Pasqua Gandolfi

Pasqua Gandolfi

Il CTA Science Symposium si svolgerà presso il Teatro Duse, a Bologna, dal 6 al 9 maggio 2019.

Questo evento molto significativo per la comunità scientifica multi-messenger (onde gravitazionali, neutrini, raggi gamma …) include una conferenza scientifica e un evento serale per il pubblico.

L’evento pubblico “Can you hear me?” avrà luogo il 6 maggio dalle ore 20:00 sempre presso il Teatro Duse, con i vincitori 2015 e 2017 del premio Nobel per la Fisica e con la partecipazione de lo Stato Sociale nonché della compagnia teatrale Kepler-452.

Programma, speakers, e dettagli sull’evento si trovano sul ns. sito a: https://www.cta-symposium.com/

 

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Dopo anni di preparativi, l’astrofisica multi-messenger, un ramo emergente dell’astronomia e dell’astrofisica, ha mostrato i suoi primi straordinari risultati.

Nel corso degli ultimi dieci anni, i messaggeri dell’astrofisica ci hanno fornito indizi su alcuni dei fenomeni più violenti dell’Universo, a partire dalla radiazione più energica, i raggi gamma, fino alla rilevazione di un flusso di neutrini astrofisici ad alta energia e alla prima rilevazione delle onde gravitazionali.

Molti gruppi ed osservatori per l’astrofisica delle alte energie hanno cominciato a lavorare per un sogno che ora si sta realizzando: un’astrofisica multi-messenger, che, grazie allo scambio e alla combinazione di dati provenienti da osservatori e da messaggeri differenti, apra nuovi orizzonti e ci permetta di osservare e comprendere i fenomeni più violenti dell’universo, come non è mai stato fatto in precedenza.

Nel corso del primo CTA Science Symposium, ripercorreremo questo sentiero verso le frontiere della conoscenza insieme ad alcune delle personalità più influenti nei rispettivi campi: da Werner Hofmann (Portavoce di CTA e Direttore del Max Planck for Nuclear Physics ad Heidelberg, in Germania), a Rainer Weiss (Premio Nobel per la Fisica 2017 per il suo contributo nel rilevamento delle onde gravitazionali) e Takaaki Kajita (Premio Nobel per la Fisica 2015 per la scoperta sui neutrini).  

 

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Alcuni articoli di particolare interesse. 

Finestra sull’Universo
Cronache spaziali
Sistema Solare. I misteri degli asteroidi carboniosi… e pericolosi
Osservazioni. Giove in (bassa) opposizione
Primi Passi. Mappamondi orientati e coordinate celesti
Prove Strumenti. Daystar SolarScout SS60-ds
Radioastronomia per tutti. Le trasformate di Fourier per la radioastronomia
UAI informa
Associazioni informano


Sabato, 27 Aprile 2019 17:11

Missione TSV3 Apollo Mission Cosmic-Ray

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Il 13 luglio 2019 alle ore 12:00 (Local Time 10:00 Zulu), in occasione del 50° anniversario della missione APOLLO 11 che inviò il primo uomo sulla luna, dalla base dell'aviosuperficie di Castello di Annone (AT), che per l'occasione sarà il nuovo spazioporto dei Piloti Virtuali Italiani/TurinSpaceActivity, inizierà la missione Near Space.

Un modello in scala 1:6 della capsula Columbia completa di cockpit e con a bordo i modellini di tre astronauti, con il volto scolpito di Armstrong, Aldrin e Collins, verrà lanciato con l'ausilio di un pallone sonda, ad una altitudine tra i 35 / 40 km in piena stratosfera ai confini dello spazio. Durante il volo, invierà i suoi dati telemetrici direttamente al Centro Controllo Missione, grazie ai computer di bordo con tecnologia Arduino.

Una scatola nera (black-box) archivierà i dati di volo in una memoria interna. La navicella Columbia geo-referenziata effettuerà un sofisticato esperimento scientifico basato sulle biotecnologie, per l’abbattimento delle radiazioni cosmiche letali che tanto preoccupano gli enti spaziali per i loro futuri viaggi verso Marte.
Due contatori geiger registreranno l'esito dell'esperimento e quattro telecamere in alta definizione invieranno per tutto il volo le meravigliose immagini della nostra terra e le varie prospettive della capsula mentre viaggia nella stratosfera.

All' interno degli hangar dell'aviosuperficie “Astigiana”, sarà anche allestito un percorso modellistico e museale che con l'ausilio di video riporterà indietro l’orologio di 50 anni, alla scoperta della più grande avventura dell'uomo, la conquista dello Spazio.

