Pasqua Gandolfi

Pasqua Gandolfi

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 20:00

Cielo del mese di marzo 2019

Cielo del mese



ll Cielo del Mese UAI e'
 uno strumento utile e sempre aggiornato a disposizione di tutti gli appassionati, sia p
er imparare a muovere i primi passi dell’osservazione astronomica ad occhio nudo o con l'aiuto del binocolo e del 

 

 

IN EVIDENZA

EQUINOZIO DI PRIMAVERA: il 20 marzo - alle ore 21 e 58 minuti (TU). 

Da domenica 31 marzo 2019 gli orari sono espressi in Ora Estiva (o "Ora Legale").

 

PER PRIMA COSA IL CIELO SERENO: il meteo e il seeing

SOLE: La durata del giorno aumenta di 1 ora e 11 minuti dall'inizio del mese.

LUNA : Luna Nuova il 6 marzo.

Tabella delle fasi lunari e diagramma di librazione 


Passi sulla Luna: Bailly

 

LE MAREE Igrafici che esprimono le variazioni del livello del mare dovute alla marea astronomica. I grafici sono relativi ai principali porti italiani (17 località).

PIANETI

Mercurio: i primi giorni di marzo sono ancora favorevoli all’osservazione serale del pianeta
Venere: il pianeta più luminoso riduce sensibilmente la propria osservabilità
Marte: possiamo quindi osservarlo nel corso delle prime ore della sera, sul cielo occidentale
Giove: lo possiamo osservare agevolmente nel corso delle ore che precedono l’alba
Saturno: il pianeta è osservabile a Sud-Est nelle ore che precedono l’alba
Urano:  il pianeta è ormai molto basso sull’orizzonte occidentale
Nettuno: è inosservabile per tutto il mese
Plutone: è osservabile a Sud – Est poco prima dell’alba

CONGIUNZIONI

Allineamento Giove - Saturno - Luna - Venere : segnaliamo, per il primo giorno del mese, prima del sorgere del Sole, un suggestivo allineamento 
Luna – Saturno - Venere : il 2 marzo, la falce di Luna calante, si interpone tra Venere e Saturno, sull’orizzonte a Sud-Est. Il corteo di astri del cielo del mattino è ancora completato da Giove
Luna - Marte: La sera dell’11 marzo la Luna crescente e il pianeta rosso si incontrano nella costellazione dell’Ariete. 
Luna - Giove : nel corso della seconda parte della notte tra il 26 e il 27 marzo 
Luna - Saturno : il 29 marzo si ripete l’incontro tra la Luna e Saturno, già osservato all’inizio del mese. 

 

COSTELLAZIONI


OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE :
gli orari dei passaggi dalle varie località italiane


OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE CINESE TIANGONG 2  NB:  La Tiangong 2  il cui lancio è avvenuto il 15 settembre del 2017, ha sostituito la Tiangong 1 ormai dismessa.


UNA NUOVA PAGINA MOLTO INTERESSANTE
Quante sono le costellazioni zodiacali
12, 13 o ... molte di più ? Scoprilo cliccando qui. 

OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO: 38 Lyncis


OSSERVARE GLI IRIDIUM FLARES
:
tutti gli orari per individuarli


METEORE
 
a cura di Enrico Stomeo


COMETE DEL MESE
 
a cura di Adriano Valvasori


ASTEROIDI
 
a cura di Paolo Bacci

PER CONSULTARE LA VERSIONE COMPLETA DEL CIELO DEL MESE DI MARZO 2019
 

Giovedì, 31 Gennaio 2019 16:05

Coelum Astronomia n° 230 - è online

Coelum230-cover

Space Wheater - Tra Sole e terra nella tempesta

Previsioni meteo... per lo Spazio

New Horizons – alla scoperta della remota Fascia di Kuiper e il suo incontro ravvicinato con Ultima Thule

L’arrivo della quarta missione del programma cinese Chang'e sul lato nascosto della Luna

Buona lettura!

