Balle spaziali

Sono tante le “balle spaziali”: teorie cospiratorie senza alcuna prova, idee antiche e superate che riaffiorano, credenze ancestrali che continuano a circolare da millenni…

In questa sezione l’Unione Astrofili Italiani vuole fornire dei riferimenti utili sia all’astrofilo che al pubblico generico, sia con lavori originali che con riferimento ad altri validi lavori esistenti: di seguito una lista di “FAQ” che possono rappresentare una utile guida in tal senso.

Tra le più longeve “balle spaziali”, vi è sicuramente l’astrologia, una non-scienza verso la quale per diversi anni l’UAI si è fatta promotrice di una campagna di sensibilizzazione per limitarne la diffusione, al pari di altre pseudoscienze, mobilitandosi per la salvaguardia degli spazi informativi sui mass media a favore di una maggiore attenzione per la divulgazione scientifica e per chiedere di porre argine alla ingiustificabile diffusione di Oroscopi ed esibizioni di presunte arti magiche ormai diffuse in qualsiasi ambito, dagli spettacoli di varietà fino agli spazi dedicati all’informazione giornalistica.

Per fortuna su questo fronte sono stati raggiunti notevoli risultati, ed oggi l’astrologia è davvero relegata ai margini dell’informazione, e soprattutto considerata da coloro che ancora consultano gli oroscopi un puro gioco senza alcuna pretesa vaticinatoria.

Informazioni sulle campagne realizzate dalla UAI nel passato sono ancora reperibili su questo sito archeologico: http://astrocultura.uai.it/astrologianograzie/

 


Tutto quello che vi piacerebbe saper rispondere a chi sostiene che non siamo mai andati sulla Luna e che gli alieni sono già fra noi!!

Una locuzione latina recita: Post hoc, ergo propter hoc, ovvero “dopo di questo, quindi a causa di questo” ( in inglese: Correlation does not imply causation): la mente umana tende a pensare che se due eventi si susseguono siano inevitabilmente uno la causa dell’altro. Questa locuzione descrive esattamente la genesi di tutte le credenze che sono oggetto di questa serie di domande e risposte.

 

É vero che non siamo mai andati sulla Luna?

La domanda viene rivolta spesso agli astrofili in occasione di serate e osservazioni pubbliche, e vengono sempre citate a supporto trasmissioni televisive e siti internet che si occupano di misteri e che di solito vogliono convincere lo spettatore che lo sbarco sulla Luna sarebbe stata soltanto una truffa organizzata per dare prestigio agli Stati Uniti in anni di guerra fredda con l’Unione Sovietica e che i misteri rimangono tali perché “il sistema” ci vuole tenere all’oscuro di qualcosa di molto grave.

Alcuni personaggi che si autodefiniscono esperti e specialisti cercano di individuare con ogni mezzo i segni della falsificazione di un evento, in particolare questo primo sbarco lunare. Questa tecnica viene chiamata debunking (traducibile in lingua italiana con “sbufalamento”).

Ci sono anche altri esperti che si occupano di contestare questi tentativi (citiamo Paolo Attivissimo (www.attivissimo.org)

Una pagina di Wikipedia dedicata alla missione

http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_11

e alle prove dell’allunaggio

http://it.wikipedia.org/wiki/Prove_indipendenti_sull%27allunaggio_dell%27Apollo

La cronaca racconta che Armstrong e Aldrin hanno raggiunto la Luna nel Mare della Tranquillità il 20 luglio 1969.Al programma Apollo collaborarono 500.000 persone tra scienziati e tecnici a vari livelli. Nessuno di loro ha mai rivelato di aver partecipato a una simile frode.

Non dimentichiamo i segnali radiotelevisivi delle varie missioni Apollo che venivano captati puntando le antenne paraboliche verso la Luna: ottenere un risultato che mantenesse la sincronia delle fonti di ricezione con le voci degli astronauti avrebbe richiesto un impegno talmente complesso da rendere più facile realizzare l’impresa piuttosto che simularla.

