Alla scoperta dell’Associazione Astrofili Segusini

20 Agosto 2021 / Commenti disabilitati su Alla scoperta dell’Associazione Astrofili Segusini

Delegazioni UAI

Era l’8 giugno 2004. Venere dava spettacolo transitando sul disco solare. L’atteso fenomeno astronomico, che teneva tutti con il naso all’insù, fu per l’Associazione Astrofili Segusini (AAS), delegazione territoriale dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) della provincia di Torino, l’occasione per coinvolgere in un progetto didattico innovativo gli studenti di scuole italiane e di altre nazioni. L’idea era quella di misurare la distanza Terra-Sole sulla base dei tempi di svolgimento del fenomeno, rilevati in località distanti tra loro. Gli studenti della scuola media di Bussoleno (TO) si misero al lavoro insieme a una scuola di Tehran, in Iran, di Pskov, in Russia, e poi anche con altre scuole e associazioni di astrofili, ottenendo – come spiega Andrea Ainardi, presidente dell’AAS – “risultati estremamente positivi con i limiti delle semplificazioni adottate” e sostanzialmente “espressione di una corretta metodologia scientifica”. Otto anni dopo, il 6 giugno 2012, il secondo transito, visibile in Italia solo nelle fasi finali, venne osservato da due postazioni: una presso la Sacra di San Michele, in Valle di Susa, l’altra, a oltre 5000 km di distanza, a Samarqand, in Uzbekistan – dove il fenomeno durò tre ore – di fronte ai resti dell’Osservatorio astronomico di Ulug’Bek (1394-1449), insieme ad astrofili di Bologna e Forlì, e a uzbeki di ogni età. Episodi memorabili della vita associativa, di coinvolgimento dei più giovani nello studio dell’astronomia e di condivisione della passione astrofila, che anima da sempre i membri dell’AAS. Con Andrea Ainardi andiamo alla scoperta della storia dell’Associazione, di tutte le attività portate avanti negli anni e dei progetti in cantiere.

M20, Nebulosa Trifida nella costellazione del Sagittario. Canon EOS 1300D su Newton 150/750 (foto di Gino Zanella)

Quando nasce l’Associazione e con quale missione?

L’Associazione Astrofili Segusini è nata il 9 ottobre 1973 da un’idea di un gruppo di studenti liceali, con l’obiettivo di divulgare la scienza e di fare ricerca amatoriale in campo astronomico. Da allora l’Associazione ha operato con continuità, realizzando incontri, osservazioni visuali e fotografiche, calcoli di effemeridi, corsi, mostre, viaggi astronomici, ma soprattutto eventi divulgativi per persone di ogni età e per scuole di ogni ordine e grado. Anche l’attività di pubblicazione di una “Circolare” di carattere divulgativo – prima ciclostilata, poi fotocopiata e ora telematica – è stata continuativa e affiancata negli ultimi sedici anni da una newsletter, “Nova”, con oltre seimila pagine pubblicate, spesso citate o riportate su siti internet, riviste di settore, quotidiani e periodici, anche di portata nazionale. Alcuni tra i fondatori della nostra Associazione continuano ancora, a distanza di quasi cinquant’anni, ad occuparsi attivamente delle attività di divulgazione e di ricerca, affiancati dai più giovani.

Qual è la vostra sede e come è equipaggiata?

Dal 2012 la nostra sede si trova nel Castello della Contessa Adelaide a Susa (TO), grazie a un accordo con l’amministrazione comunale. È dotata di un osservatorio, che abbiamo chiamato SPE.S. – Specola Segusina, con un telescopio Ritchey-Chrétien da 304 mm di diametro e un apocromatico da 105 mm, che proiettano quanto ripreso sia su uno schermo da 50 pollici in Specola sia nella sala riunioni sottostante, dotata di un sistema di proiezione. Entrambi gli strumenti sono stati rifiniti da alcuni nostri soci che ne hanno curato l’integrazione, al fine di avere una gamma di strumenti flessibili, adatti a ogni tipo di osservazione. Dal 2009 disponiamo del Planetario di Chiusa di San Michele, nella media Valle di Susa, e siamo referenti scientifici della struttura.

