L’occultazione asteroidale di (3200) PHAETHON del 25 ottobre 2019

7 Novembre 2019 / Comments (0)

UAI-Ricerca

Grande soddisfazione nella Sezione Asteroidi UAI per il risultato ottenuto la sera del 25 ottobre, quando alcuni astrofili sono riusciti nell’impresa di registrare l’occultazione asteroidale di (3200) Phaethon.

Phaethon è stato scoperto da Simon F. Green e John K. Davies, l’11 ottobre 1983 mentre esaminavano immagini del satellite IRAS alla ricerca di asteroidi e comete. La sua scoperta è stata annunciata il 14 ottobre 1983 dopo la conferma osservativa effettuata da Charles T. Kowal, che ne riportò l’aspetto asteroidale. Il suo nome, ripreso dalla mitologia greca, è dedicato al figlio di Elios, dio del Sole.

Phaethon (Fetonte) è il corpo progenitore dello sciame meteorico delle Geminidi di dicembre. E’ classificato come PHA (asteroide potenzialmente pericoloso) del diametro di circa 5,1 km. Ha un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 1,27 UA e da un’eccentricità di 0,889, inclinato di 22,26° rispetto all’eclittica.

Le occultazioni asteroidali permettono di caratterizzare la forma e le dimensioni di un asteroide, per cui vale sempre la pena provare ad osservare tale fenomeno.

In questo caso le difficoltà erano davvero tante. In primis la durata dell’evento: solo 2 centesimi di secondo; il cono d’ombra prodotto, relativamente stretto, ha interessato parte della Toscana e del Centro-Nord come in Figura 1.

La sera del 25 ottobre del 2019 Phaethon nella sua traiettoria interna al Sistema Solare ha occultato la stella TYC 3268-00276- di magnitudine 11.3 come da previsioni fornite dal servizio IOTA (International Occultation Timing Association ).

Fig. 1 – Il path dell’occultazione asteroidale di (3200) Phaethon

Al fine di poter registrare l’occultazione, le osservazioni debbono essere fatte nell’interno del cono d’ombra, come avviene per le eclissi totale di Sole.

Così, in base alle previsioni dell’evento, il Team dell’osservatorio di Tavolaia di Santa Maria a Monte (codice MPC A29), composto da Mauro Bachini , Andrea Buti, Elia Dal Canto , Fabrizio Mancini e Giacomo Succi, ha deciso di “lasciare” il proprio osservatorio per recarsi con una postazione mobile nei pressi di Pisa dove, dalle previsioni, il fenomeno avrebbe avuto la massima durata.

E così gli astrofili dell’Associazione I. Newton, hanno posizionato lì la loro strumentazione composta dal telescopio Newton 200 mm f/4, montatura equatoriale Eq6, camera di ripresa ASI 174 MM raffreddata e computer.

Anche il Team del GAM (Gruppo Astrofili Massesi) con Pietro Baruffetti e altri astrofili esperti nel settore delle occultazioni, si era posizionato nelle vicinanze. Da Lucca Sauro Donati era pronto ad immortalare l’evento così come anche il team del GAMP (Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese), con Paolo Bacci e Martina Maestripieri che hanno utilizzato il telescopio da 0,60-m F/4 con telecamera ZMO ASI120MM-S, dell’Osservatorio Astronomico di San Marcello Pistoiese (codice MPC 104).

Dall’osservatorio INAF di Loiano, l’astronomo Albino Carbognani era pronto per rilevare l’evento utilizzando il telescopio da 1.5-m ed un fotometro “veloce”

Fig. 2 Il Team di Tavolaia – Santa Maria a Monte (A29) – in trasferta vicino Pisa. Mauro Bachini, Andrea Buti, Elia Dal Canto, Fabrizio Mancini e Giacomo Succi.

Nei momenti antecedenti l’evento e successivamente i vari team che hanno partecipato alla campagna osservativa si sono tenuti in constatante contatto, ma i risultati sono arrivati solo dopo qualche giorno.

Risultati Ottenuti

L’osservatorio di San Marcello e quello di Loiano non hanno registrato l’evento, pertanto l’occultazione è risultata essere negativa; questo dato è comunque importante per la definizione delle dimensioni. In effetti tali osservatori erano fuori dal path del fenomeno ma, come spesso accade, le previsioni non sempre sono perfette per cui vi era una minima probabilità di rilevare il fenomeno astronomico.

Il Team di esperti del GAM guidati da Pietro Baruffetti purtroppo hanno riscontrato una serie problemi tecnici al loro telescopio che non ha permesso loro di seguire l’evento.

Dalla provincia di Lucca Sauro Donati ha utilizzato la tecnica dello “drift scan” (cioè fermando il motore dei telescopi le stelle appaiano strisciate e l’occultazione viene registrata come una breve interruzione del segmento).

Fig. 3 Occultazione positiva di 3200 ripresa da Sauro Donati da Lucca, utilizzando la tecnica dello drift-scan

Il Team di Tavolaia di Santa Maria a Monte (PI) utilizzando la tecnica della ripresa video, acquisendo con il Software Sharcap, e successivamente analizzato con software Tangra 3.6 sono riusciti nell’impresa di vedere l’occultazione. Per maggiori informazioni è possibile consultare il blog dell’associazione Isaac Newton, dove è presente anche un breve video dell’evento.

(http://www.cielisutavolaia.com/25_10_2019-occultazione-phaethon/  )

Analizzando il loro video, la stella è sparita per circa 0.15 secondi come mostrato in figura 4, in accordo con le previsioni. Purtroppo i dati raccolti sono insufficienti per poter determinare la forma e le dimensioni dell’asteroide e, perché no, riuscire a scoprire qualcosa di inatteso.

Fig. 4 Elaborazione del video ripreso dal Team di Tavolaia, la stella sparisce per circa 0.15 secondi

Conclusioni

Nonostante i dati ottenuti non siano sufficienti ad ottenere i risultati sperati, questa occultazione ha dimostrato ancora una volta che solo grazie al lavoro di gruppo di più astrofili, e magari anche con la collaborazione di professionisti, si possono ottenere risultati soddisfacenti.

Tutto ciò è la prova che anche con strumentazioni amatoriali (telescopi da 20 cm di diametro) è stato possibile osservare un fenomeno della durata di meno di 20 centesimi di secondo ed al limite delle capacità strumentali. Questo è un esempio per tutti che grazie alla volontà, caparbietà, impegno e capacità dimostrate, si possono raggiungere importanti traguardi.

Paolo Bacci

Responsabile Sezione Asteroidi UAI – http://asteroidi.uai.it/it