Dal 21 luglio al telescopio remoto UAI (il telescopio remoto a disposizione di tutti i Soci UAI: https://www.uai.it/sito/rete-telescopi-remoti/) viene seguita la cometa proveniente dallo spazio interstellare (3I/ATLAS).
Terzo oggetto interstellare mai scoperto, presumibilmente è proveniente dall’antico disco spesso della Via Lattea e risulta la più vecchia cometa conosciuta (M.J. Hopkins et al., https://arxiv.org/abs/2507.05318v1, 7 luglio 2025): 7 miliardi di anni di età, più anziana della Terra e del Sistema Solare. Una preliminare analisi spettrale rivela una composizione analoga a quella degli asteroidi di tipo D, ovvero come il satellite di Marte, Phobos: rocce e polvere silicee, carbonio, molecole organiche e ghiaccio di acqua (B.Yang et al., https://arxiv.org/abs/2507.14916v1, 20 luglio 2025).
Proveniente da altre stelle, sta attraversando il Sistema Solare a 250 000 km/h, per poi, in una manciata di mesi, rituffarsi nello spazio interstellare. Scoperta il primo luglio dal sistema di sorveglianza spaziale per la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta (ATLAS: Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System ) a 670 milioni di km dalla Terra, dopo 21 giorni, quando è stata eseguita la foto qui sotto al telescopio remoto UAI, si trovava in avvicinamento già a 510 milioni di km da noi, all’interno dell’orbita di Giove.

Cometa interstellare 3I/ATLAS (freccia). 21 luglio 2025, 23:07:56 ora locale (tempo medio della foto). 400 s di posa, bin 1, filtro L. N in alto, Est a sinistra. Elaborazione: Astroart, Maxim DL5, Paint.net. mag.(L) stimata ≈ 18. Posizione della cometa: 17h18m46s.13 -18°07’05”.8 (2000). Telescopio remoto UAI. Castiglione del Lago (PG), 11.956° E,43.121° N, h=302 m. Giorgio Bianciardi.
Abbiamo qui rappresentato l’immagine in negativo per poter cogliere un oggetto che ci appare attualmente debolissimo: grande poco meno di 20 km a mezzo miliardo di km da noi (!). Magnitudine stimabile intorno alla 18esima: 150 000 volte più debole della stella più debole che possiamo vedere ad occhio nudo nel cielo buio della campagna nei cieli odierni. Tra le migliaia di stelle ai piedi della costellazione di Ofiuco la freccia ci indica il nostro visitatore da un’altra stella.
L’identificazione è stata possibile risalendo alla posizione della cometa con Horizons (https://ssd.jpl.nasa.gov/horizons/app.html#/) su Aladin, DSS2, (https://aladin.cds.unistra.fr/AladinLite/)

La posizione della cometa interstellare calcolata con Horizons alle coordinate del luogo di osservazione e presentata su Aladin, DSS2.
Per un approfondimento sulle caratteristiche di questo sorprendente oggetto, rimandiamo alle nostre precedenti news (https://www.uai.it/sito/uai-news/aggiornamento-sulla-cometa-interstellare-3i-atlas/; https://www.uai.it/sito/uai-news/aggiornamento-la-cometa-3i-atlas-potrebbe-essere-loggetto-interstellare-piu-antico-mai-osservato/ )
Articolo di: Giorgio Bianciardi
Telescopio remoto UAI


