A caccia di stelle… con lo smartphone!

4 Gennaio 2022 / Comments (0)

Galassia Astrofili

a cura di Emiliano Ricci

Ogni appassionato di astronomia sa riconoscere pianeti, stelle e costellazioni al volo, senza alcun bisogno di mappe stellari o altri aiuti. Ma ogni appassionato di astronomia sa anche quanto tempo ha dovuto trascorrere sotto il cielo stellato a imparare le configurazioni degli asterismi, i nomi delle stelle, i collegamenti per passare da una costellazione a un’altra, le posizioni approssimative di stelle – variabili, doppie, multiple – e di oggetti nebulari – nebulose, ammassi, galassie – non visibili a occhio nudo, importanti da conoscere per fare un primo puntamento del telescopio.

Con l’arrivo dei software di planetario per dispositivi mobili, come smartphone e tablet, quei tempi in cui con una piccola torcia schermata di rosso si illuminavano le mappe celesti della zona di nostro interesse sono finiti. Molte app, infatti, adesso permettono non solo di visualizzare sul display del proprio telefonino la configurazione del cielo in ogni tempo e in ogni luogo della superficie terrestre (e non solo), ma offrono all’utente la possibilità di osservare il cielo in “realtà aumentata” (AR, da “augmented reality”). In pratica, con la funzionalità di “realtà aumentata”, è sufficiente puntare il proprio dispositivo mobile verso una determinata zona di cielo per vedere apparire sul display del dispositivo tutte le informazioni su quella zona, dai nomi delle costellazioni, ai nomi delle stelle più brillanti, alla direzione verso cui stiamo guardando. L’aspetto più significativo di questa funzionalità è che la visualizzazione in “realtà aumentata” avviene in maniera dinamica e in tempo reale: in altre parole, muovendo il dispositivo, l’app ne segue l’orientamento e sul display mostra la porzione di cielo verso cui è diretto.

Fra le innumerevoli app che sfruttano le potenzialità della “realtà aumentata” – funzionalità naturalmente disponibile solo su dispositivi compatibili, ma praticamente tutti gli smartphone, da alcuni anni, hanno sensori di movimento, orientamento e localizzazione, come accelerometri, giroscopi, magnetometri e ricevitori GPS/GNSS – ce ne sono alcune dedicate proprio agli appassionati di astronomia che, come accennavamo, a questo punto non hanno più bisogno di imparare la disposizione delle stelle dalle mappe… perché le app rispondono al volo, e senza errori (a patto che siano ben tarate).

La caccia alle stelle sembra quindi diventata molto semplice, ma dalla scelta dell’app dipende anche il livello di soddisfazione di questa caccia. Insomma, l’app è come una guida del cielo, e per guidarci, deve anche avere gli strumenti e i metodi giusti per farlo. E “SkySafari” – mai nome fu più indovinato! – è proprio l’app definitiva per diventare veri e propri “cacciatori del cielo”. Già, perché “SkySafari” non si limita alla visualizzazione in “realtà aumentata”, funzione che, come anticipato, ormai sembra di dominio comune per questo tipo di app, ma offre un ventaglio di azioni, funzioni e configurazioni che completa ogni possibile esigenza dell’appassionato di astronomia, dal principiante, che, appunto, vuol dedicarsi a riconoscere le stelle più brillanti visibili a occhio nudo, all’osservatore esperto, che, attraverso l’app, può programmare la propria sessione osservativa, controllare il telescopio e appuntare le proprie note di osservazione, con ogni possibile dettaglio. Tutto senza uscire dall’ambiente dell’app.

Arrivata adesso alla versione 7, completamente aggiornata in molte funzionalità e con un’interfaccia utente totalmente rinnovata, per il momento è disponibile solo per i dispositivi con sistema operativo iOS (iPhone e iPad), ma si immagina che a breve arrivino anche le versioni per Android e MacOS, come già successo per le release precedenti (noi abbiamo avuto modo di provare anche la 5 e la 6). Ma rispetto anche solo alla versione 6, si ha l’impressione di trovarsi davanti a un’app completamente diversa, totalmente ridisegnata. Nonostante la 6 avesse già un’ottima interfaccia utente e fornisse un insieme completo di strumenti per l’astrofilo sia principiante che evoluto, ebbene, la 7 compie un salto di qualità davvero importante, anche dal punto di vista delle innovazioni introdotte.

