Gli astrofili UAI scoprono la natura cometaria dell’ex asteroide A/2019 O3

30 Luglio 2020 / Comments (0)

UAI-Ricerca

Un altro importante successo per la Sezione Nazionale di Ricerca Asteroidi della UAI – Unione Astrofili Italiani – un asteroide mette la coda.

La segnalazione è arrivata da Roberto Haver dell’Osservatorio Astronomico di Frasso Sabino (codice mpc 157) che per primo ha attenzionato l’asteroide A/2019 O3, notando che mostrava una piccola chioma.

L’asteroide A/2019 O3 è stato scoperto il 14/05/2019 dall’osservatorio Palomar Mountain–ZTF (I41)  utilizzando il telescopio da  1.2-m f/2.4 Oschin Schmidt. Nella circolare di scoperta M.P.E.C. 2019-P55 dell’ 8 agosto 2019 sono presenti ben 5 osservatori italiani che hanno contribuito a determinare l’orbita preliminare dell’oggetto provvisoriamente classificato come A/2019 O3.

Indubbiamente gli elementi orbitali facevano presupporre che l’oggetto potesse essere effettivamente una cometa ma nessun osservatorio al momento della scoperta aveva registrato attività riconducibile ad un oggetto chiomato.

Orbital elements:

    A/2019 O3                                                                  

T 2021 Mar. 5.81545 TT                                  Veres                  

q   8.8223389            (2000.0)            P               Q                 

                   Peri.   59.92150     +0.25595943     -0.43611998            

                   Node   300.37618     -0.73955975     +0.48637173            

e   1.0            Incl.   89.80644     +0.62252401     +0.75712740            

H   10.0                                                                        

From 62 observations 2019 May 14-Aug. 6.     

E così, arriviamo alla notte del 18 luglio 2020 quando Roberto Haver punta il telescopio da 0.37-m in direzione dell’asteroide, notando una leggera chioma e una probabile coda (fig. 1).

Fig.1 – La prima immagine ottenuta da Roberto Haver sull’ ex asteroide A/2019 O3, nella quale rileva una minuscola chioma e una leggera coda

Al momento l’oggetto si trova nel bel mezzo della Via Lattea per cui l’osservazione risulta particolarmente ardua. Roberto invia una mail alla lista asteroidi invitando gli osservatori a confermare quanto da lui osservato. Il primo a rispondere è Giorgio Baj dal personale osservatorio M57 Observatory, Saltrio,  utilizzando un 0.3-m f/5.5 Ritchey-Chretien (codice MPC K38), dove segnala “un apparente alone di chioma in P.A. circa 174 e lungo circa 3.5″/4″, la sera del 19 luglio.

Fig. 2 – Immagine ottenuta da Giorgio Baj somma di 35x60sec.

A questo punto entrano in gioco i “grossi calibri” amatoriali. Luca Buzzi dall’Osservatorio Schiaparelli di Varese (codice MPC 204) punta il suo 84 cm sull’asteroide la notte del 20 luglio, notando una leggera coda come mostrato in figura 3 e, anche in questo caso, comunica la sua osservazione sulla mailing list Asteroidi UAI.

Fig. 3 – Immagine ottenuta da Luca Buzzi dall’Osservatorio Schiaparelli: si nota una leggera coda con P.A. 190°, somma di 30 immagini da 60 secondi ciascuna

La sera successiva dall’Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese (codice MPC 104), Paolo Bacci e Martina Maestripieri, utilizzando il telescopio da 0.60-m osservano l’oggetto confermando le osservazioni fatte dagli altri osservatori italiani.

Fig. 4 – Immagine ottenuta dall’Osservatorio di San Marcello, somma di 131×30 sec

Poche ore dopo anche Roberto Bacci, dal personale osservatorio G. Pascoli Observatory, Castelvecchio Pascoli (K63), utilizzando il telescopio da 0.40-m, nota la coda nell’oggetto. Questi osservatori inviano le misure al Minor Planet Center, ma nel frattempo alle ore 23:27 UT  esce la circolare M.P.E.C. 2020-O64, con la quale si annuncia la scoperta della nuova cometa C/2019 O3 (Palomar), il cui contributo degli astrofili italiani è stato fondamentale.

Un ulteriore successo del Sezione Nazionale di Ricerca Asteroidi dell’ UAI.

Fig .5 – Elementi orbitali della nuova cometa C/2019 O3, scoperta con il contributo degli astrofili italiani

a cura di:

Paolo Bacci, Martina Maestripieri, Roberto Haver, Giorgio Baj, Luca Buzzi, Roberto Bacci. Sezione Asteroidi UAI