Il primo viaggio di Colombo

16 Marzo 2020 / Commenti disabilitati su Il primo viaggio di Colombo

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Questo articolo fa parte del materiale de “Il cielo dei navigatori

Il diario di bordo originale del primo viaggio non ci è pervenuto, comunque ne abbiamo un ottimo estratto scritto nel 1530 da Bartolomeo de Las Casas. Partito dal porto di Palos (vicino Huelva) in Spagna, Colombo si dirige alle Isole Canarie, l’ultimo possedimento spagnolo verso ovest. dove si trattiene per quattro settimane a causa di una calma di venti e per la necessità di eseguire riparazioni. Colombo lascia l’isola di Gomera il 6 settembre 1492, ma la bonaccia dopo la partenza lo lascia in vista dell’ isola di Hierro, la più occidentale delle Canarie, fino all’8 settembre. Nel viaggio verso ovest, Colombo registra due serie di distanze nel suo diario, secondo La Casas questo fu fatto per nascondere ai marinai l’esatta distanza percorsa. Probabilmente le due registrazioni sono dovute al fatto che Colombo registrava le distanze percorse in leghe italiane (2.67 miglia nautiche) e in leghe portoghesi (3.19 miglia nautiche). Tra le due unità di misura esiste un rapporto di 1.2 ed è significativo che le due serie di registrazioni stiano proprio in questo rapporto. Comunque, nella storiografia colombiana, esiste il problema di capire quale fosse realmente la lunghezza della lega utilizzata.

La rotta seguita da Colombo nel primo viaggio

La rotta seguita da Colombo nel primo viaggio

Colombo arriva al tuttora incerto primo approdo nelle Bahamas il 12 ottobre, quindi procede verso Cuba (28 ottobre) e Hispagnola (1 Dicembre). L’ammiraglia Santa Maria si incaglia su di una scogliera la vigilia di Natale e affonda il giorno dopo. Colombo ritorna in Spagna con la Nina, lasciando la baia di Samana (nell’attuale Repubblica Domenicana) il 16 gennaio 1493 e avvista l’isola di Santa Maria, nelle Azzorre, il 15 febbraio. Dopo un incontro con il governatore locale, arriva a Lisbona il 4 marzo e finalmente ritorna a Palos il 15 Marzo.

La teoria dell’Isola Watlings

Per gran parte del XIX e XX secolo si è pensato che il primo sbarco di Colombo fosse avvenuto nell’isola di Watlings. Nel 1926 la storica Ruth Wolper convinse anche il parlamento delle Bahamas a ribattezzare ufficialmente l’isola di Watlings in San Salvador, nome con cui è indicata in molte carte odierne. Tuttavia ci sono numerosi luoghi in cui Colombo potrebbe essere approdato per la prima volta e diversi sono gli itinerari proposti per gli spostamenti successivi. Infatti, anche la più accettata localizzazione dell’isola di primo approdo non corrisponde perfettamente con le descrizioni di Colombo:

  • Nessuna rotta transatlantica è compatibile con la linea lossodromica WSW fra Hierro e Dominica, che Colombo segue nel secondo viaggio; per mantenere la compatibilità il punto di approdo deve essere spostato verso Sud.
  • Colombo riporta che vi era una scogliera che circondava completamente l’isola. La scogliera non circonda completamente Watlings e Colombo doveva esserne a conoscenza
  • Colombo menziona un’entrata attraverso la scogliera “molto stretta”. A Watlings l’interruzione della scogliera è larga 1400 metri
  • Colombo riferisce di vedere molte isole a distanze diverse dopo aver lasciato la prima isola, alcune più vicine di 5 leghe. Da Watlings è visibile solo Rum Cay, ed è più lontana di 5 leghe.
  • La seconda isola aveva una costa N-S di 5 leghe. La costa N-S di Rum Cay è meno di 2 leghe.
  • Colombo dice che la costa N-S della seconda isola è di fronte alla prima isola. La costa N-S di Rum Cay non si affaccia su Watlings.
  • Colombo riporta che la seconda isola ha una costa E-W di più di 10 leghe. La costa di Rum Cay è meno di 4 leghe.
  • Colombo riporta che per andare dalla seconda isola alla terza, naviga verso W. La direzione da tenere per andare da Rum Cay a Long Island è WSW
  • Colombo riporta che la distanza fra la seconda e la terza isola è di 8 o 9 leghe. La distanza fra Rum Cay e Long Island è di 6 leghe.

Gli storici hanno cercato di risolvere tutte queste incertezze spostando il punto di primo approdo lungo tutte le isole dei Caraibi, senza trovare un’isola che soddisfi a tutte le indicazioni. Per questo, nonostante i problemi che abbiamo accennato, l’isola di Watlings rimane tuttora la candidata preferita ad essere il primo approdo di Colombo nel Nuovo Mondo.

