Martedì, 10 Aprile 2018 16:11

25 marzo 2018 - Rientro del razzo vettore della Soyuz MS-08

Scritto da  Enrico Stomeo - Sez. Meteore UAI
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Alle 01h24m UTC del 25 marzo la stazione radio sita in Planetario a Venezia è riuscita a registrare il rientro in atmosfera di uno stadio (2018-026B) del razzo vettore partito dal Kazakistan quattro giorni prima per portare in orbita la navicella Soyuz MS-08 diretta, con a bordo alcuni astronauti, verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). 

Le previsioni dei rientro del detrito spaziale erano date dal Joint Space Operations Center (JSpOC) per le 01h36m UTC ± 1m (03h25m ora italiana) proprio in prossimità del nostro paese, nel mar Ligure poco a ovest della Corsica all'incirca a 41,9°N di latitudine e 8,1°E di longitudine.

Durante il rientro il grosso oggetto metallico, impattando con l'atmosfera, ha ionizzato fortemente gli strati atmosferici in quota, producendo per tutti i testimoni delle regioni circostanti un notevole spettacolo. Risulta comunque che l'evento sia stato seguito da quasi tutte le zone costiere del centro Mediterraneo. In Italia è stato bene osservato ovviamente dalla Sardegna, ma anche da tutti i territori tirrenici fino alle latitudini più meridionali (es: Lazio, Campania, Calabria e Sicilia). Molti i filmati e le immagini fotografiche che hanno immortalato il passaggio del detrito spaziale. In [1] è uno dei filmati più significativi ripreso da Vallo di Diano in Campania (Fonte: www.ondanews.it).

 

 20180325 0124 soyuz reentry map

 


20180325 0124 soyuz reentryNella mappa è riportata la proiezione al suolo del percorso atmosferico da nord-ovest verso sud-est del detrito così come risultante dalle previsioni in base dagli ultimi elementi orbitali calcolati. A ovest della Corsica è pure indicato il punto previsto del rientro.

La stazione radio di Venezia sita in Planetario è orientata in direzione del radar Graves (Francia centrale) in modo da ricevere gli impulsi radio trasmessi da questo nel caso di eventi meteorici. Il segnale radio nel caso di meteore, ma anche di qualsiasi altro oggetto in movimento, viene riflesso verso il suolo dalle zone di atmosfera fintanto che queste permangono ionizzate, e di conseguenza gli impulsi trasmessi possono venire captati senza difficoltà.

Nonostante la considerevole distanza di Venezia dall'area del rientro (oltre 550 km), gli echi radio sono stati registrati in sequenza dall'apparecchio ricevitore della stazione radio del Planetario (uno Yaesu FT-713), e da questi tramite un demodulatore (USB) è stato istantaneamente generato un segnale audio con una frequenza più o meno shiftata in base all'effetto Doppler. L'audio dell'oggetto in rientro può essere ascoltato cliccando qui: http://www.astrovenezia.net/radio_meteore/2018/20180325_0124_soyuz_reentry_aav.mp4
Il relitto spaziale, ormai sotto ai 90 km di altezza, sorvolando il mar Ligure a una velocità probabilmente intorno agli 8 km/s, ha cominciato per l'alta temperatura e attrito a fondersi e a dissolversi.
La seconda immagine mostra lo spettrogramma dell'evento in funzione del tempo (ora di Greenwich) e della frequenza radio, come generato dal software di analisi Spectrum_Lab. L'intensità della riflessione è mostrata da falsi colori, dal blu (bassa intensità) al rosso-giallo (alta intensità).
Dalla ricezione risulta che la finestra in cui il segnale radio è stato percepito a Venezia va dalle 01h23m52,5s UTC nella frequenza 1431,363 Hz fino alle 01h24m02,0s nella frequenza 805,487 Hz, e che pochi istanti prima delle 01h24m00s l'oggetto ha iniziato ad allontanarsi dalla stazione ricevente. Considerando le variazioni della frequenza dovute all'effetto Doppler registrate si deduce che l'oggetto in quegli ultimi frangenti stava drasticamente decelerando di circa 1,3 km/s.
Si può supporre pertanto che abbia proseguito la sua corsa oltre il punto previsto dal JSpOC a ovest della Corsica e che, se qualche detrito metallico sopravvisuto è caduto, ciò sia avvenuto nel mar Tirreno, se non oltre. A comprova di ciò potrebbero essere le molteplici testimonianze visuali dalla Toscana in giù che l'oggetto si sarebbe diviso in numerose scie, simili a meteore, di varia persistenza.

RIFERIMENTI
[1] http://www.ondanews.it/strana-scia-luminosa-avvistata-nel-cielo-del-vallo-diano-si-pensa-alla-stazione-cinese-tingong-1/

 

Il sito della Sezione meteore UAI



 

 

 

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