L’apparizione 2007-2008 non è molto dissimile da quella del 1992-93. Nell’occasione furono raccolte quasi 500 osservazioni visuali e varie immagini riprese dal San Gersolè Planetary Group. Questi disegni di M. Dal Santo (4/2/1993, filtro W23 rosso a sinistra, W47 blu a destra) mostrano un esempio della ricchezza dei fenomeni atmosferici registrati.

 

Nel 2007 Marte sarà in opposizione il 24 dicembre 2007, con un diametro apparente di 15.8 secondi d’arco. Poco prima, il 19, esso sarà passato alla minima distanza dalla Terra (0.5894668 unità astronomiche ). Il ciclo delle opposizioni si trova in una fase di transizione, tra le apparizioni perieliche dell’inizio del millennio e quelle afeliche dei prossimi anni. Le dimensioni apparenti di Marte sono quindi contenute, ma non ancora minime.

Il pianeta alto in cielo!

L’apparizione del pianeta è caratterizzata da una declinazione elevata (10° in più rispetto al 2005!) che si traduce in un’ottima osservabilità: Marte sarà ben alto in cielo lungo tutto il periodo di osservabilità. Ciò permetterà di compensare il ridotto diametro apparente: Marte, infatti, presenterà un diametro al di sopra dei 12 secondi d’arco solamente tra la fine di Novembre e l’inizio di Febbraio. Per eseguire osservazioni utili, quindi, non ci si dovrà concentrare solo intorno al periodo dell’opposizione, una “finestra” troppo esigua per essere interessante! Al contrario, sarà opportuno proseguire con le osservazioni almeno fino a quando il disco apparente sarà sceso a 8 secondi d’arco (15 marzo 2008) o meglio, 6 secondi d’arco (fine aprile). Chi ci riuscirà sarà premiato dai segni interessanti che accompagnano la dissipazione delle nebbie polari nell’emisfero Nord.

Orientazione del disco e regioni polari: un inizio d’anno importante

Calendario meteo-astronomico di Marte. Cliccare sull’immagine per accedere al formato a piena risoluzione. Da notare, in alto, la data dell’opposizione 2007.

 

Per la prima volta dopo vari anni, il pianeta non si presenterà col polo Sud rivolto verso la Terra. La visione sarà, in media, equatoriale, per poi diventare leggermente più favorevole per l’emisfero settentrionale in marzo-aprile 2008. Questa tendenza sarà ulteriormente accentuata nelle prossime apparizioni. Gli osservatori, quindi, potranno iniziare a prendere confidenza con i fenomeni associati alla calotta polare nord (NPC), visto che quella meridionale (SPC) non solo si presenterà in geometria sfavorevole, ma ormai ridotta alle minime dimensioni presso l’opposizione.

Sempre intorno all’opposizione, la NPC sarà ricoperta dalle nebbie polari (NPH). Esse nascondono all’osservazione la ri-formazione dello strato di ghiaccio superficiale, che resta quindi uno dei fenomeni meno chiari del ciclo stagionale marziano. Alcune immagini riprese in passato sembrano mostrare una NPH talvolta semi-trasparente, che lascia intravedere delle macchie in superficie. La deposizione dei ghiacci della NPC potrebbe essere tardiva, e legata al momento in cui la NPH termina la sua permanenza e scompare. Questa fase avverrà tra l’opposizione e il mese successivo(Ls~10°-15°) e sarà quindi osservabile nelle migliori condizioni, probabilmente con un livello di dettaglio ottimale che si riprodurrà solo in parte nell’apparizione successiva (questa favorirà fasi più avanzate, con un diametro apparente inferiore).

A quel punto, il ghiaccio bianco brillante dovrebbe apparire, prima a chiazze, e poi completamente esposto. Ma non è tutto: nella seconda parte dell’apparizione, fino ad aprile, Marte si spinge verso l’afelio. Irregolari presenze di nebbie polari (brandelli residui di NPH, veli leggeri) potranno presentarsi ancora e forse insegnarci qualcosa sulla deposizione della calotta. E’ la fase del “gelo afelico” che si sovrappone (a volte interrompendola) all’inizio della recessione della NPC.

Chi riprenderà immagini del pianeta dovrà quindi fare la massima attenzione al polo, per evitare di saturare l’immagine nelle aree più brillanti e cercare di “tirar fuori” le possibili, deboli sfumature, in tutte le lunghezze d’onda dall’IR al blu. Immagini UV, ineguagliabili nel rivelare le nebbie, sono anche benvenute!

Nubi

Passata l’epoca più interessata dalle tempeste (l’estate meridionale), le nubi di polvere dovrebbero avere la tendenza ad essere più localizzate (ad esempio nei grandi bacini come Hellas).

La disponibilità di vapori in atmosfera e le basse temperature dovrebbero invece favorire le nubi orografiche, che si formano sui principali rilievi. La lunga osservabilità del pianeta nelle notti intorno all’opposizione dovrebbe favorire la ripresa di immagini su diverse ore consecutive di osservazione, permettendo così di rivelare l’evoluzione diurna delle nubi, col cambiare della loro esposizione al sole durante l’avanzare del giorno marziano.

Le nebbie al bordo del disco saranno anche protagoniste, soprattutto verso la fine dell’apparizione.

In sostanza: osservare, anche visualmente

L’apparizione è particolarmente favorevole a causa dell’elevata declinazione del pianeta, e si presta a lunghe sessioni di osservazione. La fase della dissipazione della NPH potrà essere studiata con mezzi moderni e in grande dettaglio, ma i fenomeni interessanti si estenderanno fin verso la fine del periodo di osservabilità.

Come sempre, l’osservazione visuale sarà un utilissimo complemento alle altre tecniche, e permetterà in certi casi di discriminare tra delicate sfumature nelle nebbie e nelle nubi presenti sul disco. Inoltre, solo la visione all’occhio dei contrasti “naturali” del pianeta è talvolta capace di dare l’idea della trasparenza generale (o dell’opacità) della sua atmosfera. Non si facciano solo immagini, quindi, ma possibilmente anche schizzi del pianeta, talvolta essenziali.