Leggilo online gratis: http://bit.ly/coelum230

Per vedere tutti gli articoli di Coelum Astronomia 230 di febbraio 2019, consulta il sommario completo a questo link: http://www.coelum.com/coelum/archivio/indici/coelum-n-230-2019

Coelum Astronomia è gratuito per la lettura digitale su PC, tablet e smartphone ed è disponibile anche per il download in PDF.

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Giancarlo SetteIl giorno 8 gennaio, a 91 anni, anche Giancarlo Sette, l’ultimo dei tre fondatori dell’Osservatorio di S.Vittore, se ne è andato. Lo conobbi nel 59 in Piazzola, il mercatino bolognese in cui cercavo oculari di recupero per un futuro telescopio. Lui aveva 32 anni, io 15, ed iniziò un’amicizia durata una vita.

All’inizio degli anni 60 piazzammo i nostri due telescopi appena costruiti sul terrazzo della palazzina dei Giardini Margherita, concessaci in uso dal Comune. Poi conoscemmo Giorgio Sassi, uomo di grande valore, che cominciò a collaborare con noi. Nacque in quegli anni l’idea di costruire uno strumento più grande, da piazzare presso la casa del suo amico Ciro Vacchi, sulla vicina collina di San Vittore.

Mi ero iscritto a Fisica, e la mia frequentazione divenne più sporadica; ma loro costruirono un telescopio veramente grande, per quei tempi: un 45 cm. con focale newtoniana di 228 cm e varie focali Cassegrain planetarie, di cui una di 47 m. Anche l’ottica fu di loro produzione, ed usarono per questo la stessa macchina che era servita al prof. Horn D’Arturo per levigare i tasselli del suo famoso specchio composito. Con questo strumento, opportunamente attrezzato, San Vittore iniziò a collaborare al “Patrol Program”, gestito dal Lowell Observatory.

Questo programma consisteva appunto nel monitorare, sistematicamente e per via fotografica, le variazioni sulle superfici di Marte, Giove, e Saturno. A questo studio concorsero altri 5 (se ben ricordo) osservatori professionali, tutti con telescopi oltre il metro di apertura; San Vittore, con i suoi 45 cm, era il più piccoletto. Nella decina d’anni in cui durò questa impresa, Sette passò migliaia di notti a prendere foto planetarie, usando pellicole per cinepresa fornite dal Lowell. Queste venivano poi rispedite al mittente non sviluppate ma piene di immagini latenti, recanti anche il tempo e il filtro usato. Poi, sul finire degli anni 70, si presentò a San Vittore un ragazzo, Ermes Colombini di Modena, e la sua grande passione per la matematica: voleva posizioni di pianetini per poterne calcolare le orbite. L’idea era affascinante, e così iniziò una seconda avventura, quella della ricerca di pianetini.
Avventura non da poco, si trattava di costruire blink e misuratori di lastra di grande precisione, e di iniziare nuovi programmi di osservazione. Dal 1980 al 2004 furono scoperti 101 nuovi pianetini e ne furono ritrovati altri 85, che erano andati perduti. Naturalmente Sette collaborò attivamente a questo programma. Ma dal 90 in poi partecipò anche alla costruzione di un nuovo osservatorio, il “Tito Lucrezio Caro” (TLC), dotato di uno Schmidt 300/400/800, e posto in una mia casa sulle colline di Castel San Pietro.

E mi insegnò anche, lui che lavorava in una fotolito, le procedure della fotografia chimica, di cui non mi ero mai occupato. Le ultima fotografie chimiche al TLC furono fatte alla cometa Hale-Bopp, nel 97. Ottenemmo una tricromia (pubblicata da Coelum nel febbraio 98), cui collaborarono gli amici Giancarlo Rizzato, di Schio, e Fabio Muzzi, di Bologna, usando simultaneamente tre Schmidt, uno per colore.
Ma la fotografia chimica era in fin di vita.
Cessò la produzione della Kodak Technical Pan, ed esplose la rivoluzione digitale, a cui Sette non si è mai adeguato, anche se, ovviamente, la apprezzava moltissimo. Gli fu dedicato il nome del pianetino 8885 Sette, scoperto a Cima Ekar nel 94 da Maura Tombelli e Vittorio Goretti E così è finita un’altra storia, e con essa un’epoca. E Giancarlo, ne sono sicuro, è volato nel posto che più amava: il trapezio di stelle al centro della grande nebulosa di Orione. E li stia.