Roberto Aliberti - Resp. Sett. Spazio/TurinSpaceActivity gruppo Piloti Virtuali Italiani

Per info e comunicazioni cell.329-4947398

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In Copertina - 

SPECIALE: la Foto del Secolo

L'immagine dell'ombra di un buco nero - Tutto sulla storica immagine - Curiosità e domande con Ciriaco Goddi (EHT) - Osserviamo M 87 e il suo getto di plasma - La prima simulazione di un buco nero - e tanto altro. 

Buona lettura!

Per vedere tutti gli articoli di Coelum Astronomia 233 di maggio 2019, consulta il sommario completo a questo link: http://www.coelum.com/coelum/archivio/indici/coelum-n-233-2019

Coelum Astronomia è gratuito per la lettura digitale su PC, tablet e smartphone ed è disponibile anche per il download in PDF. Leggilo online gratis: http://bit.ly/coelum233

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Scoperto nuovo evento esplosivo extragalattico dall’ Osservatorio Astronomico di Montarrenti (Siena) dai ricercatori Simone Leonini, Massimo Conti, Paolo Rosi e Luz Marina Tinjaca Ramirez, membri dell’Italian Supernovae Search Project (ISSP).

Nella notte del 24 marzo scorso, il telescopio Ritchey-Chretien di 0.53mt. di diametro gestito dall’Unione Astrofili Senesi, era impegnato in una sessione automatica alla ricerca di oggetti transienti. L’elenco predisposto per la serata prevedeva anche la sorveglianza della piccola galassia di classe Seyfert NGC3362 che mostra segni di intensa attività energetica, tanto da aver ospitato due precedenti eventi esplosivi (SN 2010ct, SN 2001Y). Visibile nella costellazione zodiacale del Leone, la spirale dista circa 390miloni di anni luce.

Terminata la sessione, si è attivato il programma autoprodotto di rilevazione automatica di nuove sorgenti luminose che ha selezionato un numero di candidati per cui era necessario la verifica diretta del controllore umano.

Uno degli astri individuati in un braccio esterno della galassia stimato di Mag. 18.1CR +/- 0.07 (catalogo UCAC4), ha particolarmente attirato la nostra attenzione.

La successiva analisi è stata particolarmente complessa in quanto il campo del nuovo oggetto era in piena eclittica ed attraversato dall’orbita di numerosi asteroidi. Inoltre, la nuova sorgente si trovava pressoché sovrapposta al precedente evento SN2010ct, con la possibilità che potesse trattarsi quindi non di una supernova ma di un outburst di una LBV (Luminous Blue Variable) anche se la magnitudine stimata dell’oggetto non sarebbe stata compatibile con la distanza della galassia ospite.

Risolto ogni residuo dubbio, e convinti di trovarsi di fronte ad un nuovo evento esplosivo, abbiamo immediatamente avvisato la comunità astronomica mondiale tramite il sistema di allerta del Transient Name Server predisposto dell’International Astronomical Union.

Alla segnalazione hanno prontamente risposto gli astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Padova-Asiago che hanno attivato il team del Global SN Project ed il telescopio Faulkes North di 2,0mt di diametro dell’Osservatorio Haleakala situato alle Isole Hawaii. Inoltre, in modo indipendente, anche i professionisti del Zwicky Transient Facility (ZTF) hanno caratterizzato l’oggetto dal Monte Palomar (California) con il telescopio P-60 da 1.5mt di diametro. L’evento esplosivo è stato catalogato come supernova di tipo Ic individuato intorno al suo massimo di luminosità.

Questa enigmatica classe di supernovae rappresenta circa un quinto di tutte quelle osservate ma non è stata ancora chiarita con certezza l’identità della stella progenitrice che subisce il collasso del nucleo dopo essere stata spogliata dei propri strati esterni di idrogeno ed elio.

Il nuovo astro è stato designato SN 2019cda dall’Unione Astronomica Internazionale, attribuendo la paternità ufficiale della scoperta agli astrofili senesi.

Questa nuova scoperta, che interrompe un lungo digiuno dei ricercatori italiani, è dedicata alla memoria di Alessandro (Alex) Dimai, appassionato “supernovista” recentemente e prematuramente scomparso.

Un modo per salutare, assieme agli amici dell’ ISSP, l’ultimo viaggio verso le stelle di un grande uomo, un entusiasta astrofilo ed un generoso maestro. 


Ciao Alex, questa stella brilla per te!

Sn Siena

 

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 20:00

Cielo del mese di marzo 2019

Cielo del mese



ll Cielo del Mese UAI e'
 uno strumento utile e sempre aggiornato a disposizione di tutti gli appassionati, sia p
er imparare a muovere i primi passi dell’osservazione astronomica ad occhio nudo o con l'aiuto del binocolo e del 

 

 

IN EVIDENZA

EQUINOZIO DI PRIMAVERA: il 20 marzo - alle ore 21 e 58 minuti (TU). 