Quali attività offrite al pubblico di adulti e bambini?

Offriamo incontri divulgativi e serate osservative al planetario, in Osservatorio e in varie località della Valle di Susa e dintorni, spesso in collaborazione con altri enti e istituzioni. Negli anni abbiamo inoltre curato l’allestimento di mostre astronomiche e organizzato corsi di astronomia. In occasione degli incontri formativi, consegniamo materiale didattico e fotografico ai partecipanti. Mettiamo inoltre sempre a disposizione degli appassionati di astronomia, non solo ai nostri soci, le nostre pubblicazioni telematiche. Agli studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie della Valle di Susa e della cintura di Torino offriamo conferenze e osservazioni astronomiche, sia presso le nostre sedi sia nelle aule e nei cortili delle scuole, dove allestiamo i nostri telescopi portatili. Negli ultimi anni abbiamo anche partecipato a progetti scolastici di PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) per studenti di scuole secondarie di secondo grado.

Immagine aerea della Specola Segusina sul Castello della Contessa Adelaide in Susa (foto di Alessandro Ainardi)

Quali oggetti celesti studiate?

L’attività di ricerca è svolta principalmente da soci con formazione universitaria in campo scientifico, per esempio in astrofisica e ingegneria, desiderosi di realizzare e condividere esperienze di scienza “diretta”. Dal 1995 il Grange Observatory di Bussoleno, osservatorio privato di uno dei nostri soci e sede del Centro di Calcolo dell’AAS, fa parte della rete dell’International Astronomical Union (cod. MPC 476) e si dedica alla misura delle orbite di asteroidi pericolosi e di comete. Anche con il telescopio della Specola Segusina nel gennaio 2020 sono state effettuate misure precise di un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra 18172 (2000 QL7) – usando il catalogo stellare del satellite astrometrico GAIA.

Durante la pandemia avete svolto iniziative online?

Sì, abbiamo organizzato con cadenza mensile conferenze virtuali aperte a soci e simpatizzanti. Non abbiamo rinunciato ad appuntamenti quali l’Asteroid Day e l’International Observe the Moon Night, a cui abbiamo sempre aderito. Durante il periodo estivo siamo riusciti a organizzare conferenze divulgative presso la nostra sede e in località dell’alta Valle di Susa, per piccoli gruppi e nel rispetto delle norme di distanziamento fisico previste dalla legge, e una sessione serale e notturna di astrofotografia all’esterno di un rifugio alpino, a più di 2500 m di altitudine.

M51, nella costellazione dei Cani da Caccia. Canon EOS 1300D su Newton 150/750 (foto di Gino Zanella)

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il nostro prossimo obiettivo è aumentare le occasioni di incontro, d’ora in poi anche in modalità telematica, tra astrofili e professionisti. Finora abbiamo partecipato agli incontri annuali proposti dall’Osservatorio Astrofisico di Torino e dalla Sezione Piemonte e Valle d’Aosta della Società Astronomica Italiana. L’ultimo di questi incontri è stato organizzato da noi, a Susa. Cercheremo a breve di aderire alla rete PRISMA per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera e abbiamo programmato l’acquisto di un telescopio solare da usare soprattutto per la divulgazione, nostra principale missione. Un altro nostro importante obiettivo è realizzare un progetto didattico, a livello locale e non, per offrire direttamente nelle classi e in accordo con gli insegnanti, incontri dedicati all’astronomia e strutturati per le diverse fasce di età.

Per maggiori informazioni: https://www.astrofilisusa.it/jweb/index.php

Fonte: rivista “Cosmo”. Si ringrazia la redazione di “Cosmo” per la gentile concessione a pubblicare l’articolo sul sito UAI.