Il centauro Chirone: un ibrido per lo studio dei processi di formazione dei sistemi di anelli

Articolo di: Silvia Marotta

L’universo non smette mai di stupire: ci sono corpi celesti che sfidano la nostra immaginazione grazie a caratteristiche insolite, combinazioni peculiari di tratti distintivi e proprietà sorprendenti. Uno di questi è Chirone, un piccolo oggetto celeste appartenente alla classe degli asteroidi centauri. La particolarità di questo oggetto è che possiede contemporaneamente sia le caratteristiche di una cometa che un vero e proprio sistema di anelli in interazione gravitazionale con esso. Proprio verso questo sistema di anelli si sta riscontrando un rinnovato interesse da parte della comunità scientifica.

2060 Chirone: un centauro dalla fascia di Kuiper

20260 Chirone, inizialmente classificato come asteroide, è oggi riconosciuto come cometa grazie alla scoperta nel 1989 della presenza di emissione di tipo cometario. Si tratta di un oggetto di circa 200 chilometri di diametro, che si muove con un’orbita instabile tra Saturno e Urano. Fa parte della classe dei centauri, piccoli asteroidi provenienti dalla fascia di Kuiper. Questo oggetto ha già attirato l’attenzione degli scienziati grazie alla scoperta di un sistema di tre anelli che lo circondano, rendendolo uno dei quattro oggetti più piccoli conosciuti ad aver sviluppato un sistema di anelli proprio: gli altri sono 10199 Chariklo, Haumea e Quaoar.

Orbita di 2060 Chirone

 

Una duplice natura: la coda cometaria e il sistema di anelli

Come le comete, Chirone presenta un’attività sporadica con espulsione di materiale, che però non viene disperso una volta emesso: la gravità del centauro è sufficiente a mantenere questo materiale in interazione con esso, andando a costituire il presupposto per la formazione di un disco orbitante intorno al suo piano equatoriale. Abbiamo quindi a che fare con un sistema di anelli confinati in pochi chilometri, una condizione interessante considerando che i contesti più noti in cui si registra la formazione di anelli sono i pianeti gioviani, gassosi, estremamente grandi e poco densi: caratteristiche in netta contrapposizione con quelle di questo piccolo asteroide. Gli studi attuali sulle caratteristiche di 2060 Chirone hanno quindi un duplice effetto: l’osservazione delle caratteristiche di sistemi di anelli intorno a corpi celesti piccoli e lo studio diretto delle fasi di formazione di tali sistemi. Solitamente, infatti, si ha a che fare con sistemi di anelli già formati in cui non c’è la possibilità di raccogliere interessanti informazioni sulle relative prime fasi evolutive.
Con Chirone invece si sta osservando il processo di formazione in diretta: trattandosi di processi che avvengono tutt’ora, gli studiosi hanno l’opportunità di monitorare i cambiamenti che stanno avvenendo in tempo reale, una possibilità rara e stimolante.
Simili per composizione ai ben più celebri anelli di Saturno, si suppone che gli anelli di Chirone siano formati di ghiaccio d’acqua e roccia, e che siano tuttavia ben più mutevoli di quelli del gigante gassoso: sembrerebbero infatti essere soggetti a una forte variabilità temporale.

Rappresentazione artistica di Chirone. Credit: Celestia Team

Perché è così importante?

Avere l’opportunità di osservare in tempo reale le fasi di formazione degli anelli orbitanti intorno a un corpo celeste non è cosa da poco: basti pensare che sulle dinamiche di formazione degli anelli di Saturno esistono attualmente varie ipotesi.
Nella pratica, avere a disposizione un sistema in fase evolutiva facilmente studiabile ci permette di confrontarci con un piccolo “laboratorio cosmico”: a partire dalle ipotesi e dagli studi su Chirone, è possibile che la scienza possa ottenere delle risposte o delle informazioni in più anche sulle dinamiche riguardanti i sistemi di anelli dei grandi pianeti gioviani. Il concentrarsi degli studi su questo sistema insolito, inoltre, può fornire interessanti spunti per una più approfondita conoscenza di tutte quelle dinamiche meno conosciute (e meno diffuse nei confronti del grande pubblico) che riguardano i piccoli corpi celesti del sistema solare, spesso dimenticati e messi in secondo piano.

Storia di un centauro: le curiosità su Chirone

Come prevedibile, Chirone prende il nome proprio da un centauro mitologico della Grecia classica.
La sua denominazione riunisce in maniera affascinante le sue caratteristiche scientifiche e il mondo umanistico legato alla storia e alla mitologia: proprio come 2060 Chirone ha una duplice natura, il centauro Chirone presentava sia una natura umana che una equina. Questo personaggio era figlio del titano Crono e dell’oceanina Filira, cosa che rende la similitudine ancor più suggestiva: Saturno, oltre il quale 2060 Chirone sta orbitando, è proprio il corrispettivo romano del titano greco Crono, divinità del tempo e del trascorrere della vita. Ora il nome di questo centauro amante delle arti e delle scienze viaggia nello spazio lontano con un piccolo asteroide che sta conquistando curiosità e importanza a livello accademico. Che possa essere proprio questo ibrido a farci scoprire qualcosa in più sul funzionamento del nostro universo?

Chirone e Achille , John Singer (circa 1922-1925)

Fonte: The Astrophysical Journal Letters