Stefano Orlandi, Bologna, 27- 01- 2019

 

PS: Aggiungo un mio ricordo personale sul mitico trio, Sassi-Vacchi-Sette.

Anche nella mia storia di astrofilo il mitico trio Sassi-Vacchi-Sette è presente. Avevo 17 anni, se non meno, quando li conobbi, oggi ne ho 64. Il ricordo mi è rimasto indelebile, le loro lastre di vetro con immagini stellari ed extragalattiche, dalle quali ottenni slide per fare divulgazione, le loro incredibili, per l'epoca, immagini di Marte. Ancora fisse nella mia memoria. 

Giorgio Bianciardi

Vicepresidente UAI

 

Mercoledì, 02 Gennaio 2019 21:33

Nuovo Orione n° 320 - Gennaio 2019 è in edicola

2018-12-27 09-13-47 uscita

 

Osservazioni. I fenomeni celesti del 2019
Astronautica. Spazio 2019: l’Anno della Luna
Osservazioni. L’eclisse totale di Luna del 21 gennaio
Osservazioni. L’Albero delle stelle d’inverno
Radioastronomia amatoriale
Cielo del mese
Stelle e profondo cielo
UAI informa
Spazio Aperto

Coelum229-cover

Cosa ci porterà il 2019? Potrete trovare quindi una coppia di articoli in cui vengono presentati i principali fenomeni celesti del nuovo anno e le missioni spaziali in partenza nel corso del 2019. Ci aspettano delle belle eclissi di Luna (la prima già a gennaio!) e, davvero speciale, un nuovo transito di Mercurio sul Sole!

Per vedere tutti gli articoli di Coelum Astronomia 229 di gennaio 2019, consulta il sommario completo a questo link: http://www.coelum.com/coelum/archivio/indici/coelum-n-229-2019

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Auguri uai

 

Cari soci e simpatizzanti dell’UAI,

Il 2018 volge al termine e con piacere stendo queste poche righe di auguri per le Feste natalizie per l’ultima volta visto che nel 2019, con il rinnovo del CD ci sarà un altro Presidente.

Già all’inizio di questo terzo mandato avevo annunciato che alla fine dello stesso non mi sarei ricandidato per lasciare spazio a nuove generazioni e nuove idee.

E’stato un onore e un privilegio essere il Presidente dell’UAI per 9 anni, dopo 6 anni di Vice-Presidenza, e di questo ringrazio l’amico e past President Emilio Sassone Corsi che mi propose, con la determinazione che tutti conosciamo, di entrare nell’Unione alla fine degli anni’90.

Quella dell’UAI, benchè astrofilo dall’infanzia e fondatore di un’importante struttura come l’Osservatori di Campo Catino, è una realtà che ho ben compreso solo vivendola quasi quotidianamente.

La premessa è doverosa poiché, ancora oggi, molti astrofili non vedono, o non vedono più, nell’Unione un’opportunità di crescita culturale e d’immagine ma quasi come un soggetto che s’ intromette nei loro affari interni, specie nel caso di gruppi astrofili.

Un’UAI forte e rappresentativa va nella direzione di rendere più apprezzate, prestigiose e visibili le attività di singoli o associazioni che vi aderiscono.

Il calendario UAI ne è un esempio concreto, per quanto concerne la programmazione annuale cui tutti possono partecipare.

Anche con riferimento ai grandi eventi astronomici non rari sono gli interventi sui media nazionali da parte dell’UAI e dei suoi membri e non solo del CD.

