Mappe di Mercurio di Mario Frassati

Per realizzare la mappa presentata in queste pagine sono stati utilizzati 177 disegni relativi ad altrettante osservazioni effettuate da M. Frassati (ex Coordinatore del Programma Mercurio) durante il periodo gennaio 1997- gennaio 2006. Le mappe restano ancora un punto di riferimento valido per l’osservazione del difficile pianeta.
Tra questi disegni sono state selezionate quelle con i dettagli ritenuti più attendibili, riducendo il numero di disegni ad un totale di 144.

 

 

Tutte le misurazioni di posizione dei dettagli osservati effettuate sui disegni sono state eseguite manualmente utilizzando fogli trasparenti su cui erano stampate le griglie della Sezione Pianeti UAI, dischi di 5 cm. di diametro sui quali sono tracciate longitudini e latitudini a differenti inclinazioni rispetto all’asse polare.
Per completare la mappa sono state necessarie centinaia di misurazioni di posizione cercando la massima precisione possibile, ma ovviamente, tenendo conto delle modeste dimensioni apparenti medie del pianeta e del fatto che si trattava di osservazioni unicamente visuali, si può avere un ordine d’incertezza della posizione dei dettagli di diversi gradi.

Una versione della mappa disegnata in precedenza [2] riporta la nomenclatura ufficiale adottata dalla I.A.U [1]. Tre aree chiare prive di nome sono contrassegnate con le lettere latine “a”,”b” e “c” [2][3].

 

 

Il telescopio utilizzato per le osservazioni è stato uno Schmidt-Cassegrain da 203 mm. di diametro, f/10, principalmente senza prisma deviatore. Gli ingrandimenti variavano generalmente da un minimo di 250X ad un massimo di 400X. Per migliorare la visione dei dettagli sono stati quasi sempre usati filtri colorati, W8, W15 (gialli), W21 (arancio),W23A (rosso), e occasionalmente il W80A (blu).
I fitri W21 e W23A sono stati utili per scovare il pianeta nel chiarore del fondo del cielo durante le osservazioni diurne.

Bibliografia

[1] Dollfus A., Trans. I.A.U. Vol.16B (Dordrecht; Reidel, 1977)
[2] Frassati, M., Braga, R., Baum, R., J. Brit. Astron. Assoc. 112,125-129 (2002), v. Biblioteca
[3] Frassati,M., Astronomia UAI, 1, 22-29 (2005)