Durante la prima missione di sbarco sulla Luna era in orbita attorno al nostro satellite anche una navicella sovietica senza equipaggio, che avrebbe potuto documentare l’impresa americana: Luna 15, una sonda progettata per raccogliere campioni del suolo lunare che si schiantò sulla superficie del nostro satellite proprio il 21 luglio. Sovietici ed americani in questa occasione si scambiarono i dati dei piani di volo per evitare incidenti.

La competizione tra i due blocchi politici ed economici fu una delle spinte che resero l’impresa possibile e realizzabile.

Negli ultimi tempi abbiamo potuto vedere immagini inviate dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) dei luoghi degli allunaggi (con relative attrezzature abbandonate, orme dei veicoli, ecc.). Le sonde Chandrayaan e Kaguya hanno inoltre individuato le zone che corrispondono perfettamente alle fotografie scattate al paesaggio lunare dagli astronauti nelle varie missioni.

Il sito dell’Apollo 11, 12, 14, 16, 17. Immagini della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO)

http://www.nasa.gov/mission_pages/LRO/multimedia/lroimages/apollosites.html

Chandrayaan

http://www.ias.ac.in/currsci/sep102009/630.pdf

Kaguya http://www.universetoday.com/2008/07/16/japanese-selene-kaguya-lunar-mission-spots-apollo-15-landing-site-images/

Quando nasce la tesi del falso allunaggio?

Un caposaldo della storia è la pubblicazione di un libro dal titolo “Non siamo mai andati sulla Luna”. Negli Stati Uniti uscì intorno al 1985, in Italia è arrivato nel 1998.

L’autore è Bill Kaysing, un ex dipendente della Rocketdyne Research, di cui curò le pubblicazioni tecniche fino all’inizio degli Anni ‘60, quando fu licenziato. Paradossalmente, è lui stesso a dichiarare il proprio pregiudizio fin dalle prime pagine, dove scrive di non aver mai nutrito interesse né guardato alcun allunaggio, avendo percepito in qualche modo che fosse una farsa.

La tesi di Kaysing ha fatto successo procurandogli notorietà e denaro, e parecchi sembrano disposti a credergli, nonostante le molte obiezioni che si possono muovere nei suoi riguardi.

Quali sono gli elementi che secondo Kaysing e i suoi sostenitori dimostrerebbero il falso sbarco sulla Luna?

La mancanza di stelle sul cielo nero, ombre e riflessi contraddittori nelle fotografie degli astronauti, la mancanza di un cratere prodotto dalla discesa del modulo lunare, incongruenza nelle immagini in cui si vede la polvere sollevata dalle ruote del fuoristrada in dotazione agli astronauti delle missioni Apollo 15, 16 e 17, stranezze nella linea dell’orizzonte, bandiere che sventolano, le ombre divergenti e di diversa lunghezza, i fondali che sembrano finti, la lettera “C” su una roccia, la letalità delle fasce di Van Allen e tanti particolari sulle fotografie scattate durante le missioni Apollo e sottoposte ad analisi minuziose per dimostrare che si tratta di falsi.Per ognuna delle obiezioni sono state condotte attente osservazioni e prodotto spiegazioni attendibili. Spesso è sufficiente verificare le traduzioni delle frasi ritenute rivelatrici e i particolari sulle immagini ad alta risoluzione per smontare le tesi del falso.

Qualche esempio: i sostenitori della falsità dell’impresa non considerano la lunga preparazione per le missioni precedenti lo sbarco, le sonde Orbiter, Ranger, Surveyor, Mercury, Gemini e Apollo, l’attenzione e l’impegno profusi per ideare le tute spaziali, gli strumenti fotografici adatti a superare le temperature lunari. A tal proposito ricordiamo la ricorrente osservazione sulla mancanza di stelle nelle foto degli astronauti, ormai spiegata da anni e che è dovuta alla qualità delle pellicole usate, all’apertura del diaframma e ai tempi di esposizione, adatti a riprendere il terreno lunare e gli astronauti ma non il cielo, pena la sovraesposizione dell’immagine. Per quanto riguarda il passaggio attraverso le fasce di Van Allen che viene sempre considerato letale, queste in realtà non sono affatto così nocive per qualunque essere umano. La questione fu prevista e misurata attraverso lanci di prova e nella missione Apollo 6. Ci limitiamo a questi pochi esempi lasciando a chi voglia approfondire l’argomento negli innumerevoli siti dedicati, ad esempio:

http://complottilunari.blogspot.com/ di Attivissimo

http://www.siamoandatisullaluna.com/ di Matteo Negri

É vero che esiste un pianeta Nibiru che nel 2012 causerà enormi cataclismi sulla Terra?