In questo senso mi piace ricordare l’intervista che ho rilasciato negli studi di Sky tg 24 nei giorni prossimi alla caduta della Tiangong 1. Ma ci sono tanti altri esempi da cui si evince che UAI è ormai, da anni, un punto di riferimento, certo ed affidabile, per una corretta divulgazione scientifica.

Per questo voglio lanciare un invito ed un appello a tutti Voi affinchè, nei territori di riferimento, possiate svolgere un compito analogo. Il Paese ne ha tanto bisogno in questo periodo di “nuovi oscurantismi”.

Un ringraziamento agli amici del CD che, in questi anni, si sono impegnati per la crescita dell’Unione e della cultura astronomica in Italia.

Auguri di Buon Natale e di un felice 2019 anche da parte di tutti i Consiglieri.

Mario Di Sora

Presidente UAI

Mercoledì, 12 Dicembre 2018 21:10

Osserviamo le Geminidi

Lo sciame delle Geminidi (radiante: RA 07h 33m, Dec + 32°, appena a nord della luminosa Castore)

quest’anno si presta particolarmente all’osservazione.

La notte dal 13 al 14 dicembre e la successiva dal 14 al 15 dicembre saranno i due giorni clou per seguire il fenomeno (le 24 ore intorno alla mattina del 14 dicembre). Le prime ore del mattino sono le favorite per avere cadute meteoritiche particolarmente dense e brillanti ma già prima della mezzanotte il radiante sarà molto alto dall’orizzonte e, in effetti, lo sciame è molto disperso e sono del tutto possibili cadute interessanti in qualunque ora della notte.

Sono 50 anni che lo sciame sta aumentando di intensità, lo scorso anno raggiunse uno ZHR di 60-70 meteore/ora e quest’anno ci sono promesse per 100-120 meteore/ora. Inoltre, la Luna, al primo quarto, non disturberà in maniera eccessiva. La natura rocciosa dei componenti dello sciame assicurano fenomeni molto vistosi e brillanti.

Dove guardare: per osservare visualmente o con pose con macchina fotografica e obbiettivo a largo campo su cavalletto orientarsi nella regione compresa tra 50 gradi ad Est e 50 gradi ad Ovest dal punto di radiante.

La Sezione meteore UAI invita a osservare e registrare il numero di cadute ora dopo ora nelle due notti particolarmente interessanti e inviare i report osservativi a meteore@uai.it , seguendo le istruzioni: http://meteore.uai.it/tecniche_osservative.htm.

Sempre interessante la lettura: http://divulgazione.uai.it/images/Norme_osservazione_meteore_Denza.pdf:

 

Geminidi

 

Individuazione in prossimità della stella alfa dei Gemelli dell'area radiante delle Geminidi da tracce video riportate
su proiezione centrografica. © Dati video dell'IMG-UAIsm (Italian Meteor Group / IMO Video Meteor Network)
 .


Vai su:
meteore.uai.it, http://meteore.uai.it/sciami/2018/dic2018.htm .

Comunicazione UAI

Le circolari CBET 4569 (pubblicata l’08 novembre scorso) e MPEC 2018-V151 (11 novembre), annunciano la scoperta di una cometa, stimata intorno alla magnitudine 10, da parte di Donald E. Machholz (Colfax, CA, USA) e in modo indipendente da Shigehisa Fujikawa (Kan 'onji, Kagawa, Giappone) e Masayuki Iwamoto (Awa, Tokushima, Giappone).

La nuova cometa è stata quindi designata ufficialmente C/ 2018 V1 (Machholz-Fujikawa-Iwamoto).

La notizia della scoperta era già circolata in quanto era apparsa segnalata prima come possibile oggetto transiente nella pagina web del TOCP, seguito a breve da Iwamoto che indicava che l’oggetto poteva essere una cometa. Nel frattempo Machholz aveva comunicato la sua osservazione che era apparsa nella pagina dell’MPC dedicata alle presunte scoperte cometarie.

