Importante decisione del Parlamento Europeo su inquinamento luminoso e biodiversità

Con grande piacere l’UAI- Unione Astrofili Italiani condivide ed informa sulla positiva notizia che il 9 giugno il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, ha deciso di adottare la Strategia sulla Biodiversità che include una serie di richieste alla Commissione Europea, tra cui una legge sulla biodiversità entro il 2022. Nel testo vengono fatti due riferimenti importantissimi all’inquinamento luminoso.

Il primo laddove si riconosce che l’inquinamento luminoso modifica i livelli naturali di luce notturna per l’uomo, gli animali e le piante, così comportando conseguenze negative sulla biodiversità, in modo tale da compromettere l’attività migratoria, notturna e di riproduzione degli animali, comportando anche alla decimazione di insetti e impollinatori che sono fatalmente attratti dalle sorgenti di luce sempre più potenti e, spesso, prive di qualsiasi schermatura.

In secondo luogo il Parlamento Europeo chiede alla Commissione Europea di fissare, come obbiettivo, la riduzione entro il 2030 della luce artificiale all’aperto, suggendo misure e buone pratiche su come gli Stati membri possano ridurre la luce artificiale di notte.

In realtà un primo passo è stato già fatto con la pubblicazione, nel 2019, dei GPP U.E. (Green Public Procurement – criteri acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni) che, con riferimento alla pubblica illuminazione, hanno prescritto uso di sorgenti di luce con temperatura di colore non superiore a 3.000 K e impianti con dispersione di flusso luminoso verso l’alto pari a 0.

In questo campo però l’Italia, che è uno dei paesi occidentali più devastati dall’inquinamento luminoso, potrà dare un notevole contributo di idee a nuove prescrizioni tecnico-normative grazie all’esperienza accumulata con l’approvazione di numerose leggi regionali, di cui alcune molto buone, negli ulti 20 anni, con l’impegno di Cielo Buio, dell’IDA Italiana e dell’Unione Astrofili Italiani.

Ed infatti, nel corso degli anni, si è ormai acclarato che l’eccesso di luce artificiale, spesso sbandierato come forma di progresso e sicurezza sociale, comporta più dannj che vantaggi.

Danni ambientali per la sparizione progressiva di intere specie, danni culturali e scientifici per la ridotta osservabilità del cielo notturno, danni economici per gli elevati consumi energetici, danni alla vita dell’Uomo per l’alterazione dei ritmi circadiani e rischi per la circolazione stradale per l’uso di impianti che abbagliano gli automobilisti.

L’UAI si metterà subito a disposizione dell’U.E., tramite i parlamentari italiani, per il raggiungimento dell’obbiettivo proposto di tutela della biodiversità, non disgiuntamente da quello del Firmamento.

Mario Di Sora