Marco Vedovato, già Coordinatore di Sezione e co-Responsabile del Programma Giove, ha comunicato queste succinte ma importanti indicazioni, utili a tutti gli imager che desiderino preservare il più possibile il valore scientifico dei propri lavori.

 

 


Comincio con l’argomento in oggetto, senza entrare nello specifico della tecnica di elaborazione; in generale è bene tenere la mano leggera. I dettagli, se ci sono, emergono se il seeing è buono. I “raw” sono utili in caso di immagini davvero molto buone ma a mio parere non ne servono molti. Una buona RGB è gia molto; con Winjupos poi si possono filtrare direttamente i singoli canali monocromatici senza necessità di inseririrli nell’immagine sotto la RGB. Fondamentale è non colorizzare ciò che coi colori non c’entra: immagini, ad esempio, nell’IR vicino (>695 nm) devono rimanere monocromatici. Per cui evitare pasticci tipo IR-RGB o R-RGB buoni solo per rendere più estetica l’immagine ma con una confusione tra i canali ben poco scientifica. Sta poi all’onestà intellettuale dei singoli operare in modo “pulito”. Un misuratore quasi sempre è in grado di accorgersi se l’immagine è in qualche modo barata e la cestiniamo.

Tassativo inoltre, quanto una corretta elaborazione, è la temporizzazione: tempo medio di ripresa (non l’inizio o la fine del filmato/sequenza). Occhio quindi con le derotazioni.

Inoltre per Venere, Marte (e pure Mercurio, Urano, Nettuno) vi è il problema della corretta orientazione del pianeta. Su Giove e Saturno è facile capire, non sugli altri. E qui vedo cose mostruose. DEVE essere chiaro in ogni immagine chi c’è in alto: Polo Nord celeste e quello del pianeta (sfasati dell’angolo P di posizione)?? Per cui è stata fatto un video a motori spenti per determinare la direzione E-W o quantomeno ci si è assicurati PRIMA delle riprese che i bordi del sensore siano paralleli alle direzioni N-S ed E-W? Se nella foto metto N e P (preceeding)  è chiaro che in alto c’è (o ci dovrebbe essere…) il Nord del pianeta. Se metto N e W nella foto mi aspetto che in alto ci sia il Nod celeste. Evitare come la peste l’elaborarazione separata delle lune di Giove per incollarle sulla foto in posizione “verosimile” ma sfortunatamente sempre errata solo per strappare un applauso.

Questo è tutto ciò che interessa dal lato misuratori. Eventuali dettagli dubbi emergono, se ci sono, dall’analisi di molte immagini, mai da una sola, che determineranno una chiara traccia nei grafici.

 

Marco Vedovato

Settembre 2020