Nibiru – Nemesis – 2012: 3 storie che si sono intrecciate. Nibiru (che secondo alcuni studiosi sarebbe il pianeta responsabile dell’estinzione dei dinosauri), sarebbe abitata dagli Annunaki, che avrebbero visitato la Terra e innestato la vita sul nostro pianeta. Nibiru, ipotetico pianeta grande 4 volte la Terra, viene annunciato in un libro di Zecharia Sitchin, giornalista, autore di numerosi libri di divulgazione sulla cosiddetta archeologia di frontiera. Il pianeta sarebbe raffigurato (secondo Sitchin) su un’incisione sumera conservata al Vonderasiaticher Museum di Berlino. Ruoterebbe attorno ad una compagna del Sole e avrebbe un’orbita che la porterebbe nei nostri cieli ogni 3600 anni circa.

Nemesis sarebbe la compagna oscura del Sole (che in questo caso sarebbe una stella doppia), e il sole di Nibiru. La prossima comparsa di Nibiru avverrebbe nel 2012, che nell’immaginario collettivo è ormai diventato l’anno della grande distruzione profetizzata come fine di un’era dall’antica popolazione Maya nel loro complesso calendario. Non ci sono prove concrete riguardanti nessuna delle tre vicende, e non vi è alcuna certezza che l’iscrizione si riferisca a un soggetto astronomico.

Il periodico passaggio di questo fantomatico pianeta avrebbe lasciato un segno del suo passaggio specialmente nella cintura degli asteroidi (dove avrebbe il perielio), perturbando e disturbando le loro orbite.

Viene dato per possibile che al passaggio del pianeta la rotazione della Terra si fermerebbe per tre giorni, con conseguenti inenarrabili catastrofi; ma un corpo celeste possiede una quantità immensa di energia cinetica di tipo rotazionale e l’arresto temporaneo (con seguente ripresa) non sarebbe possibile, senza considerare che la frenata produrrebbe un tale riscaldamento da liquefarlo.

Un pianeta di quella grandezza, il cui ritorno è ora previsto per il 2012, dopo essere stato annunciato anche qualche anno fa come imminente, sarebbe visibile già da tempo a occhio nudo e, oltre agli astronomi, anche il grande numero di astrofili in tutto il mondo sarebbe in grado di individuarlo e diffondere la notizia.

É vero che la Terra è visitata continuamente da astronavi aliene?

Gran parte delle segnalazioni di bolidi, meteore brillanti, fenomeni atmosferici insoliti suscitano subito l’interesse dell’ufologo. Si dimentica troppo spesso che UFO è l’acronimo di Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object, ovvero oggetto volante non identificato, non necessariamente oggetto di provenienza extraterrestre.

Negli ultimi anni la scoperta di un numero sempre maggiore di pianeti extrasolari ha alimentato maggiormente il fiorente settore dell’ufologia, nonostante sia inconsistente il collegamento tra le presunte visite sul nostro pianeta di astronavi aliene e la possibilità dell’esistenza di forme di vita su altri pianeti.

Alcuni eventi che inizialmente non avevano trovato una spiegazione immediata sono poi stati chiariti con dovizia di particolari, ma questo non soddisfa i sostenitori della presenza aliena: la semplicità non soddisfa mai gli appassionati di misteri.L’ultima considerazione: i visitatori extraterrestri non hanno mai lasciato nessun reperto materiale che sia possibile sottoporre ad analisi.

Il primo episodio che diede inizio alla passione ufologica fu il caso Roswell del 1947, che probabilmente era legato al progetto segreto americano Mogul, teso a rilevare eventuali esplosioni relative a test atomici sovietici utilizzando ricevitori portati in quota da una serie di palloni di neoprene. L’episodio fu oggetto nel 1980 della pubblicazione da parte di Stanton Friedman e William Moore del libro The Roswell Incident, seguito da Ufo crash at Roswell di Randle e Schmitt che ipotizzavano la caduta di un “disco volante” con a bordo anche alcuni alieni.

