Domenica, 29 Ottobre 2017 15:48

1° Meeting Sole-Luna-Pianeti UAI - Cronache

Scritto da  Adriano Valvasori AAB
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Si è svolto quest'anno, 7-8 ottobre 2017, presso il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, il 1° Meeting UAI che ha affrontato in maniera congiunta le tematiche osservative e di studio di Sole, Luna e Pianeti. Il programma, molto articolato e vario, si è svolto in due giorni con sessioni mattutine e pomeridiane.

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L’evento è stato organizzato dall’Unione Astrofili Italiani e ospitato dall’AAB – Associazione Astrofili Bolognesi che concludeva la lunga sessioni di lavori del 2017, anno di ricorrenza del 50mo della fondazione dell’AAB. Il programma dei lavori si è sviluppato su 3 sessioni tematiche, a partire dal sabato mattina che ha visto coinvolti gli astrofili sulle tematiche dei pianeti , con gli interventi di Marco Vedovato, che ha illustrato il Progetto Jupos, progetto che si qualifica come un punto di riferimento internazionale per lo studio di Giove. Sono stati illustrati con degli esempi le possibilità offerta dal programma WINJUPOS , il "cuore" di tutto il progetto e le collaborazioni con il mondo professionale che ne sono conseguite.

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Interessanti le opportunità date dal progetto nella creazione di dati di valore scientifico nello studio dell’atmosfera gioviana, che aiutano gli astronomi professionisti a comprenderne i delicati e complessi meccanismi.

 

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Il secondo intervento è stato tenuto dall’astronoma Dott.ssa Alice Lucchetti dell’Osservatorio Astronomico INAF di Padova che ha parlato e aggiornato sulle tematiche della missione JUICE, missione che ci porterà alla scoperta di mondi ghiacciati nel nostro Sistema Solare.

La missione JUpiter Icy Moons Explorer (JUICE) è una missione spaziale dell'Agenzia spaziale europea (ESA) il cui lancio è previsto nel 2022 tramite il lanciatore Ariane 5. L'obiettivo sono le tre lune ghiacciate di Giove: Ganimede, Europa e Callisto, tutti è tre infatti presentano discrete quantità di acqua liquida sotto la superficie e sono candidati ideali per la ricerca di vita.

La sonda arriverà nel sistema di Giove nel 2030 dopo aver sfruttato quattro volte l'assistenza gravitazionale della Terra e di Venere. Dopo una serie di fly-by di Europa e Callisto entrerà in orbita nel 2032 attorno a Ganimede per un ulteriore studio che verrà completato nel 2033.

Interessanti gli aspetti descritti dalla Dott.ssa Alice Lucchetti, in merito alle formazioni ghiacciate presenti sui satelliti gioviani, caratterizzati da una morfologia che ne indica un intensa attività geofisica.

Nella pausa del coffee break sono stati allestiti all’esterno del Museo, alcuni telescopi forniti dall’AAB e da Lorenzo Montanari, per l’osservazione solare nel visibile e nell’H-alpha.

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Dopo il coffee break è stata la volta di Marco Guidi che ha illustrato la tecnica per effettuare la ripresa della superficie solida di Venere, tecnica per altro già conosciuta ma che ha visto uno studio sistematico volto alla comprensione del miglioramento di tale tecnica per catturare dettagli della superficie solida del pianeta Venere ricoperto di uno spesso strato di nubi, utilizzando filtri dedicati.

Il pomeriggio del sabato è stato dedicato invece al Sole, con una interessante carrellata di contributi di Emilio Sassone Corsi che ci h fatto rivivere in modo nostalgico e allegro le eclissi di Sole da lui viste in giro per il mondo.

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Successivamente Luciano Piovan, Responsabile SdR UAI Sole, ci ha spiegato le tecniche ed i metodi che si devono adottare per l’osservazione visuale del Sole e la catalogazione delle macchie solari, necessarie al fine di seguire l’andamento dell’attività solare.

L’astrofilo Lorenzo Montanari è intervenuto per spiegare le tecniche ed i risultati facendo una panoramica sulle principali tecniche per osservare e riprendere il Sole in luce bianca e in Ha, prendendo in considerazione diverse configurazioni di telescopi/filtri. Ottimi gli esempi di riprese effettuate la Lorenzo, che ci hanno regalato immagini spettacolari del Sole, oltre ad aver messo a disposizione un telescopio Lunt 60 mm per l’osservazione.

La sessione è proseguita con l’intervento dell’Astronoma Dott.ssa Ilaria Ermollli, Astronoma dell’INAF Osservatorio Astronomico di Roma, che ci ha spiegato nel dettaglio i meccanismi della fisica solare e il futuro delle missioni spaziali dedicate allo studio nella nostra stella come il satellite Parker Solar Probe e dei nuovi e sempre più complessi ed enormi telescopi a terra che verranno realizzati nel prossimo futuro, quali il DKIST del diametro di 4.24 m che sarà installato alle Hawai o il EST European Solar Telescope sempre taglia 4 metri che sarà di base alle isole Canarie.

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La giornata si è conclusa con l’intervento di Marco Guidi che ha illustrato le tecniche di ripresa del Sole in luce bianca con telescopi di grande diametro, oggi messa in secondo piano rispetto le ormai consuete fotografie in H-Alpha, è spesso bistrattata, ma sapendo cosa riprendere e a quale lunghezza d’onda riprendere si scopre che la fotosfera è la zona che determina tutte le evoluzioni e le mutazioni che avvengono nella cromosfera sovrastante . Interessanti le varie comparazioni tra riprese effettuate con vari filtri, per mettere in evidenza le varie strutture solari.