Da domenica 31 marzo 2019 gli orari sono espressi in Ora Estiva (o "Ora Legale").

 

PER PRIMA COSA IL CIELO SERENO: il meteo e il seeing

SOLE: La durata del giorno aumenta di 1 ora e 11 minuti dall'inizio del mese.

LUNA : Luna Nuova il 6 marzo.

Tabella delle fasi lunari e diagramma di librazione 


Passi sulla Luna: Bailly

 

LE MAREE Igrafici che esprimono le variazioni del livello del mare dovute alla marea astronomica. I grafici sono relativi ai principali porti italiani (17 località).

PIANETI

Mercurio: i primi giorni di marzo sono ancora favorevoli all’osservazione serale del pianeta
Venere: il pianeta più luminoso riduce sensibilmente la propria osservabilità
Marte: possiamo quindi osservarlo nel corso delle prime ore della sera, sul cielo occidentale
Giove: lo possiamo osservare agevolmente nel corso delle ore che precedono l’alba
Saturno: il pianeta è osservabile a Sud-Est nelle ore che precedono l’alba
Urano:  il pianeta è ormai molto basso sull’orizzonte occidentale
Nettuno: è inosservabile per tutto il mese
Plutone: è osservabile a Sud – Est poco prima dell’alba

CONGIUNZIONI

Allineamento Giove - Saturno - Luna - Venere : segnaliamo, per il primo giorno del mese, prima del sorgere del Sole, un suggestivo allineamento 
Luna – Saturno - Venere : il 2 marzo, la falce di Luna calante, si interpone tra Venere e Saturno, sull’orizzonte a Sud-Est. Il corteo di astri del cielo del mattino è ancora completato da Giove
Luna - Marte: La sera dell’11 marzo la Luna crescente e il pianeta rosso si incontrano nella costellazione dell’Ariete. 
Luna - Giove : nel corso della seconda parte della notte tra il 26 e il 27 marzo 
Luna - Saturno : il 29 marzo si ripete l’incontro tra la Luna e Saturno, già osservato all’inizio del mese. 

 

COSTELLAZIONI


OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE :
gli orari dei passaggi dalle varie località italiane


OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE CINESE TIANGONG 2  NB:  La Tiangong 2  il cui lancio è avvenuto il 15 settembre del 2017, ha sostituito la Tiangong 1 ormai dismessa.


UNA NUOVA PAGINA MOLTO INTERESSANTE
Quante sono le costellazioni zodiacali
12, 13 o ... molte di più ? Scoprilo cliccando qui. 

OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO: 38 Lyncis


OSSERVARE GLI IRIDIUM FLARES
:
tutti gli orari per individuarli


METEORE
 
a cura di Enrico Stomeo


COMETE DEL MESE
 
a cura di Adriano Valvasori


ASTEROIDI
 
a cura di Paolo Bacci

PER CONSULTARE LA VERSIONE COMPLETA DEL CIELO DEL MESE DI MARZO 2019
 

Giovedì, 31 Gennaio 2019 16:05

Coelum Astronomia n° 230 - è online

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Space Wheater - Tra Sole e terra nella tempesta

Previsioni meteo... per lo Spazio

New Horizons – alla scoperta della remota Fascia di Kuiper e il suo incontro ravvicinato con Ultima Thule

L’arrivo della quarta missione del programma cinese Chang'e sul lato nascosto della Luna

Buona lettura!

Leggilo online gratis: http://bit.ly/coelum230

Per vedere tutti gli articoli di Coelum Astronomia 230 di febbraio 2019, consulta il sommario completo a questo link: http://www.coelum.com/coelum/archivio/indici/coelum-n-230-2019

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Giancarlo SetteIl giorno 8 gennaio, a 91 anni, anche Giancarlo Sette, l’ultimo dei tre fondatori dell’Osservatorio di S.Vittore, se ne è andato. Lo conobbi nel 59 in Piazzola, il mercatino bolognese in cui cercavo oculari di recupero per un futuro telescopio. Lui aveva 32 anni, io 15, ed iniziò un’amicizia durata una vita.

All’inizio degli anni 60 piazzammo i nostri due telescopi appena costruiti sul terrazzo della palazzina dei Giardini Margherita, concessaci in uso dal Comune. Poi conoscemmo Giorgio Sassi, uomo di grande valore, che cominciò a collaborare con noi. Nacque in quegli anni l’idea di costruire uno strumento più grande, da piazzare presso la casa del suo amico Ciro Vacchi, sulla vicina collina di San Vittore.

