenta una delle colonne portanti dell’impegno scientifico e tecnologico portato avanti dagli astrofili italiani. Coordinata con rigore e visione dal responsabile Claudio Lopresti, vicepresidente dell’UAI e astrofilo di lunga esperienza, è il motore operativo che guida, stimola e coordina l’attività di ricerca amatoriale in ambito astronomico su scala nazionale.
La commissione Ricerca & Tecnica è l’organo dell’UAI dedicato allo sviluppo, alla promozione e al coordinamento di tutte le attività di ricerca astronomica condotte in ambito amatoriale. «La commissione nasce dall’esperienza maturata nel campo della ricerca e dal bisogno di comprendere le tecniche con cui si fa astronomia», spiega Lopresti. «Non esiste alcuna attività osservativa – che sia ricerca o semplice fotografia estetica – che possa prescindere dalla tecnica. Questo significa conoscere gli strumenti, i software, le procedure più adatte».
Il suo ruolo va oltre la semplice coordinazione: fornisce un quadro metodologico, scientifico e tecnico entro cui gli astrofili, soci UAI e non, possano collaborare in progetti osservativi a elevato contenuto scientifico, spesso in sinergia con il mondo della ricerca professionale. «Se un astrofilo vuole dedicarsi, ad esempio, al cielo profondo o ai pianeti, la commissione Ricerca & Tecnica ha il compito di dirgli come farlo», precisa il responsabile. «In questo senso, rappresenta anche un servizio concreto per tutti i soci UAI».

Claudio Lopresti all’Osservatorio Astronomico di Brera dell’Istituto Nazionale di
Astrofisica, sede di Merate.
Le attività promosse dalla commissione coprono un ampio spettro di settori: dalle osservazioni planetarie, solari e lunari al monitoraggio delle stelle variabili, dei gamma ray bursts, alla ricerca e follow-up di pianeti extrasolari con metodi fotometrici, dallo studio delle comete alla misura di posizione degli asteroidi e allo studio delle loro occultazioni stellari, fino al rilevamento e classificazione di bolidi e meteore. Significativo è anche l’impegno nella ricerca verso oggetti del profondo cielo, che ha prodotto risultati importanti come la scoperta di nuovi oggetti, e l’attività in ambito radioastronomico, dove la sezione si occupa degli aspetti tecnologici per fare radioastronomia amatoriale e studia sistematicamente il radio sole, le nubi galattiche e le pulsar.
I risultati ottenuti negli ultimi anni testimoniano l’eccellenza raggiunta dagli astrofili italiani. «Esiste una continuità storica nella gestione delle sezioni di ricerca che risale a oltre 25 anni fa, dai miei primi incarichi fino a quelli di Salvo Pluchino, attuale presidente UAI», racconta Lopresti con orgoglio. Tra i successi più significativi spicca «la scoperta del transito del pianeta extrasolare HD 17156 b, il primo al mondo individuato da strumenti amatoriali». Non mancano altre scoperte importanti legate a Wasp-57 b e alle centinaia di nuove stelle variabili identificate dai soci UAI e come non citare le singolari scoperte di galassie nane, successi degli ultimi anni della neo sezione profondo cielo e le numerose partecipazioni internazionali nelle campagne di studio e monitoraggio di oggetti dei sistema solare.

Rappresentazione pittorica, realizzata da Claudio Lopresti, del transito del pianeta HD 17156 b (successivamente denominato “Mulchatna” dall’Unione Astronomica Internazionale) in Cassiopea.
La credibilità scientifica della commissione è testimoniata dalle collaborazioni con numerosi enti professionali: ESA, NAOJ, MPC, missione ARIEL, Czech Astronomical Society, e molti altri. «In particolare, abbiamo fondato una nuova sezione sui Gamma Ray Burst, già in contatto con la NASA», aggiunge Lopresti. «È un ritorno alle origini, ma con lo sguardo ben rivolto al futuro».
In perfetta sintonia con il fare “astronomia diffusa”, uno dei capisaldi del nuovo presidente Pluchino nelle sue linee programmatiche, uno degli elementi più preziosi della commissione è la sua rete di coordinatori e referenti, esperti nei diversi settori di ricerca, che offrono supporto tecnico e scientifico agli osservatori sparsi su tutto il territorio italiano. Questa rete consente la standardizzazione dei metodi osservativi, la valutazione dei dati raccolti, e la valorizzazione del contributo degli astrofili nei contesti scientifici internazionali.
Le pubblicazioni realizzate dagli osservatori italiani aderenti alla commissione sono spesso presenti in riviste peer-reviewed, e il contributo degli astrofili italiani è oggi riconosciuto e apprezzato in contesti come l’American Association of Variable Star Observers (AAVSO), l’International Occultation Timing Association (IOTA), e numerosi programmi di collaborazione con università e osservatori professionali.

