“Saving the Starry Night”- Patrizia Caraveo per la tutela del cielo notturno

“Saving the Starry Night” è il nuovo libro che Patrizia Caraveo, astrofisica di fama internazionale, Dirigente di ricerca INAF e Premio Lacchini UAI 2018, ha pubblicato per i tipi della prestigiosa casa editrice Springer.

Con il sottotitolo “Light Pollution and Its Effects on Science, Culture and Nature” questo volume è la versione aggiornata ed ampliata di quello già pubblicato, nel 2020, dall’editore DEDALO, per la serie le Grandi voci.

Il testo affronta e illustra, in modo piano e comprensibile in oltre 160 pagine, suddivise in 12 capitoli, il fenomeno dell’inquinamento luminoso.

Nella premessa la Caraveo mette in evidenza come, a fronte dell’immane quantitativo di dati e foto astronomici riversati in rete da sonde spaziali, satelliti, telescopi a terra professionali e di astrofili, quindi disponibili per tutti, in realtà non sia poi così diffusa la conoscenza diretta del cielo stellato.

Un fattore ostativo che impedisce, ormai da 30 anni, l’osservazione del cielo dalle nostre città, ma non solo da queste, è l’inquinamento luminoso o, in inglese, light-pollution.

Se ne accorsero inizialmente gli astronomi americani, all’inizio degli anni ’70, quando si resero conto che gli osservatori “continentali”, come Kitt Peak in Arizona e Monte Palomar in California, erano a serio rischio per colpa dell’illuminazione cittadina, realizzata in modo poco razionale.

Questo comporta un aumento della luminosità di fondo cielo, rispetto ai valori rilevabili in zone non antropizzate, che si riflette non solo sulla capacità di osservare e studiare il Firmamento ma anche, come molte ricerche dimostrano, sulla qualità della vita di piante e animali nonché sui corretti cicli biologici dell’Uomo. Argomento questo che viene compiutamente affrontato dall’autrice nel capitolo 6.

Per porre rimedio a questo problema negli ultimi 40, prima in USA e, successivamente, anche in Europa, sono state approvate delle specifiche normative. L’Italia, una volta tanto, si è posta all’avanguardia con alcune ottime leggi regionali, che impongono limiti nella quantità di luce che può essere emessa verso l’alto.

Come se non bastasse, recentemente, la situazione sta degenerando per le orde di satelliti artificiali, a cominciare dagli Starlink, messi in orbita da Elon Musk, per portare internet in ogni punto del Globo.

Tutto ciò provoca non solo danni alle ricerche degli astrofili ma anche a quelle dei più grandi osservatori professionali. Il tutto in violazione sostanziale del diritto all’uso responsabile dello spazio per cui, purtroppo, ad oggi non esiste una vera e propria regolamentazione internazionale.

Fatto questo da cui deriva la creazione di ulteriore spazzatura spaziale, nota come space debris, che pone seri problemi alla sicurezza dei vari satelliti in orbita e di smaltimento programmato degli stessi.

E ben venga quindi questo libro di Patrizia Caraveo, realizzato in versione inglese, al fine di diffondere in campo internazionale la presa di coscienza sulla necessità di affrontare e risolvere, una volta per tutte ed in modo serio e strutturato, questa nuova emergenza mondiale. Un plauso alla Caraveo, astronoma professionista sensibile, diversamente da tanti altri suoi colleghi, che ha dedicato uno specifico lavoro alla tutela del cielo notturno nell’interesse di tutti e non solo della sua categoria.

Premio Lacchini UAI 2018 a Patrizia Caraveo