Le tesi “extraterrestri” furono confutate nel 1994 da Karl Pflock che suggerì appunto l’ipotesi dell’oggetto “top secret”. Il segreto militare mai chiarito incoraggia ancora oggi le illazioni più fantasiose.

Un altro celebre episodio del 1995 riguarda un filmato che mostrava l’autopsia di un essere che si sosteneva fosse un alieno. Il possessore del filmato (trasmesso anche in Italia), era il produttore televisivo inglese Ray Santilli. Nel 1996 lo stesso Santilli confessò che il filmato non era autentico e che l’alieno era stato realizzato da uno scultore inglese, John Humphreys, che aveva utilizzato materia cerebrale di una pecora per il cervello della creatura e una zampa di agnello per l’articolazione di una gamba.

Un altro curioso caso del 1976 riguarda un’ipotetica spedizione verso la faccia nascosta della Luna alla ricerca di un’astronave aliena compiuta in collaborazione tra Stati Uniti e Unione Sovietica, chiamata Apollo 20. L’”astronave” risulta dalle immagini una formazione rocciosa. Tutta la vicenda viene smontata anche da Paolo Attivissimo qui: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274077

Nonostante le circostanziate spiegazioni e confessioni degli interessati alcune di queste dicerie continuano a sopravvivere con successo.

É vero che ci sono influenze dimostrate della Luna sulla vita dell’uomo?

La Luna influisce sulla Terra tramite la radiazione elettromagnetica e la forza di gravità. La prima, rappresentata dalla debole luce solare che riflette sembra essere in grado di stimolare debolmente certi movimenti (tropismi) di alcune specie vegetali e certi comportamenti riproduttivi di alcuni organismi marini notturni.

La seconda (la forza di gravità) è la causa delle maree, sia sulla parte liquida della terra, sia sulla parte solida (marea di terra), sia sulla parte atmosferica.

Il ruolo che le maree terrestri giocherebbero nel meccanismo che scatena i terremoti era sotto esame da tempo e ultimamente pare che alcuni studi abbiano trovato una conferma.

Alcuni esempi:

uno studio di Robin Crockett, esperto in fisica e matematica presso l’Università di Northampton ha causato dibattiti tra gli studiosi a livello mondiale dopo l’annuncio dello scorso anno che la Luna piena ha probabilmente contribuito a innescare il terremoto nell’Oceano Indiano del 26 dicembre 2004. L’evento ha provocato uno tsunami che ha causato la morte di circa 300.000 persone. http://www.northampton.ac.uk/news/release/?id=UON7092

Amanda M. Thomas, Robert M. Nadeau e Roland Bürgmann dell’Università della California confermano su “Nature” che i terremoti possono essere innescati dalle maree terrestri, alterando la tensione sulle faglie interessate.

http://www.nature.com/nature/journal/v462/n7276/full/nature08654.html#a1

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Forze_di_marea_e_tremori_sismici/1341538

Un geologo della Columbia University, Maya Tolstoy, studiando un vulcano sottomarino attivo dell’Oceano Pacifico, afferma che esiste una correlazione fra le centinaia di microterremoti registrati e le maree oceaniche. In particolare il movimento dell’acqua sembra essere prevalente sui movimenti della terra nello stimolare i terremoti.http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Terremoti_e_maree/1289059

Cosa c’è di vero (verificabile) nelle dicerie che attribuiscono alla Luna poteri di varia natura?

