AGGIORNAMENTO: La cometa 3I/ATLAS potrebbe essere l’oggetto interstellare più antico mai osservato

12 Luglio 2025 / Commenti disabilitati su AGGIORNAMENTO: La cometa 3I/ATLAS potrebbe essere l’oggetto interstellare più antico mai osservato

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Il primo giorno di luglio 2025, il telescopio ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) di Rïo Hurtado, in Cile, ha segnalato un oggetto celeste di magnitudine 18 in movimento rapido verso l’interno del sistema solare. A una distanza di circa 670 milioni di chilometri dal Sole, l’oggetto faceva già intuire un’origine eccezionale. 

Dopo poche ore, grazie a osservazioni “pre-discovery” risalenti al 14 giugno, è emerso che la sua orbita non era chiusa: seguiva una traiettoria iperbolica, non soggetta al campo gravitazionale del Sole. Questo parametro orbitale lo qualifica senza ombra di dubbio come terzo oggetto interstellare mai rilevato, designato ufficialmente 3I/ATLAS, dove “3I” indica proprio il terzo visitatore proveniente da regioni extrasolari.

 

Eccentricità record e velocità d’ingresso

Con un’eccentricità di ben 6.15, 3I/ATLAS batte persino i record di 1I/‘Oumuamua (e≈1.2) e 2I/Borisov (e≈3.4), confermandosi il corpo interstellare più iperbolico mai osservato. La sua velocità di passaggio supera i 58 km/s quando lontano dal Sole e tocca i 68 km/s al perielio previsto per il 29 ottobre 2025 a 1,36 AU. 

Un balzo di energia che testimonia un’origine in un’altra regione della galassia, dove milioni di anni luce di vuoto hanno fatto da retroterra al suo lento vagare.

104 San Marcello Pistoiese
Observer P. Bacci, M. Maestripieri, M. D. Grazia
0.60-m f/4.0 Newtonian reflector + CCD
2025 07 3,93

 

L’ipotesi dell’origine nel “thick disk”  

L’analisi cinematica suggerisce che questa cometa provenga dal cosiddetto disco spesso (thick disk) della Via Lattea, popolato da stelle antichissime con metallicità ridotta. 

I suoi movimenti “verticali” rispetto al piano galattico sono caratteristici di corpi formatisi e rimasti per miliardi di anni in questa zona, dove la scarsità di elementi pesanti è sinonimo di altissima ricchezza d’acqua ghiacciata.

 

Statistica e simulazioni: il modello Ōtautahi–Oxford

A fondamento della stima d’età vi è il simulatore sviluppato da Hopkins, Lintott e colleghi, che combina posizioni e velocità di oltre un miliardo di stelle osservate da Gaia con traiettorie ipotetiche di asteroidi e comete interstellari. 

Esponendo 3I/ATLAS a questo framework, emerge una probabilità di due terzi che la cometa sia più vecchia del nostro sistema solare, ora stimato in 4,5 miliardi di anni, proiettando l’età di essa a oltre i 7 miliardi di anni, un valore che la renderebbe l’oggetto cometario più arcaico mai incontrato dall’umanità.

I colori g-r vs. r-i di 3I/ATLAS dalle misurazioni confrontate con gli oggetti del sistema solare e altri ISO (Meech et al. 2017; Bolin et al. 2020).                                                          Credit: Arxiv

 

Un “time capsule” d’acqua

Le osservazioni spettroscopiche e fotometriche raccolte nelle prime settimane hanno già rilevato un tenue ma inequivocabile sviluppo di coma e coda, incluso un alone rossastro indicativo di polveri silicee mescolate all’idrocarburo e al ghiaccio d’acqua. 

Questa attività, che definisce 3I/ATLAS una vera cometa e non un asteroide, ci permetterà di misurare nei prossimi mesi la composizione isotopica del vapore espulso, missione cruciale per verificare l’ipotesi che provenga dal disco spesso e che sia un serbatoio primordiale di acqua galattica.

 

Prospettive di osservazione

A inizio dicembre riemergerà dietro il Sole con un’ultima finestra d’opportunità, poco prima di allontanarsi definitivamente verso lo spazio interstellare. L’occasione è irripetibile: la nostra capacità di predire vecchi e nuovi visitatori crescerà con l’avvento di Rubin e con la missione ESA Comet Interceptor, in attesa di intercettare un corpo altrettanto primordiale.

Per gli astrofili, nei giorni attuali la cometa 3I/ATLAS ha una magnitudine stimata attorno a +16,5, osservabile con telescopi di medio diametro. Si muove nella costellazione del Sagittario e risulta visibile nelle ore mattutine. Una cartina aggiornata della sua posizione giorno per giorno è disponibile presso i principali servizi di effemeridi come il sito SkyLive.

Per approfondire le misure fotometriche, colori g–r vs. r–i, dati spettrali e analisi della coma, si rimanda al preprint “Discovery and Preliminary Characterization of a Third Interstellar Object: 3I/ATLAS” disponibile su arXiv: 2507.02757 (abstract sempre accessibile)

Articolo di: Claudia Consiglio, c.consiglio@uai.it