La segnalazione di Iwamoto è stata vista da Ernesto Guido che si è immediatamente attivato per una osservazione di conferma che ha potuto effettuare utilizzando in remoto l'astrografo T14 nel Nuovo Messico scelto per il suo ampio campo inquadrato (155,8 x 233,7 primi). Un requisito essenziale perché in quel momento era disponibile solo 1 posizione astrometrica e l’osservazione dal New Mexico era programmata 16 ore dopo la presunta scoperta. In caso di una cometa era importante avere il maggior campo possibile essendo ancora molto incerta la posizione. L’osservazione di Ernesto, oltre a confermare la natura cometaria del nuovo oggetto, ha fornito la prima misura astrometrica accurata, importante per la determinazione dell’orbita.

fig 1 - Ernesto Guido C 2018 V1 T14 H06 08 Nov 2018

Fig. 1 l'immagine di conferma ripresa in remoto da Ernesto Guido (dati sull'immagine)

Don Machholz ha scoperto visualmente la cometa il giorno 7,531 novembre (TU) con un riflettore da 0,47 m (113x), riconfermandola il giorno seguente; Shigehisa Fujikawa ha trovato l'oggetto il 7,82 UT novembre su un'immagine CCD ottenuta con un obbiettivo da 120-mm di focale  f / 3,5. La sua scoperta è stata segnalata alla pagina web del TOCP dell'Ufficio centrale, che ha prodotto la designazione di fornitura TCP J12192806-0211143.  Masayuki Iwamoto ha scoperto il nuovo oggetto su immagini ottenute il 7,741 novembre con un teleobiettivo Pentax SDUF II da 10 cm f / 4.0 e una fotocamera Canon EOS 6D; Iwamoto lo ha definito una possibile cometa di mag 10 con posizione approssimativa R.A. = 12h19m30s, Decl. = -2°11' (2000.0) e le sue osservazioni sono state riportate sulla pagina Web TCP J12192806-0211143 TOCP.

Per Don Machholz si tratta della dodicesima scoperta, effettuata visualmente in un’epoca ormai dominata dal digitale e dalle grandi survey professionali. Assume quindi un significato particolare e ci regala il fascino che ci hanno trasmesso i grandi cacciatori visuali del passato.  Ma anche gli altri due scopritori hanno già legato il loro nome ad altri astri chiomati: per Iawamoto è la seconda scoperta (la prima è la C/2013 E2) e per Fujikawa la settima scoperta di una fortunata serie avvenuta tra il 1969 e il 2002. Il nome della cometa è quindi composto da un fantastico trio di scopritori!

La cometa sarà al perielio il 3.51 dicembre con una distanza perielica di 0.38 UA, si trova ora ad una elongazione di circa 40 gradi, valore che sarà però in diminuzione, rendendo purtroppo molto difficile l’osservazione nel suo periodo di massima luminosità. (https://www.minorplanetcenter.net/mpec/K18/K18VF1.html)

C2018 V1--

La mappa per individuare la cometa 


Giannantonio Milani (Sezione Comete UAI)
https://remanzacco.blogspot.com/

Coelum 226 - Cover

 

Per vedere tutti gli articoli di Coelum Astronomia n. 226 di ottobre 2018, consulta il sommario completo a questo link: http://www.coelum.com/coelum/archivio/indici/coelum-n-226-2018

Coelum Astronomia è gratuito per la lettura digitale su PC, tablet e smartphone ed è disponibile anche per il download in PDF. Leggilo online gratis: http://bit.ly/coelum226

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NO ottobre 2018

Osservazioni. Trenta nane brune per Sette Sorelle
Curiosità astronomiche. Delta Cephei, la capostipite delle Cefeidi
Sistema Solare. Le condizioni di Marte per la vita
Astronautica. Due sonde verso il Sole, questo sconosciuto
Astrofili. Professionisti e amatori insieme per l'astronomia
Radioastronomia amatoriale
Cielo del mese
Colloquio coi lettori
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