Le dicerie sui poteri lunari sono innumerevoli e riguardano i campi più disparati delle attività umane: conservazione degli alimenti, periodo del bucato, produzione di vino e olio, uccisione e macellazione di animali, raccolta della frutta, traslochi, fortuna al gioco, pulizie casalinghe, taglio delle unghie e dei capelli, tinteggiature, attività creative, decisioni da prendere, viaggi da fare, periodo di caccia e pesca, comportamenti e stati d’animo, crimini in generale, depressione e suicidi, eventi sismici e meteorologici, peggioramento nello stato di salute, operazioni in borsa, cicli mestruali, fertilità, frequenza dei decessi e delle nascite ecc. Alcune di queste dicerie appartengono ormai al folclore; in alcuni campi sono stati effettuati studi che hanno portato a risultati del tutto negativi, in altri i risultati sono controversi (risultano in parte a favore di una tesi, in parte a sfavore, annullandosi a vicenda).Prendiamo in esame due di questi campi.

E’ vero che il legno deve essere tagliato in Luna calante ?

Tradizionalmente il legno andrebbe tagliato in Luna calante, perché si ridurrebbe l’afflusso della linfa verso l’alto e il legno durerebbe di più.

Gli esperti moderni asseriscono invece che la luna non c’entri e che le differenze nel flusso della linfa siano talmente ridotte da non influenzare la qualità del legno.

Nella produzione industriale si può ragionevolmente pensare che non venga seguito nessun calendario legato alla Luna.Nella rivista LAPIS n° 1 del Giugno 2007 pubblicata dal CNR/IVALSA Consiglio Nazionale delle Ricerche/Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, un articolo dal titolo “DI ALCUNE IDEE ERRATE NEI RIGUARDI DEL LEGNO. DECALOGO DEGLI ERRORI” elenca “10 comuni affermazioni sbagliate sul legno e sui suoi comportamenti, illustrando le motivazioni tecniche che giustificano la loro inesattezza”.

In particolare, al punto 6 viene considerata errata l’affermazione: “Che la durabilità del legno nel tempo e cioè la sua maggiore o minore resistenza alle alterazioni (carie e tarlature) possa dipendere dalla posizione della luna o della lunazione in corso quando si effettua il taglio… l’influenza è viceversa esercitata dalle stagioni perché alla ripresa vegetativa incominciano a circolare nell’albero particolari sostanze che favoriscono lo sviluppo dei funghi e degli insetti, la cui attività è d’altronde ridotta al minimo durante la stagione del riposo vegetativo (inverno).”

E’ vero che la Luna influisce sul parto?

Alcuni sostengono che nei giorni di Luna piena (o Luna nuova, o cambio di fase) gli ospedali siano costretti ad un superlavoro per il numero delle nascite che si concentrerebbero proprio in questi periodi. Si dà per scontato che questo influsso esista senza mai chiedersi se sia stato verificato in modo corretto. La durata del ciclo mestruale femminile non è perfettamente coincidente con la durata del mese lunare, e non si deve dimenticare che in altre femmine dei primati e dei mammiferi ha durata diversa. I sostenitori della correlazione Luna-nascite si sentono confortati nelle loro convinzioni da questo fatto: “poiché la Luna provoca le maree, allora avrà un certo influsso anche sulle acque in cui è immerso il bambino fino alla nascita”. Uno psichiatra slovacco, Jonas Eugen studiando le fasi lunari, è arrivato persino a creare un metodo di controllo delle nascite (e del sesso del nascituro).Il solo fatto che da luogo a luogo cambi il periodo critico dovrebbe già instillare un dubbio su quale possa essere e da cosa derivi questo influsso.

Alcune verifiche statistiche effettuate:

sul sito www.pubmed.gov alcuni studi con risultati molto vari.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15648892?log$=activityO.Kuss, A. Kuehn, “Lunar cycle and the number of births: A spectral analysis of 4,071,669 births from South-Western Germany”Acta Obstet. Gynecol. Scand.1-2 (2008).http://www.cicap.org/piemonte/cuneo/sito/luna/luna_pres.htm

http://digilander.libero.it/stefanopozzo/luna.htm

hanno portato a un risultato: non si evidenzia nessun aumento delle nascite in corrispondenza di nessuna delle fasi lunari. Un certo incremento delle nascite si registra invece nei mesi di settembre e ottobre (fonte ISTAT http://demo.istat.it/ – Bilancio demografico mensile) . Per alcuni sarebbe il “Christmas effect” (effetto feste di Natale e fine anno), per altri l’aumento delle ore di luce aumenterebbe la fertilità, ma anche di questo non ci sono prove definitive.E’ piuttosto evidente invece una certa variazione in meno dei nati in corrispondenza delle giornate festive per motivi di convenienza in caso di parti programmati (riposo del personale ospedaliero).

