Sabato, 03 Marzo 2018 22:53

Suleiman Baraka : guardare il cielo stellato per costruire la pace nel mondo.

Scritto da  Giorgio Bianciardi
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Il Vicepresidente UAI al conferimento del Premio.

Il 25 febbraio presso Loppiano (Incisa Valdarno, Firenze) Suleiman Baraka è stato insignito del Premio “Renata Borlone”, dedicato agli uomini di scienza che uniscono la loro attività di studio al senso etico per un mondo più giusto, nella via della costruzione della pace. Baraka è il quarto insignito del prestigioso premio, preceduto dal fisico Ugo Amaldi del CERN di Ginevra (2006), all’astrofisico Piero Benvenuti, Segretario Generale della IAU, International Astronomical Union (2013), alla scienziata Fabiola Gianotti, Direttrice generale del CERN di Ginevra (2015)

Originario di Gaza, il prof. Suleiman Baraka, ha conseguito nel 2007 un dottorato in astrofisica presso l’Università “Pierre e Marie Curie” di Parigi lavorando sul tema della magnetosfera terrestre e nella sua interazione con il vento solare; nel 2010 ha fondato e dirige il Centro di Astronomia e Scienze dello Spazio della Al-Aqsa University a Gaza dove prosegue i suoi studi sulla magnetosfera terrestre nella sua implicazione per la vita sul nostro pianeta e per le missioni spaziali. Attualmente è titolare della Cattedra UNESCO in Astronomia, astrofisica e scienze dello spazio nello stesso ateneo, collaborando con le Agenzie Spaziali NASA, ESA, CNES e Roscosmos. Ha fondato 4 gruppi di astrofili nelle terre palestinesi.

Il nostro interesse come UAI (era presente alla premiazione il Vicepresidente UAI, Giorgio Bianciardi) non poteva non sorgere, vista la strada che Suleiman ha preso per indicare una via per la pace nel mondo: l’osservazione del cielo stellato.

 SIF LOPPIANO 2

Il Prof. Suleiman Baraka ritira il premio. La targa, sulla sinistra, coniata per l’occasione sintetizza il cammino di costruzione di pace intrapreso dall’astrofisico di Gaza: osservare il cielo con piccoli telescopi o anche a occhio nudo per comprendere che il cielo stellato è di tutti. Sotto la volta celeste non esistono nemici.

Baraka si trovava negli Stati Uniti dove conduceva le sue Ricerche e dove pensava di trasferirsi con la famiglia quando il suo figlio dodicenne, ancora a Gaza, veniva ucciso il 5 gennaio 2009 in un raid. Da questo la sua scelta di tornare a vivere a Gaza, determinato a far fronte alla paura per mezzo dell’educazione: “il cielo di notte per i giovani di Gaza era il cielo degli elicotteri Apache e dei Caccia F16, portatori di morte. Ho voluto che questo tornasse ad essere il cielo della volta stellata che ci indica che tutti noi siamo una unica famiglia universale”. Rientrato a Gaza, ricevette in dono dal Presidente dell’IAU, Robert Williams, un telescopio amatoriale per usarlo per le attività divulgative astronomiche. Iniziando con i compagni di scuola del figlio prematuramente scomparso, negli anni, con altri telescopi giunti in donazione da ogni parte del mondo, attualmente Baraka ha costituito 4 centri di astronomia amatoriale (2 a Gaza, 2 in Cisgiordania) dove oggi 3000 astrofili contribuiscono alla sua crociata di pace.

Giorgio Bianciardi

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