Fra quelle che ci hanno colpito di più durante le varie prove, è sicuramente da citare la nuova sezione eventi (“Events”), in cui, impostando una data di inizio e una data di fine, l’app elenca i principali eventi astronomici che si verificano all’interno di quel periodo, dalle posizioni dei pianeti (congiunzioni, elongazioni, opposizioni), a quelle dei satelliti (fasi lunari, eclissi, transiti delle lune galileiane), agli sciami meteorici, e così via. Ma forse ancora più efficace è la funzione di pianificazione delle osservazioni (“Observing planner”), con la quale, attraverso un potente sistema di filtri, è possibile scegliere il tipo di oggetti da osservare, definirne i limiti di magnitudine, gli intervalli di altezza entro cui si vogliono osservare, restringere i cataloghi e le costellazioni di appartenenza e molto altro ancora, per arrivare a un elenco completo e dettagliato di tutto quello che può essere osservato la notte stessa o entro i limiti temporali indicati. Per ogni oggetto l’app produce una scheda estremamente dettagliata, fornendo, se disponibili, i dati osservativi, i parametri orbitali, le caratteristiche fisiche.

Curiose e interessanti, per esempio quando si programmano “star party” o eventi diffusi sul territorio, sono anche le funzionalità di “osservazione sociale” (“social stargazing”), se possiamo chiamarla così, ovvero di condivisione con la comunità di appassionati di quello che si sta osservando. In particolare, sono due gli strumenti messi a disposizione da “SkySafari”: il primo, “OneSky”, permette di vedere in tempo reale che cosa stanno osservando tutti gli altri osservatori connessi all’app, magari scoprendo quali sono gli oggetti più popolari o anche quelli di cui non avevamo mai sentito parlare; il secondo, “SkyCast”, permette invece di condividere la propria mappa stellare con altri utenti connessi in rete, per mostrare loro il cielo che stiamo osservando ed eventualmente guidarli nel nostro tour del cielo stellato.

Ma “SkySafari” è uno strumento completo non solo per chi voglia trovare un’occasione di distrazione osservando la volta celeste, ma anche per l’astrofilo più esigente, che può inserire e catalogare la propria strumentazione, specificare con quale sta lavorando in quel momento, in quale configurazione, per osservare quali oggetti e, soprattutto, controllarla direttamente dall’app (tramite supporto nativo INDI e ASCOM Alpaca). E su “SkySafari” di cataloghi di oggetti ce ne sono davvero per tutti i gusti, soprattutto nella versione Pro – quella più completa, disponibile sull’App Store al costo di 49,99 euro –, che include gratuitamente il PGC Extension Database e il GAIA Extension Database, arrivando a comprendere oltre 100 milioni di stelle, 3 milioni di galassie fino alla magnitudine 18 e 750.000 oggetti del sistema solare, incluse tutte le comete e gli asteroidi mai scoperti. (Se comunque vi accontentate di un numero inferiore di oggetti – ma sempre tanti! – potete acquistare la versione Plus, disponibile a 19,99 euro, che comprende “appena” 2,5 milioni di stelle e 32.000 oggetti del cielo profondo, incluso l’intero catalogo NGC/IC e 7.000 asteroidi, comete e satelliti con orbite aggiornabili).

Per considerare “SkySafari” un’app davvero completa, non resta che aspettare la versione localizzata in italiano. Chiudiamo quindi questa recensione con un invito rivolto alla “software house” – Simulation Curriculum Corp., la stessa del celebre “Starry Night” – a cui va anche il nostro ringraziamento per averci permesso di provare l’app, giunta, nel momento in cui scriviamo, alla versione 7.0.2. Buone “cacce stellari”!