É vero che c’è un legame importante fra macchie solari e clima della Terra?

L’attività solare si rende visibile con la comparsa di macchie, con l’estensione della corona solare e il numero delle aurore (boreali e australi) visibili. L’attività segue un ciclo circa undecennale.

Un indicatore dell’attività solare si deduce dalle misurazioni di carbonio-14 e di berillio-10 negli anelli di accrescimento dei tronchi d’albero, oltre che dallo spessore degli stessi, testimonianza delle variazioni climatiche.

Il collegamento dell’attività solare con le variazioni del clima terrestre viene legato al periodo denominato “minimo di Maunder”, un periodo in cui, secondo gli studi condotti da E. Walter Maunder dopo l’introduzione del telescopio, si evidenziò l’assenza di macchie osservate sul Sole. Nello stesso periodo analisi dei ghiacci hanno evidenziato un calo notevole delle temperature; infatti il Minimo di Maunder si verificò in corrispondenza della Piccola Era Glaciale.

Al contrario il Periodo caldo medioevale coinciderebbe (almeno in parte) con un periodo di forte attività solare. Oggi tra gli studiosi del settore non vi è certezza che queste variazioni climatiche si siano verificate a livello globale oppure soltanto in Europa e in America del Nord.

Alcune delle ultime vicende relative a questo problema: Il climatologo danese Henrik Svensmark ha affermato in una sua ricerca che i raggi cosmici (particelle cariche positivamente e dotate di elevatissime energie) avrebbero una notevole rilevanza nei processi meteorologici. Infatti, gli sciami di particelle dovuti all’interazione fra i raggi cosmici e gli atomi costituenti l’atmosfera agirebbero in maniera tale da favorire il processo di accrescimento delle molecole di vapor acqueo attorno alla superficie delle goccioline, formando così le nuvole.Il livello di raggi cosmici dipende dall’attività solare: massima attività solare minor quantità di raggi cosmici e viceversa.

I cicli di attività solare sono di circa 11 anni e ne sono stati studiati due in località della Terra dove l’arrivo di raggi cosmici è maggiore che altrove, (il campo magnetico terrestre agisce sul moto dei raggi cosmici, favorendone la concentrazione in alcune aree del pianeta). I risultati di questi studi non confermano se non in minima parte la teoria di Henrik Svensmark.

L’ipotesi Svensmark viene contestata da Mike Lockwood del Rutherford Appleton Laboratory di Chilton, docente della School of Physics and Astronomy, University of Southampton, (Regno Unito), e Claus Froehlich del World Radiation Center di Davos (Svizzera), sostengono che i raggi cosmici abbiano modificato il clima terrestre in passato, ma non nel presente.

Sloan e Wolfendale in una pubblicazione del 2008 ridimensionano i precedenti risultati

http://www.iop.org/EJ/article/1748-9326/3/2/024001/erl8_2_024001.pdf?request-id=90902383-367b-4432-b4b8-c67b2b6e840c

Occorre approfondire gli studi per conoscere meglio il Sole e i suoi movimenti attraverso la Galassia (la quantità di raggi cosmici dipende anche dalla parte di Galassia che sta attraversando),

Sono in corso presso il CERN di Ginevra esperimenti che cercheranno di verificare l’ interazione di raggi cosmici, radiazione UV, aerosol e nuvole.

É vero che è possibile comprare una stella?

Innumerevoli siti Internet permettono a chi lo desideri di regalare una stella.

In effetti nessuno può vendere le stelle dato che non sono legalmente possedute da nessuno. Ci sono anche siti che onestamente parlano di un possesso simbolico: viene dedicata una stella come testimonianza di attenzione e affetto.

L’unica istituzione in grado di attribuire in forma ufficiale nomi a stelle e ad altri oggetti celesti è l’Unione Astronomica Internazionale (International Astronomical Union, IAU). Ogni altro nome non ha nessun valore ufficiale.