Martedì, 23 Gennaio 2018 11:05

L'UAI contro il faraonico faro a Marghera: “Scelta che viola le normative e l'ambiente”

Scritto da  UAI - Unione Astrofili italiani
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Ramses II, il maxi faro posizionato all'interno dello stabilimento Cereal Docks di Porto Marghera per celebrare il centenario della sua fondazione, accende la protesta dell'Unione Astrofili Italiani (UAI). In una lettera inviata ieri al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro il Presidente dell'UAI Mario Di Sora denuncia l'irregolarità della costruzione dal punto di vista legislativo, gli sprechi energetici e le gravi conseguenze per la salute umana e dell'ambiente.

Con parole dure il Presidente Di Sora boccia il maxi faro comunale sottolineando l'instancabile impegno dell'Unione Astrofili Italiani nella lotta all'inquinamento luminoso. “Ci battiamo da oltre venti anni per un uso responsabile e corretto della luce artificiale non solo per la limitazione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici ma anche per il rispetto delle varie forme di vita, dall’uomo all’avifauna, che soffrono per l’esposizione a dosi eccessive di questo agente fisico, senza reale necessità”, scrive nella lettera. "Per tale motivo ritengo, anche in considerazione del delicato equilibrio ecologico dell’ambiente lagunare, che la scelta di utilizzare un fascio luminoso da 72 Kwh sia in contrasto non solo con le normative vigenti ma anche con le buone pratiche di oculata amministrazione e, in definitiva, con il buon senso".

Ritenuta inoltre inappropriata e avulsa dal contesto culturale la scelta di celebrare il centenario del porto veneto con la costruzione di un imponente faro. “Non si ravvede alcun elemento culturale, artistico o storico che giustifichi un simile progetto, autenticamente faraonico fin dal nome”, sottolinea il Presidente ricordando che il Veneto vanta una tradizione pluricentenaria di prestigiosi studi e centri astronomici, a partire da Galileo Galilei per arrivare al grande Osservatorio di Cima Ekar, il più importante in Italia, e alla rinomata Facoltà di Astronomia di Padova. “Sono certo che in tanti altri modi si potrebbe commemorare il centenario di fondazione di Porto Marghera con maggior valenza socio-culturale, minor spesa e proficuo coinvolgimento delle nuove generazioni. Offrire la visione di un fascio di luce, che arriva alle altezze atmosferiche solcate dagli aerei, appare più come un atto meramente emulativo e di contenuto quasi commerciale che di autentica rievocazione storica”.

A destare grande sdegno e disapprovazione sono soprattutto gli ingenti consumi energetici della potente apparecchiatura di illuminazione di dubbia utilità sociale, il cui fascio di luce raggiunge un'altezza di ben 12 km. "In un periodo in cui tante famiglie, anche nel comprensorio veneziano, affrontano quotidianamente serie difficoltà economiche, una scelta di altro genere poteva risultare più utile socialmente e più spendibile politicamente”, aggiunge. “Il consumo del Ramses II equivale a quello di circa 25 utenze domestiche di nuclei familiari, in stato di bisogno, che potrebbero avvalersene solo se l'Amministrazione comunale lo volesse!". 

Auspicata quindi dal Presidente dell'UAI la cessazione dell'utilizzo del faro in ottemperanza alle normative vigenti e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle sue risorse. Avanzata infine la proposta di devolvere l’equivalente del costo di investimento di Ramses II, per nolo e consumi, ai soggetti bisognosi della città, rendendo così veramente memorabile l’evento del centenario con un concreto atto di solidarietà. 

 

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