Mercoledì, 02 Maggio 2018 13:51

Sezione Asteroidi UAI - Occultazione di Elektra, un vero successo.

Scritto da  Sezione Asteroidi UAI
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L'occultazione del 21 aprile di Elektra, di cui abbiamo detto in una precedente UAI News, è stato un successo sia a livello europeo che italiano.

E' risultata coperta (dati ad oggi) da almeno 50 postazioni (presidiate da una sessantina di osservatori).
Grazie alle notizie girate nella mailing list della Sezione Asteroidi UAI, e alla citata UAINews sull'evento, la partecipazione italiana è stata notevole (almeno 18 postazioni.
A nostra memoria la più imponente mai avutasi in occasione di una occultazione asteroidale in Italia).

In un prossimo numero della nostra rubrica sulle occultazioni nella rivista Astronomia presenteremo una più lunga analisi dei dati ricavati dalle osservazioni europee di 130 Elektra.

La sagoma dell'asteroide al momento dell'occultazione si va definendo con l'arrivo di sempre nuovi report osservativi.
Qui sotto riportiamo la sagoma con le corde osservative pervenute entro il 28 aprile. Le corde stesse sono sovrapposte al modello
DAMIT che meglio le approssima.

Sagoma Elektra con DAMIT

 

Sagoma ricavata dalle corde osservative pervenute (alla data del 28 aprile) dell'occultazione di (130) Elektra la notte di sabato 21 aprile. Il quadratino rosso indica l'inizio dell'occultazione, il verde il suo termine. le corde senza interruzioni sono le osservazioni di mancate occultazioni (osservazioni negative) più vicine all'oggetto.

Tali modelli (per Elektra ne esistono 2 diversi) sono ricavati dalla curva di luce dell'asteroide, con un procedimento che si chiama "tecnica di
inversione" e che funziona in questo modo: immaginiamo che un asteroide non mostri nessuna variazione di spettro e in un periodo diciamo di 8 ore presenti una oscillazione ordinata con due identici massimi e due minimi di luce. Se ne ricava (stiamo esemplificando, e si perdoni quindi
la grossolanità) che l'asteroide ha una superficie uniforme, senza ombre o depressioni dovute a grossi crateri, e sia sostanzialmente di forma ellittica (con eccentricità proporzionale all'ampiezza della variazione luminosa).
Chiaro che se, al contrario, la curva presenta bozze, profondità diversa dei due minimi di luce, variazioni nel tempo ecc. la forma che se ne ricaverà sarà giocoforza più complessa.

Un vantaggio del catalogo DAMIT (in continuo arricchimento e che contiene a oggi 1716 modelli diversi per un numero complessivo di 948 asteroidi), è che permette di prevedere la sagoma dell'asteroide per un qualsiasi istante da noi richiesto (è chiaro che, nel nostro settore interessa la sagoma che esso presentava nel momento esatto dell'occultazione).
La sovrapposizione delle corde osservate alla sagoma DAMIT prevista, nel caso dell'occultazione dell'altra notte sostanzialmente
conferma il lato nord della sagoma dell'asteroide, mentre il lato meridionale è risultato sensibilmente diverso. Per giunta la sagoma 3D di un qualsiasi asteroide del catalogo DAMIT non dà misure assolute ma relative. Cioè ci dice il rapporto (sempre per semplificare) fra lunghezza e altezza dell'asteroide, ma non quanto esse siano in termini realmente verificati, cosa sulla quale può esprimersi appunto con maggiore precisione l'osservazione di occultazioni.

Ad esempio in questa occultazione Elektra è risultata almeno del 10% più grande di quanto finora noto, mentre l'asteroide è stato ritrovato a circa 50 km ad est dalla posizione prevista (affinando quindi anche i suoi elementi orbitali).

Nessuno dei due satelliti noti di (130) Elektra è stato "catturato nella rete" delle corde osservative. La distanza media fra le postazioni era di 7 km per quanto riguarda la fascia nelle immediate vicinanze del corpo principale, ma fuori di essa c'erano lacune anche di centinaia di km, quindi per "pesciolini" di 5 e 2 km (tali sono le dimensioni delle due lune di Elektra, stimate a partire dalle osservazioni con ottiche adattive) è stato relativamente facile sfuggire alla cattura.

Anche Eric Frappa, che coordina a livello europeo tutte le osservazioni di occultazioni asteroidali (gestendo il sito Euraster) ha espresso un grosso grazie e complimenti agli osservatori italiani.

Pietro Baruffetti - Gruppo Astrofili Massesi
Coordinatore della campagna osservativa

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