Claudio Lopresti accanto al telescopio Mak-Newton da 180 mm con il quale ha scoperto il transito del pianeta extrasolare HD 17156b.
Una delle principali novità riguarda la nascita della nuova commissione Tecnica come board di specialisti. «Stiamo ancora lavorando alla sua organizzazione, ma posso già dire che ho identificato Aldo Zanetti come coordinatore dell’area astrofotografia, con Luca Fornaciari come figura di riferimento per competenza e visione tecnica», spiega Lopresti.
L’astrofotografia è stata suddivisa in quattro settori specialistici, ciascuno con procedure e strumenti specifici: profondo cielo (Aldo Zanetti e Luca Fornaciari), planetaria (Gabriele D’Orazio), paesaggistica (Marcella Pace e Dario Giannobile) e ricerca (Mauro Facchini). Completano la struttura un settore telescopi e uno dedicato a software e remotizzazione, affidato a Nicola Montecchiari.

Immagine di profondo cielo della parte est della nebulosa Velo, nel Cigno (la sigla dell’oggetto è NGC 6992). L’immagine è di Claudio Lopresti ed è stata fatta con la tecnica dei colori della “Hubble palette” per evidenziare la composizione chimica della nebulosa. Dati tecnici: telescopio Mak-Newton 7”, focale 719 mm f/4, montatura Skywatcher EQ6r, Camera Sbig-ST-10xme .
Le priorità per i prossimi anni sono chiare nella visione del responsabile Lopresti: «Dobbiamo creare sinergie con le altre commissioni: divulgazione, didattica, comunicazione. È fondamentale che ogni appassionato capisca come si fa astronomia, perché la pratica è alla base della comprensione». L’obiettivo è far sì che tutte le attività si riflettano nel sito web UAI, rendendo sempre più visibili le potenzialità dell’Unione.
La relazione con il mondo degli astrofili italiani segue un percorso naturale di crescita: «Si comincia con l’osservazione visuale, si passa all’astrofotografia per passione estetica, e si arriva infine alla ricerca», osserva Lopresti. «Oggi abbiamo strumenti potenti anche per piccoli osservatori». Non a caso, più di trent’anni fa Lopresti fondò il Gruppo Astronomia Digitale proprio per integrare le nuove tecnologie nella pratica osservativa: ora la Commissione Ricerca & Tecnica raccoglie questa eredità e la rilancia, dando forma a un progetto di formazione continua e coinvolgente.

Immagine di profondo cielo della parte est della nebulosa NGC 1977, in Orione. L’immagine è di Diego Lopresti. Dati tecnici: telescopio Ritchey-Chretien 8”, focale 1624 mm ridotto a 1088 mm f/.5.3, montatura Skywatcher AZEQ5Pro, Camera ASI 294 MC Pro.
La commissione Ricerca & Tecnica è anche un luogo di crescita per i giovani, un punto di contatto tra generazioni, dove competenze tecniche e passione si trasmettono in un ambiente fertile e inclusivo. L’UAI crede fortemente che la scienza debba essere accessibile, e la commissione ne è un esempio concreto: attraverso corsi, workshop, pubblicazioni tecniche, piattaforme digitali e mailing list dedicate, ogni astrofilo può trovare un contesto serio in cui esprimere il proprio potenziale. Particolarmente significativa è l’organizzazione annuale di ben cinque meeting tematici su sede itinerante lungo tutto il territorio nazionale, i cui atti vengono regolarmente pubblicati, creando un patrimonio di conoscenze condivise e documentando l’evoluzione della ricerca amatoriale italiana.
Grazie alla sua impostazione scientificamente rigorosa ma aperta alla partecipazione di chiunque abbia passione e competenza, questa commissione rappresenta davvero un ponte tra astronomia amatoriale e astronomia professionale, confermando il ruolo di eccellenza dell’UAI nel panorama scientifico internazionale.
Articolo di: Claudia Consiglio, c.consiglio@uai.it


