Da Patrizia Caraveo un nuovo libro sull’inquinamento luminoso

6 Luglio 2020 / Commenti disabilitati su Da Patrizia Caraveo un nuovo libro sull’inquinamento luminoso

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Verrà presentato l’8 luglio, in serata, al Festival di Polignano a Mare e sarà in vendita dal 9 luglio “IL CIELO É DI TUTTI”, l’ultimo libro di Patrizia Caraveo, astrofisica di fama internazionale, Dirigente di ricerca INAF e Premio Lacchini UAI 2018.

Pubblicato dall’editore DEDALO, per la serie le Grandi voci, il libro affronta e illustra, in modo piano e comprensibile in 96 pagine, il fenomeno dell’inquinamento luminoso.

Nella premessa la Caraveo mette in evidenza come, a fronte dell’immane quantitativo di dati e foto astronomici riversati in rete da sonde spaziali, satelliti, telescopi a terra professionali e di astrofili, quindi disponibili per tutti, in realtà non sia poi così diffusa la conoscenza diretta del cielo stellato.

Un fattore ostativo che impedisce, ormai da 30 anni, l’osservazione del cielo dalle nostre città, ma non solo da queste, è l’inquinamento luminoso o, in inglese, light-pollution.

Se ne accorsero per primi gli astronomi americani, all’inizio degli anni ’70, quando si resero conto che gli osservatori “continentali”, come Kitt Peak in Arizona e Monte Palomar in California, erano a serio rischio per colpa dell’illuminazione cittadina, realizzata in modo poco razionale, tanto da inviare verso il cielo quasi il 30% della luce prodotta da lampioni, fari, insegne e altri tipi di impianti.

Come risultato si aveva un aumento della luminosità di fondo cielo, rispetto ai valori rilevabili in zone non antropizzate. In pratica essendo il cielo meno scuro la luce delle stelle più deboli tende a sparire, tanto che da molte metropoli la visione del firmamento si limita agli oggetti più luminosi come Luna, pianeti e stelle di prima magnitudine.

Per porre rimedio a questo problema, prima negli States e negli ultimi 20 anni anche in Europa, sono state approvate delle specifiche normative, in Italia abbiamo alcune ottime leggi regionali, che impongono limiti nella quantità di luce che può essere emessa verso l’emisfero.

Analoghi provvedimenti sono stati adottati in Cile a tutela dei numerosi Osservatori sorti negli ultimi decenni, basti pensare al VLT per non parlare dei futuri GMT americano e EELT dell’ESO.

Come se non bastasse, in un contesto in cui, diciamolo onestamente, nessuno, tranne rare eccezioni, controlla seriamente il rispetto di queste normative, arriva ora la fin troppo sgargiante “orda” di satelliti artificiali Starlink, messa in orbita da Elon Musk, per portare internet anche al centro matematico dei due poli o in mezzo al deserto del Gobi ovvero anche in pieno oceano.

Questa volta, però, non solo creando danni alle ricerche degli astrofili ma anche dei più grandi osservatori professionali. Il tutto in violazione sostanziale del diritto all’uso responsabile dello spazio per cui, purtroppo, ad oggi non esiste una vera e propria regolamentazione internazionale.

Per non parlare poi delle problematiche relative alla creazione di ulteriore spazzatura spaziale, nota come space debris, che pone interrogativi sulla sicurezza dei vari satelliti in orbita e di smaltimento programmato degli stessi.

Plaudo quindi a questo libro di Patrizia Caraveo, quanto mai importante, anche per il fatto che il tema venga trattato da un astronoma professionista sensibile, diversamente da tanti altri suoi colleghi, alla tutela del cielo notturno che l’autrice definisce, appunto, di tutti.

Mario Di Sora

Direttore Osservatorio Astronomico Campo Catino – Presidente emerito UAI

Mario Di Sora consegna il Premio Lacchini a Patrizia Caraveo in occasione del Congresso UAI 2018