Mercoledì, 11 Maggio 2016 23:17

SSV-UAI - Osservato lo spettro del Quasar 3C273

Scritto da  Sezione SSV - UAI
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Il quasar 3C273 è l'oggetto di questo tipo più luminoso del cielo, si trova nella costellazione della Vergine ed ha una magnitudine visuale di circa 13a. Venne scoperto nel 1959 come sorgente di una forte emittente in banda radio. Nel 1962, grazie al metodo delle occultazioni lunari, fu possibile identificarne la controparte ottica con un debole oggetto di tipo stellare. La successiva analisi spettrale di questa "stella" mostrò delle grosse sorprese poichè il suo spettro era difficilmente interpretabile, essendo diverso dai consueti spettri stellari. In realtà lo spettro mostrava delle normali righe di emissione dell'idrogeno spostate sensibilmente verso il rosso a causa di un forte redshift. Per le loro caratteristiche peculiari questi oggetti vennero chiamati "QSO" Quasi Stellar Objects o più comunemente quasars.

Lo spettro del quasar 3C273 è stato osservato da Lorenzo Franco (gruppo SSV-UAI) il 4 maggio 2016 da Roma con un telescopio da 20cm abbinato ad uno spettrografo Alpy600 a media-bassa risoluzione ed una camera CCD di ripresa SXV-M7.

L'obiettivo dell'osservazione era quello di acquisire lo spettro di questo debole oggetto allo scopo di identificare le righe di emissione e poterne misurare direttamente lo spostamento verso il rosso. Sono stati acquisiti 4 spettri del quasar con pose da 1800 secondi ciascuna per un totale di 2 ore di integrazione. Nella stessa sessione sono stati acquisiti anche i frame di calibrazione (bias, dark e flat), lo spettro di una stella di riferimento posta nelle vicinanze, utilizzata per la correzione del profilo strumentale, e quello della lampada Argon-Neon per la calibrazione in lambda.

La riduzione degli spettri è stata effettuata con il software ISIS di Christian Buil, scaricabile gratuitamente dal suo sito.

La figura 1 mostra l'immagine 2D di uno dei quattro frame acquisiti, dove si può vedere il debole spettro del quasar e le forti ed evidenti righe di emissione del fondo cielo causato dalle lampade artificiali (inquinamento luminoso).

La figura 2 mostra lo spettro del quasar 3C273 dove sono evidenziate le righe di emissione dell'idrogeno atomico (sequenza di Balmer Hβ, Hγ, Hδ). In particolare la riga Hβ ha subito uno spostamento verso il rosso di ben 770 Angstroms.

Dalla misura dello spostamento verso il rosso delle righe spettrali (figura 3) si deriva il valore del redshift (z) = 0.1578 ± 0.0006, praticamente coincidente (entro gli errori di misura) con quello pubblicato sul sito NASA/IPAC Extragalactic Database (z=0.158339 ± 0.000067).

Dal valore del redshift si può stimare la velocità di recessione e la distanza di questo remoto oggetto che si allontana da noi (espansione dell'universo) a circa un settimo della velocità della luce e si colloca ad una distanza superiore a due miliardi di anni luce.

Sembra incredibile ma oggi è possibile fare questo genere di misure dal terrazzo di casa di una città come Roma. Osservazioni che fino a qualche decina di anni fa erano riservate solo ai professionisti.

 

Lorenzo Franco, Balzaretto Observatory (A81), Rome, Italy 
(web: http://digilander.libero.it/A81_Observatory)

(facebook: https://www.facebook.com/a81balzarettobservatory)

 

 3C273 figura 1

Figura 1: L'immagine 2D di uno dei frame acquisiti dove si vede il debole spettro del quasar e le evidenti righe di emissioni del fondo cielo causate dall'inquinamento luminoso.

 

 3C273 figura 2

Figura 2: Spettro del quasar 3C273 acquisito da Roma il 4 maggio 2016. Sono evidenziate le righe di emissione dell'idrogeno ed in particolare notare lo spostamento verso il rosso della riga Hβ di ben 770 Angstroms. 

 

 3C273 figura 3

Figura 3: Misura dello spostamento verso il rosso delle righe spettrali e calcolo del redshift (z), della velocità di recessione e della distanza.

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