Aggiornamento sulla cometa SWAN25B: denominazione definitiva e nuovi elementi orbitali

16 Settembre 2025 / Commenti disabilitati su Aggiornamento sulla cometa SWAN25B: denominazione definitiva e nuovi elementi orbitali

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È stato appena pubblicato il MPEC K25RA2, da cui emerge che la cometa precedentemente nota come SWAN25B ha ora ricevuto una denominazione ufficiale, insieme a parametri orbitali più precisi. La denominazione conferita, grazie ai dati astrometrici raccolti, le attribuisce il nome C/2025 R2 (SWAN).

Tra i vari osservatori che hanno contribuito in modo significativo alla precisione dei dati ci sono Ernesto Guido e Andrea Aletti, la cui collaborazione è stata citata nella circolare insieme a molti altri osservatori del circuito mondiale.

Nuovi elementi orbitali e implicazioni

Il perielio è stato confermato il 12 settembre 2025, come già anticipato dalle prime stime, ma grazie ai nuovi dati l’incertezza è oggi molto ridotta. La cometa, inoltre, passerà a circa 0,26 unità astronomiche dalla Terra, un avvicinamento che le conferirà un moto proprio notevole e la renderà particolarmente interessante da seguire nelle settimane a venire. L’elongazione solare, attualmente ancora sfavorevole, inizierà a crescere rapidamente nel mese di ottobre, consentendo finalmente osservazioni più agevoli.

Una delle prime immagini della cometa C/2025 R2 (SWAN) ottenuta da Rolando Ligustri dalla Namibia

 

Cosa cambia per chi osserva

Il periodo più favorevole per gli osservatori italiani risulta essere fine ottobre, quando la cometa sarà sufficientemente lontana dal Sole nell’orizzonte serale e con elongazione maggiore. La finestra osservativa è ora stimata con maggiore precisione, riducendo l’incertezza su quanto presto la cometa possa apparire ben distinta da crepuscolo e bagliori solari. Inoltre,  i nuovi dati non alterano drasticamente le previsioni precedenti, ma le migliorano: la cometa potrebbe raggiungere una magnitudine nella quarta magnitudine, forse leggermente più luminosa nei momenti di massima avvicinamento. La chioma potrebbe diventare più estesa, ma come sempre la luminosità superficiale resta un ostacolo: una chioma grande diluisce la luminosità su un’area maggiore, rendendone difficile l’osservazione a occhio nudo in condizioni non ideali.

Il moto nel cielo sarà molto rapido, infatti, nei giorni del massimo avvicinamento la cometa percorrerà distanze paragonabili al diametro della Luna piena in poche ore, un dettaglio che renderà necessarie sessioni di osservazione attente e ben programmate. Per chi potrà seguire il fenomeno in montagna o in luoghi lontani dall’inquinamento luminoso, con l’aiuto di un binocolo stabile o di un telescopio a bassi ingrandimenti, l’esperienza potrà rivelarsi particolarmente suggestiva.

Resta tuttavia l’incertezza intrinseca che accompagna sempre l’evoluzione di una cometa: il comportamento della chioma e della coda può mutare rapidamente e non è possibile escludere variazioni anche significative nella luminosità. Per questo motivo continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi, pubblicando nuovi aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori osservazioni dirette.

Articolo di: Claudia Consiglio, c.consiglio@uai.it