Epsilon Lyrae: la doppia – doppia variabile

1 Giugno 2022 / Commenti disabilitati su Epsilon Lyrae: la doppia – doppia variabile

UAI-Ricerca

A scuola dall’astronomo

MarSEC (Marana Space Explorer Center) – Sezione Nazionale di Ricerca Stelle Variabili (SSV UAI)

Gli astrofili hanno da sempre il ruolo di divulgare al grande pubblico la conoscenza del cosmo con svariate iniziative, quali la didattica, l’osservazione del cielo stellato sia ad occhio nudo che con strumenti quali i telescopi ed altri che si sono via via evoluti negli anni. Ma possono fare molto di più come ad esempio studiare il cosmo e compiere “piccole” scoperte. E’ quello che è successo con una stella nella nota costellazione della Lira (lo strumento di Apollo) dominata dalla stella Vega. Proprio accanto a questa luminosa stella c’è probabilmente la più famosa stella doppia-doppia del cielo. Si tratta di Epsilon Lyrae, una stella già visibile ad occhio nudo come un unico astro, ma basta un semplice binocolo per scoprire che in realtà si tratta di un sistema binario.

Ma le sorprese non sono finite qui perché, se ingrandite opportunamente con un telescopio, ognuna di queste due stelle si rivela a sua volta doppia ed ecco quindi la denominazione “doppia-doppia”. Nell’astronomia moderna c’è la possibilità di attingere a una quantità davvero notevole di dati raccolti dai telescopi e satelliti spaziali, che possono essere consultati da chiunque.

E’ quello che è successo a Ivo Peretto, Stefano Lora, Giuseppe Peretto, Giovanni Furlato e Matilde Barbieri, ricercatori del MarSEC (Marana Space Explorer Center) e della Sezione Nazionale di Ricerca Stelle Variabili (SSV UAI), che, controllando il campo stellare che stavano studiando al telescopio, si sono imbattuti nei dati fotometrici (misura della luminosità di un astro) della stella Epsilon Lyrae. La componente nord, ovvero Epsilon 1 Lyrae, sembrava avere un comportamento degno di attenzione.

I giovani ricercatori del MarSEC

Una volta scaricati i dati del telescopio spaziale TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) gli stessi sono stati processati mediante software di analisi statistica scoprendo che la pulsazione stellare aveva un periodo ricorrente di circa 10 ore. Grazie anche al lavoro di ricerca delle informazioni inerenti a questa stella da parte di Giovanni Furlato e Matilde Barbieri, due ragazzi ex PCTO (ex-alternanza scuola lavoro) ora ricercatori MarSEC, è stato possibile appurare che si trattava di una nuova scoperta, che nessuno aveva mai catalogato questa stella come variabile.

Mentre l’analisi del periodo indicava la presenza di più periodi, è stato possibile risalire anche alla classe spettrale (colore e quindi temperatura) della coppia stellare Epsilon 1 Lyrae grazie a un lavoro del 1995 a cura di Abt Helmut A. e Morrell Nidia I. che sono risultati essere A e F per la coppia Epsilon 1 Lyrae. Da questi dati è stato possibile determinare che la stella variabile era la componente più debole della coppia denominata Epsilon 1 Lyrae B, risultata essere una non comune variabile del tipo Gamma Doradus.

Struttura della stella pulsante e grafico dei dati

Queste variabili sono state introdotte a metà degli anni ’90 e risultano essere stelle che pulsano ma in maniera non radiale o in altre parole quando la stella pulsa lo fa deformandosi. L’analisi è stata sottoposta ai responsabili del VSX (Variable Stars Index) dell’AAVSO (American Association Variable Stars Observers) che hanno approvato e censito la scoperta.

Questa storia dimostra come dalla divulgazione del cielo stellato si possa passare a uno studio scientifico rigoroso che può dare un risultato importante, aggiungendo un tassello in più nella conoscenza del cosmo. I giovani ricercatori sono l’esempio lampante di come, se stimolati, si possano avvicinare anche le nuove generazioni e di come l’alternanza scuola lavoro possa essere la chiave di volta.