Un outburst autunnale per la cometa 29P/Schwassmann-Wachmann

9 Dicembre 2020 / Commenti disabilitati su Un outburst autunnale per la cometa 29P/Schwassmann-Wachmann

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a cura del responsabile della sezione Comete UAI Giannantonio Milani

La cometa periodica 29P/Schwassmann-Wachmann è un oggetto unico nel suo genere, appartenente alla famiglia dei Centauri, un gruppo che popola la regione del Sistema Solare posta tra Giove e Nettuno. Il suo nucleo è piuttosto grande, con un diametro di oltre 60 km.

Questa cometa è ben nota per il suo comportamento del tutto peculiare: infatti dalla sua scoperta, avvenuta nel 1925 presso l’Osservatorio di Amburgo, continua a presentare frequenti outburst che ne innalzano la luminosità di alcune magnitudini. Solitamente è piuttosto debole, intorno alla magnitudine 15-16, ma nel corso degli outburst in poche ore sale velocemente di luminosità. In qualche raro caso diventa osservabile per pochi giorni anche in piccoli strumenti, giungendo a volte perfino a portata di binocolo. Intendiamoci, non diviene mai spettacolare, rimanendo sempre un piccolo oggetto nebuloso, anche a causa della distanza, ma il suo comportamento è straordinario sotto molti aspetti.

Questi eventi parossistici presentano un andamento semi periodico e mediamente si ripropongono all’incirca ogni 58 giorni. Si verificano però anche periodi di stasi, come pure outburst multipli, che rendono questo oggetto sempre interessante e imprevedibile. Al contrario delle altre comete segue un’orbita quasi circolare ed è quindi osservabile con regolarità ogni anno più o meno nelle stesse condizioni. Per questo è un soggetto sempre tenuto sotto controllo dagli appassionati di comete.

Ora ha mostrato uno dei suoi caratteristici outburst e tra il 18 e il 19 novembre è aumentata di circa tre magnitudini, salendo alla tredicesima magnitudine in un paio d’ore. Inizialmente si è presentata di aspetto quasi stellare, e, come di consueto, ha poi sviluppato una chioma più estesa man mano che la nube di polveri emessa si è espansa. L’emissione è stata asimmetrica, generando una sorta di guscio emisferico laterale rispetto alla posizione del nucleo. La forma della chioma mostra sensibili variazioni tra un evento e l’altro a seconda della direzione prevalente di emissione del materiale.

In questo episodio è singolare il fatto che il 25 novembre si sia verificato un secondo outburst minore, ben evidenziato dalle osservazioni effettuate dagli osservatori della Sezione Comete UAI e CARA, con un aumento di una magnitudine.

L’evoluzione del fenomeno è documentato sia dalle numerose immagini raccolte, sia dai dati fotometrici che lo descrivono numericamente. La fotometria ha riguardato sia la misurazione della magnitudine che la quantità Af, correlata all’emissione di polveri. Da una prima stima la velocità media di espansione delle polveri misurata sul piano del cielo è intorno a 250 m s-1; la cometa in questo periodo è stata osservata frontalmente essendo quasi perfettamente in linea con il Sole e la Terra (angolo di fase di poco più di tre gradi), quindi questa stima non si riferisce alla velocità effettiva delle polveri ma solo ad una componente media ortogonale alla visuale. E’ da considerare che per diversa direzione di emissione e le diverse dimensioni le polveri coprono in realtà un intervallo piuttosto ampio di velocità, quindi questa prima stima è solo indicativa per definire un ordine di grandezza medio.

Le fotografie che seguono mostrano l’evoluzione della cometa, dalla fase pre –outburst, caratterizzata da una chioma molto diffusa e debole che circonda un falso nucleo, alla fase di outburst con la cometa di aspetto quasi stellare e le successive fasi di espansione della nube di polveri.

Fig 1 curva di luce magnitudine

La curva di luce si riferisce a magnitudini in banda R misurate per finestre di misura corrispondenti a valori tra 10.000 e 20.000 km sulla cometa. Dopo un periodo di stasi caratterizzato da una luminosità costante intorno alla magnitudine 16 si sono presentati in rapida successione i due massimi del 19 e 25 novembre.

Fig 2 variazioni nel profilo medio

Il profilo medio della chioma descritto mediante la quantità Af in funzione della distanza dal nucleo in chilometri. Si nota molto bene il profilo ad onda corrispondente alla nube di polveri emessa; man mano che la nube si espande la curva si allarga e il valore massimo diminuisce. La caduta dei valori in prossimità del nucleo è un effetto strumentale.

Le osservazioni fotometriche sono state effettuate da: Andrea Aletti, Federico Bellini, Erik Bryssinck, Mauro Facchini, Rolando Ligustri, Giannantonio Milani, Diego Tirelli e Giorgio Baj.