Mi ero iscritto a Fisica, e la mia frequentazione divenne più sporadica; ma loro costruirono un telescopio veramente grande, per quei tempi: un 45 cm. con focale newtoniana di 228 cm e varie focali Cassegrain planetarie, di cui una di 47 m. Anche l’ottica fu di loro produzione, ed usarono per questo la stessa macchina che era servita al prof. Horn D’Arturo per levigare i tasselli del suo famoso specchio composito. Con questo strumento, opportunamente attrezzato, San Vittore iniziò a collaborare al “Patrol Program”, gestito dal Lowell Observatory.

Questo programma consisteva appunto nel monitorare, sistematicamente e per via fotografica, le variazioni sulle superfici di Marte, Giove, e Saturno. A questo studio concorsero altri 5 (se ben ricordo) osservatori professionali, tutti con telescopi oltre il metro di apertura; San Vittore, con i suoi 45 cm, era il più piccoletto. Nella decina d’anni in cui durò questa impresa, Sette passò migliaia di notti a prendere foto planetarie, usando pellicole per cinepresa fornite dal Lowell. Queste venivano poi rispedite al mittente non sviluppate ma piene di immagini latenti, recanti anche il tempo e il filtro usato. Poi, sul finire degli anni 70, si presentò a San Vittore un ragazzo, Ermes Colombini di Modena, e la sua grande passione per la matematica: voleva posizioni di pianetini per poterne calcolare le orbite. L’idea era affascinante, e così iniziò una seconda avventura, quella della ricerca di pianetini.
Avventura non da poco, si trattava di costruire blink e misuratori di lastra di grande precisione, e di iniziare nuovi programmi di osservazione. Dal 1980 al 2004 furono scoperti 101 nuovi pianetini e ne furono ritrovati altri 85, che erano andati perduti. Naturalmente Sette collaborò attivamente a questo programma. Ma dal 90 in poi partecipò anche alla costruzione di un nuovo osservatorio, il “Tito Lucrezio Caro” (TLC), dotato di uno Schmidt 300/400/800, e posto in una mia casa sulle colline di Castel San Pietro.

E mi insegnò anche, lui che lavorava in una fotolito, le procedure della fotografia chimica, di cui non mi ero mai occupato. Le ultima fotografie chimiche al TLC furono fatte alla cometa Hale-Bopp, nel 97. Ottenemmo una tricromia (pubblicata da Coelum nel febbraio 98), cui collaborarono gli amici Giancarlo Rizzato, di Schio, e Fabio Muzzi, di Bologna, usando simultaneamente tre Schmidt, uno per colore.
Ma la fotografia chimica era in fin di vita.
Cessò la produzione della Kodak Technical Pan, ed esplose la rivoluzione digitale, a cui Sette non si è mai adeguato, anche se, ovviamente, la apprezzava moltissimo. Gli fu dedicato il nome del pianetino 8885 Sette, scoperto a Cima Ekar nel 94 da Maura Tombelli e Vittorio Goretti E così è finita un’altra storia, e con essa un’epoca. E Giancarlo, ne sono sicuro, è volato nel posto che più amava: il trapezio di stelle al centro della grande nebulosa di Orione. E li stia.

Stefano Orlandi, Bologna, 27- 01- 2019

 

PS: Aggiungo un mio ricordo personale sul mitico trio, Sassi-Vacchi-Sette.

Anche nella mia storia di astrofilo il mitico trio Sassi-Vacchi-Sette è presente. Avevo 17 anni, se non meno, quando li conobbi, oggi ne ho 64. Il ricordo mi è rimasto indelebile, le loro lastre di vetro con immagini stellari ed extragalattiche, dalle quali ottenni slide per fare divulgazione, le loro incredibili, per l'epoca, immagini di Marte. Ancora fisse nella mia memoria. 

Giorgio Bianciardi

Vicepresidente UAI

 

Mercoledì, 02 Gennaio 2019 21:33

Nuovo Orione n° 320 - Gennaio 2019 è in edicola

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Osservazioni. I fenomeni celesti del 2019
Astronautica. Spazio 2019: l’Anno della Luna
Osservazioni. L’eclisse totale di Luna del 21 gennaio
Osservazioni. L’Albero delle stelle d’inverno
Radioastronomia amatoriale
Cielo del mese
Stelle e profondo cielo
UAI informa
Spazio Aperto

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Cosa ci porterà il 2019? Potrete trovare quindi una coppia di articoli in cui vengono presentati i principali fenomeni celesti del nuovo anno e le missioni spaziali in partenza nel corso del 2019. Ci aspettano delle belle eclissi di Luna (la prima già a gennaio!) e, davvero speciale, un nuovo transito di Mercurio sul Sole!

Per vedere tutti gli articoli di Coelum Astronomia 229 di gennaio 2019, consulta il sommario completo a questo link: http://www.coelum.com/coelum/archivio/indici/coelum-n-229-2019

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