Venere è, dopo la Luna ed il Sole, l’oggetto più luminoso del cielo e la sua brillante presenza nei caldi colori del crepuscolo ha da sempre suscitato curiosità ed ammirazione: il pianeta è detto Vespero quando è stella della sera (segue il Sole al tramonto) e Lucifero quando è stella del mattino (precede il Sole nella levata). La sua luminosità supera quella di Sirio e Giove e al massimo splendore riesce a gettare un’ombra percettibile nel paesaggio terrestre. Anche in pieno giorno, in presenza di cielo terso, è addirittura possibile individuarla ad occhio nudo. La sua particolare brillantezza è dovuta non tanto alle dimensioni (analoghe a quelle della Terra) quanto piuttosto alla frequente vicinanza al nostro pianeta ed alla particolare attitudine della coltre nuvolosa a riflettere la luce solare.

Al pari della Luna, essa mostra un ciclo completo delle fasi: la si può osservare “piena”, “gibbosa”, “dicotoma” (cioè divisa a metà) o “falcata”, a seconda delle varie posizioni che occupa lungo l’orbita e rispetto alla Terra. Anche il più modesto degli strumenti consente di apprezzare questo vistoso fenomeno, secondo alcuni visibile addirittura ad occhio nudo.

 

 

 

Relazione tra posizione orbitale e fasi osservabili del pianeta

 

 

Venere è il secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole , il raggio medio della sua orbita (quasi perfettamente circolare, essendo l’eccentricità e = 0.007) è 108 milioni di chilometri. Tale orbita risulta piuttosto inclinata rispetto a quella della Terra: 3.4 gradi possono sembrare pochi in assoluto ma in tutto il sistema solare solo le orbite di Mercurio e Plutone risultano più inclinate. Il suo periodo siderale (tempo che impiega a compiere un giro completo dell’orbita) è di 224 giorni 16 ore e 48 minuti.

Considerando le posizioni reciproche che Terra e Venere possono assumere, si definiscono:

  • Congiunzione Superiore (Cs): Quando Terra, Sole e Venere sono allineati e Venere è alla massima distanza da noi.
  • Congiunzione Inferiore (Ci): Quando si realizza un allineamento come sopra ma Venere si trova alla minima distanza dalla Terra.
  • Massima Elongazione occidentale/orientale (Eo) : Quando Venere si trova in posizione tale che la sua distanza angolare dal Sole è quella massima (non supera mai i 47 gradi). Si parla di elongazione Est quando il pianeta segue il tramonto del Sole (e si trova quindi ad oriente rispetto alla nostra stella), e di elongazione Ovest quando lo precede nella levata (analogamente, si trova ad occidente del Sole).

A causa della relativa vicinanza dell’orbita di Venere alla nostra, le posizioni di quadratura (massime elongazioni) si verificano in momenti che cadono non lontano dalla congiunzione inferiore e ad una breve distanza tra di loro.

Il periodo sinodico di Venere (intervallo tra due successive congiunzioni inferiori) è di circa 584 giorni. Per il motivo sopra accennato, se mediamente intercorrono solo 144 giorni tra la massima elongazione serale e quella mattutina, devono passare ben 440 giorni prima che il pianeta ritorni a splendere alto nel cielo serale.

Venere è “nuova” quando si trova in congiunzione inferiore. In queste circostanze è tanto vicina al Sole da risultare completamente immersa nel suo bagliore. L’inosservabilità è comunque ridotta, nel peggiore dei casi, a pochi giorni. Già quando il pianeta si trova a 5 o 6 gradi dal Sole (si noti che non di rado, la stessa congiunzione avviene a distanze maggiori) si può tentare di osservarlo al telescopio, prendendo tutte le possibili precauzioni affinché il Sole non entri accidentalmente nel campo del visivo. In questa configurazione le osservazioni sono molto interessanti e spettacolari poiché è possibile osservare (quando l’elongazione e` minore di 8 gradi) il fenomeno dell’arco luminoso, che trae origine dalla rifrazione della luce solare lungo il lembo non illuminato del pianeta. Nei giorni successivi il pianeta appare come una sottile falce di grandi dimensioni (dell’ordine dei 60 secondi d’arco). Man mano che la fase aumenta il diametro apparente si riduce poiché il pianeta si allontana. Nei giorni intorno alla massima elongazione (Ovest o Est) lo splendore di Venere raggiunge la massima intensità poiché il bilancio tra percentuale di disco illuminata e distanza dalla Terra (ancora non molto grande) è più favorevole.

Nei periodi di elongazione Est (serale) Venere appare come stella della sera, giorno dopo giorno la sua fase diminuisce, la sua falce si assottiglia fino a che non diviene “nuova”. Viceversa, quando nelle elongazioni Ovest precede la levata del Sole e ci appare come stella del mattino, la fase tende ad aumentare finché alla congiunzione superiore il disco del pianeta appare completo, seppur molto ridotto.

Le condizioni di osservabilità subiscono variazioni stagionali legate all’inclinazione dell’eclittica sull’orizzonte (dalla quale il piano dell’orbita di Venere si discosta, come abbiamo visto, ma non in maniera determinante dal punto di vista che stiamo considerando). Per un osservatore che si trova nell’emisfero Nord, l’angolo tra eclittica ed orizzonte è più grande nelle sere di primavera e minore nelle sere autunnali, mentre il contrario si verifica al mattino. Questo significa che le elongazioni più favorevoli in cui potremo osservare il pianeta molto alto sull’orizzonte, sono quella serale primaverile e quella mattutina autunnale. La rima “in primavera, di sera” può aiutare a ricordare quali sono le condizioni più favorevoli per l’osservazione di Venere, peraltro valide anche per Mercurio e la Luna.