L’astrofilo Giuseppe Donatiello scopre la galassia nana ultradebole Andromeda XXXVI

29 Giugno 2026 / Commenti disabilitati su L’astrofilo Giuseppe Donatiello scopre la galassia nana ultradebole Andromeda XXXVI

UAI-Tecnica

Nuovo eccezionale risultato scientifico per l’astrofilo Giuseppe Donatiello, a capo della Sezione nazionale di Ricerca “Profondo cielo” dell’Unione Astrofili Italiani (UAI). Nell’ambito di un progetto di ricerca internazionale, guidato dalla ricercatrice Joanna D. Sakowska dell’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia, l’astrofilo pugliese, noto “cacciatore di galassie”, ha identificato una nuova galassia nana ultradebole nel Gruppo Locale, battezzata con il nome “Andromeda XXXVI”. Sale così a 12 il numero di galassie individuate dall’esperto dell’UAI Giuseppe Donatiello, che si conferma al primo posto nella classifica degli scopritori singoli – sia astrofili che professionisti – di galassie nane a livello mondiale. La scoperta della galassia nana ultradebole Andromeda XXXVI è stata pubblicata nelle pagine di Astronomy & Astrophysics (link).

Andromeda XXXVI, una nuova galassia nana ultradebole nel Gruppo Locale

La nuova galassia nana è stata individuata nel vasto alone della galassia di Andromeda (M31) ed è verosimilmente una sua galassia satellite. Con un’età stimata di circa 12.5 miliardi di anni, Andromeda XXXVI rappresenta un fossile della reionizzazione e uno degli oggetti più antichi del Gruppo Locale. “La scoperta di Andromeda XXXVI arricchisce il censo dei satelliti di M31 – a oggi 43 – in particolare la non numerosa famiglia di nane ultradeboli”, spiega Giuseppe Donatiello. “Con una magnitudine assoluta intorno a -6, Andromeda XXXVI è tra le più deboli galassie nane scoperte sinora e rappresentante di una ricca popolazione ancora da identificare nel vasto alone di Andromeda”. Le attuali previsioni teoriche suggeriscono che Andromeda possa ospitare fino a 90 galassie satelliti, un numero decisamente superiore a quello delle galassie finora identificate.

La scoperta di Andromeda XXXVI

L’astrofilo Giuseppe Donatiello ha individuato Andromeda XXXVI mentre esaminava le immagini del 2009 della Pan-Andromeda Archaeological Survey (PAndAS), condotta con il Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT). L’oggetto appariva come una debole struttura diffusa in cui era già possibile distinguere singole stelle. Successivamente, Giuseppe Donatiello ha inserito l’oggetto in un elenco di “candidati galassie”, condiviso con Joanna Sakowska e con David Martínez-Delgado del CEFCA (Centro de Estudios de Física del Cosmos de Aragón), per ulteriori approfondimenti.

Immagine di And XXXVI tratta da quattro diverse survey. Da sinistra a destra: SDSS DR9, PanSTARRS DR1, CFHT (PAndAS) e GTC (questo studio). And XXXVI è quasi invisibile nelle immagini SDSS e PanSTARRS, e diventa evidente solo con CFHT e GTC. Crediti: G. Donatiello

Per analizzare in modo più accurato l’oggetto, il team di ricercatori ha scelto di impiegare il Gran Telescopio Canarias (GTC), e in particolare lo strumento OSIRIS+. Le osservazioni condotte hanno permesso di distinguere singole stelle all’interno della debole luce diffusa della galassia. Tuttavia, Andromeda XXXVI si è rivelata un oggetto estremamente debole: il gruppo di ricercatori è riuscito a identificare solo circa 46 stelle a essa associate. “Questa scarsità di stelle rende estremamente difficile applicare i metodi abituali per la misurazione delle distanze galattiche, basati solitamente su popolazioni stellari più numerose”, afferma Joanna Sakowska, autrice principale dello studio.

Per superare questo limite, il team ha confrontato le stelle osservate con modelli teorici di evoluzione stellare, noti come isocrone, che prevedono i colori e la luminosità di stelle di una determinata età e composizione chimica. “Ipotizzando che Andromeda XXXVI si trovi approssimativamente alla stessa distanza di Andromeda, le osservazioni e i modelli mostrano una notevole concordanza”, spiega Sakowska. “Ciò suggerisce fortemente che si tratti di una galassia satellite di M31”.

Posizione di And XXXVI (evidenziata in rosso) nell’ambito della survey Pan-Andromeda Archaeological Survey (PAndAS), attorno a M31. Sono inoltre indicate Peg V e Psc VII, scoperte in precedenza dallo stesso team. Crediti: G. Donatiello

Perché è importante studiare le galassie nane

Il censimento e l’analisi delle galassie nane, mattoni fondamentali dell’Universo, rivestono un’importanza cruciale in ambito astrofisico, sia per lo studio dell’Universo primordiale che della materia oscura, che funge da collante gravitazionale per le loro poche stelle. “Queste scoperte ci offrono un’opportunità eccezionale per studiare la formazione delle galassie, oltre che per indagare la distribuzione della materia oscura. Prevediamo, pertanto, che Andromeda XXXVI sarà oggetto di studio nei prossimi anni”, aggiunge Joanna Sakowska. “Saranno necessarie osservazioni tramite telescopi spaziali come Hubble per determinarne con maggiore precisione la distanza, l’età e la composizione chimica”.

Immagine composita di Andromeda XXXVI ottenuta con GTC OSIRIS+. And XXXVI è visibile tra due stelle luminose in primo piano. Nel riquadro è mostrato un ingrandimento in negativo di And XXXVI. Crediti: G. Donatiello, GTC.

Il fondamentale contributo degli astrofili alle scoperte scientifiche

Il risultato scientifico evidenzia – ancora una volta – il significativo contributo alle attività di ricerca astronomica da parte degli astrofili, quando questi ultimi dispongono di un’adeguata formazione in materia e dell’accesso, direttamente da casa propria, alle immagini provenienti da grandi campagne di osservazione del cielo. “L’Astronomia è la scienza in cui i non professionisti contribuiscono maggiormente all’avanzamento delle conoscenze. Fare ricerca presuppone l’acquisizione da parte degli astrofili di una preparazione teorica soddisfacente con cui gestire e analizzare i dati scientifici, e l’applicazione di metodologie di analisi rigorose”, conclude Giuseppe Donatiello.

 

 

Link all’articolo scientifico pubblicato su Astronomy & Astrophysics:

Sakowska J. D., Martinez – Delgado D., Collins M. L. M., et al. (2026) “Andromeda XXXVI: discovery of a new ultra-faint dwarf galaxy towards M31”, Astronomy & Astrophysics, 710 (A342)

https://doi.org/10.1051/0004-6361/202660151