Alle ore 00:35 del 02.04.2026, dalla rampa di lancio del Kennedy Space Center è partita la missione della NASA ARTEMIS II, con a bordo 4 astronauti.
Dopo 54 anni l’uomo fa di nuovo rotta verso la Luna. Vedere lo Space Launch System, il più potente razzo mai costruito, lasciare la rampa di lancio è stata un’emozione unica, l’inizio di una nuova era spaziale verso il nostro satellite.
Un viaggio che durerà circa 10 giorni, durante il quale la missione farà un fly-bye alla Luna passando ad una distanza di circa 6.600 km dal lato nascosto, stabilendo così il record assoluto di distanza dalla Terra, per la prima volta l’essere umano si allontanerà dal nostro pianeta a circa 400.171 Km.
A bordo della capsula Orion si trovano il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch della NASA, insieme a Jeremy Hansen,dell’Agenzia spaziale canadese.
Nel corso delle missione verranno attuate varie procedure propedeutiche per le future missioni spaziali che riporteranno l’uomo sulla superficie lunare.
Tra queste gli astronauti accenderanno l’Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) che è sostanzialmente il secondo stadio del razzo ed inizieranno ad effettuare una serie di manovre e test che permetteranno alla navicella di raggiungere l’altitudine stabilita per poi distaccare ICPS mentre la Orion entrerà in modalità automatica ed effettuerà operazioni in orbita terrestre per circa un giorno per poi inserirsi nell’orbita in direzione della Luna.
E proprio in questo contesto, si è verificato un altro evento “storico”: l’Astrofilo Adriano Valvasori che fa parte del Programma Nazionale di Ricerca Comete dell UAI, noto per il suo contributo alla ricerca scientifica dei corpi minori grazie alle osservazioni ottenute dal proprio osservatorio G18 ALMO Observatory (Bologna), è riuscito a riprendere la sonda Orion ed il modulo ICPS grazie all’utilizzo di un telescopio remoto X07 iTelescope Deep Sky situato in Cile (Rio Hurtado), a poche ore dal lancio della missione Artemis II.
L’impresa è particolarmente complessa, in quanto al momento la navicella aveva un moto orario di 420 arcsec/min, e solo grazie all’esperienza acquisita in questo ambito, è riuscito a catturare una storica immagine di un “satellite” con a bordo i 4 astronauti diretti verso la Luna.
Al momento della ripresa, la Orion si trovava approssimativamente a 49.000 km dalla Terra con una velocità di circa 9.700 km/h.

Fig. 2 – La foto ripresa da Adriano Valvasori utilizzando il telescopio remoto del Cile X07 iTelescope
Sono state effettuate 5 misure astrometriche di Orion e ICPS, in collaborazione con Luca Buzzi dell’osservatorio astronomico “Schiaparelli” di Varese, successivamente inviate all’astronomo Bill Gray per il calcolo orbitale dei due oggetti.
Artemis nella mitologia greca era la dea della caccia, sorella di Apollo, il dio del Sole e delle arti.
L’ultima missione Apollo partiva per la Luna quando Adriano nasceva e a distanza di 54 anni è riuscito nella storica impresa di riprendere le immagini della “sorella maggiore”, anch’essa diretta verso il nostro satellite con a bordo gli astronauti.
Nelle prossime notti, poco prima dell’alba, la missione ARTEMIS II potrà essere osservata anche dall’Italia con specifici telescopi. Buona caccia.
UAI – Programma nazionale di Ricerca Corpi Minori