Al termine della giornata i presenti hanno partecipato alla cena, occasione importante di condivisione e conoscenza e perché no, condivisione g-astronomica delle specialità bolognesi.

Domenica mattina la sessione è ricominciata con l’apertura di Antonio Mercatali, Responsabile SdR Luna UAI, con una breve presentazione della Sezione Luna.

E’ toccato ad Aldo Tonon aprire gli interventi della sezione Luna, descrivendo la tecnica di ripresa lunare detta Mineral Moon. Durante la fase di Luna Piena mediante l’uso di macchine fotografiche con sensore a colori è possibile ottenere delle riprese a tutto campo dell’intero disco lunare a “colori”. Queste immagini possono essere di utilità sia divulgativa che per una prima base scientifica, infatti elaborando con attenzione ed in modo appropriato le immagini stesse è possibile ottenere una mappatura della superficie lunare evidenziando i diversi colori presenti nelle varie zone seleniche, con lo scopo di conoscere i differenti materiali chimici di cui sono composte, questo perché ad ogni colore corrisponde naturalmente un tipo diverso di minerale che è presente sulla superficie del nostro satellite.

Il secondo intervento è stato tenuto da Antonio Mercatali che ci ha parlato degli Impatti Lunari registrati dalla SdR Luna nel 2016. La ricerca degli Impatti lunari è stata avviata dalla SdR Luna nel Marzo 2013 con il coordinamento da parte del Responsabile della Sezione stessa iniziando in primis con un attento studio sul setup strumentale necessario per osservare e registrare i flash da impatto sul suolo lunare dovuti alla caduta di meteoroidi ed inoltre sulla precisa metodologia di osservazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dal Marshall Space Flight Center della NASA che si occupa a livello professionale del monitoraggio degli Impatti Lunari. Questo valido tipo di formazione seguito dalla SdR Luna ha portato i primi importanti risultati con i primi 2 flash da Impatto registrati nel 2016 dai membri della SdR Luna che si dedicano a questo progetto, e che sono stati catalogati come Candidati Impatti dal Centro competente in materia della NASA.

Successivamente è stato il momento di Franco Taccogna che ha informato che la SdR Luna ha avviato dal mese di Agosto 2012 il programma di ricerca sui Fenomeni Transienti Lunari (TLP) in collaborazione con le corrispettive Sezioni Luna dell’inglese British Astronomical Association (BAA), e della statunitense Association Lunar & Planetary Observer (ALPO). Il programma coordinato dai membri della SdR Luna Thomas Bianchi (alla partenza) ed attualmente da Franco Taccogna, per merito delle immagini riprese dai membri della SdR Luna che fino ad oggi sono state in totale circa 400 con cui è stato possibile chiarire la causa di alcuni di questi fenomeni TLP osservati nel passato.

Dopo un breve coffee breck è stato il momento di Bruno Cantarella che ha introdotto l’argomento della fotografia lunare effettuata di giorno. Con un setup strumentale ben studiato e delle tecniche di ripresa affinate è possibile effettuare delle riprese del nostro satellite naturale anche di giorno, in questo modo il membro della SdR Luna, Bruno Cantarella, ha ottenuto delle immagini del lato lunare Ovest riprendendo con ottima definizione le numerose formazioni superficiali del suolo selenico.

In chiusura è intervenuto Mattia Barbarossa che ci ha fatto conoscere il bellissimo progetto della squadra napoletana Sape4Life, unica finalista italiana, che lo scorso marzo ha vinto a Bangalore (India), la gara mondiale Lab2Moon. La gara era stata indetta da TeamIndus, uno dei cinque vincitori del concorso Google Lunar X Prize, competizione spaziale organizzata dalla X Prize Foundation e sponsorizzata da Google. Se tutto andrà secondo i piani degli organizzatori, la Luna potrebbe essere raggiunta già nel 2017 dal primo veicolo spaziale privato progettato dal team vincitore.

Conclusioni

Questo è stato il primo meeting organizzato dalla collaborazione tra Sezione Sole-Luna-Pianeti dell’UAI e l’Associazione Astrofili Bolognesi, un meeting che potremo chiamare di riorganizzazione e rampa di lancio per queste sezioni. Quello che è sorto è stato l'estremo grado di precisione e metodicità ormai raggiunto dagli astrofili nell'osservazione. Si è sottolineato altresì l'importanza di delineare e strutturare dei programmi ben distinti per poter trovare ulteriori risorse appassionate a portare avanti i programmi di Jupos, impatti lunari, studio solare. Si ritiene quindi di vitale importanza continuare nell'opera di divulgazione dello studio anche presso le singole associazioni astrofile sparse nel territorio italiano, affiancando a tale programma livelli di studio via via più impegnativi al fine di formare una generazione di astrofili capaci e preparati che potranno dire la loro non solo in ambito nazionale.

L’Associazione Astrofili Bolognesi AAB, convinta che questo meeting sia stato apprezzato da tutti i partecipanti, vi ringrazia personalmente del vostro sostegno, ringrazia l’UAI e il Dott. Salvo Pluchino per la fiducia riposta e per averci dato modo di essere co-organizzatori ad uno degli eventi organizzati dall’UAI e ringraziamo in particolar modo il Museo del Patrimonio Industriale che ci ha ospitato e che ci ha dato modo di concludere nel migliore dei modi questo anno particolare per la AAB del 50mo della sua fondazione.

Grazie a tutti.

Per il LOC, Adriano Valvasori, AAB

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