Giovedì, 05 Luglio 2018 23:00

SSV UAI - Spettro del transiente TCP J18292290-1430460 (Nova Sct 2018)

Scritto da  UAI - Unione Astrofili italiani
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Il transiente è stato scoperto da Yukio Sakurai il 29 giugno 2018 alle coordinate AR: 18 29 22.93, DEC: -14 30 44.2. (Fig.1) ed è poi stato classificato come Nova Sct 2018.

Le sere del 30 giugno e del 1 luglio 2018 Lorenzo Franco (sezione variabili UAI) ha osservato da Roma lo spettro della Nova con un telescopio da 20cm ed uno spettroscopio Alpy600.

Le novae sono degli oggetti molto peculiari ed il loro comportamento può considerarsi unico. La dinamica e la fenomenologia delle emissioni spettrali caratterizzano i processi fisici che avvengono su questi astri e ne rendono possibile lo studio.

Il primo spettro acquisito il 30 giugno (Fig. 2) è caratterizzato da un continuo crescente verso il rosso (arrossamento interstellare) in cui prevalgono le righe di assorbimento con qualche riga di emissione. La riga Halfa in particolare mostra un evidente profilo P Cygni prodotto dal guscio che si sta espandendo dopo l'esplosione. Misurando la differenza in Angstrom tra la componente di assorbimento e quella di emissione della riga otteniamo una velocità di espansione di circa -850 km/s.

Il secondo spettro acquisito il 1 luglio mostra dei notevoli cambiamenti rispetto al giorno precedente. La riga Halfa mostra un evidente incremento di intensità ed un profilo P Cygni appena pronunciato. Incredibile come a distanza di un solo giorno la Nova abbia mostrato tutte queste variazioni che di solito si apprezzano a distanza di settimane.

Gli spettri acquisiti sono stati inviati al database ARAS a messi a disposizione dei professionisti per i loro studi. E' importante continuare a monitorare la Nova con osservazioni fotometriche e spettroscopiche.

Lorenzo Franco (lor_franco@libero.it)

 

Le novae sono originate dalle Variabili Cataclismiche (sistemi binari interagenti molto stretti, composti da una nana bianca e da una nana di sequenza principale da cui fuoriesce l'idrogeno che cade sulla nana bianca). L'idrogeno si deposita e si accumula sulla nana bianca e, in condizioni di pressione e temperatura adeguate, va soggetto all'innesco di forti esplosioni nucleari che producono il rapido aumento di luminosità del sistema.

 

Figura1

 

Figura2

 

Figura3

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