Quanto erano lunghe le leghe usate da Colombo?

Sul mare Colombo misurava le distanze in leghe, ognuna delle quali era lunga 4 miglia, ma nel quindicesimo secolo erano in uso diverse unità di misura sotto lo stesso nome di lega e di miglio. Questo fa nascere ambiguità su quanto dovessero essere lunghi la lega e il miglio usati da Colombo. Samuel E. Morrison assume che Colombo usi il miglio romano di 1481 metri, questo porta la lega ad essere lunga 3,2 miglia marine, che è la lunghezza accettata per la Lega Marittima Portoghese (LMP), di uso comune fra i marinai portoghesi e spagnoli. Tuttavia l’interpretazione delle misure fornite da Colombo in termini di LMP presenta numerosi problemi. Per esempio, se cerchiamo di controllare le distanze riportate da Colombo fra punti identificabili quando segue la costa nord di Cuba, si trova che tutte le distanze reali sono minori di quelle indicate. Inoltre, se accettiamo il primo approdo all’isola di Watlings, ci sono molte lunghezze di linee costiere delle varie isole che risultano enormemente sovrastimate. Per risolvere questi problemi Morrison suggerisce che Colombo, per misurare le linee costiere, usi leghe di minore lunghezza (1,5 miglia nautiche), ma non esistono né indicazioni, né ragioni a favore di questa ipotesi. Inoltre, se si cerca di tracciare i viaggi transatlantici di Colombo, usando le LMP è impossibile far tornare le distanze, se non si fa uso di strani e ingiustificati fattori di riduzione delle medesime. Altri ricercatori fanno notare che Colombo era genovese e in Italia, nel quindicesimo secolo, si usava comunemente un miglio più corto, il Miglio Italiano o Geometrico di 1237 metri. Se Colombo usa il miglio italiano la sua lega, o Lega Geometrica (LG), sarebbe stata di 2,67 miglia marine. Se si usa questa lunghezza per la lega, gran parte delle difficoltà si risolvono automaticamente. Per questo motivo l’uso della LG da parte di Colombo ha largamente acquisito attendibilità fra gli storici.

Colombo e la longitudine

Colombo fece due tentativi, durante la sua vita, di misurare la longitudine a cui si trovava. Entrambi i risultati furono del tutto deludenti. L’unico modo per determinare la longitudine nel quindicesimo secolo era il metodo basato sulla determinazione dei tempi locali delle varie fasi di eclissi lunari. Questo metodo era noto dai tempi antichi, ma a causa della rarità delle eclissi, di uso molto limitato.

Ai tempi di Colombo, osservatori accorti potevano ottenere l’ora locale con una precisione di pochi minuti. Questo poteva essere fatto abbastanza facilmente con l’uso di uno strumento, chiamato notturnale, con cui era possibile determinare la mezzanotte locale, od altro momento della notte, dalla posizione delle stelle circumpolari.

Usando queste informazioni e una clessidra a sabbia, Colombo doveva essere in grado di determinare correttamente l’ora locale delle varie fasi di un’eclisse lunare, con la precisione di circa dieci minuti. Ma entrambe le determinazioni di longitudine, eseguite da Colombo con il metodo delle eclissi, risultarono errate di una quantità di gran lunga superiore a questa precisione. La misura eseguita nel 1494 dette come risultato una longitudine di 5 ore e 23 minuti ad Ovest di Cadice, mentre sarebbe dovuta essere di 4 ore e 10 minuti, con un errore di 1 ora e 13 minuti. L’errore nella misura del 1504 è ancora maggiore: in Giamaica determinò una longitudine di 7 ore e 20 minuti ad Ovest di Cadice, mentre l’esatto valore sarebbe dovuto essere 4 ore e 45 minuti, con un errore di oltre 2 ore e mezzo!

Il modo migliore per spiegare questi errori è di assumere che Colombo in realtà non usasse per niente le eclissi lunari. Noi sappiamo che Colombo credeva che un grado sulla superficie terrestre corrispondesse a 56 miglia e 2/3. Usando questo valore è possibile convertire la lunghezza del viaggio transatlantico misurata da Colombo (1142.25 leghe) in una misura di longitudine. Quando si fa questa conversione si trova una differenza di longitudine proprio di 5 ore e 23 minuti, l’esatto valore riportato come misurato con il metodo dell’eclissi, nel secondo viaggio.

La misura del 1504 può essere spiegata in una maniera simile. Nel suo quarto viaggio Colombo riporta che la distanza fra Porto Rico e una località sulla costa occidentale di Cuba era di 400 leghe. Questa è la massima distanza Est-Ovest che Colombo registra nella sua vita. Se aggiungiamo queste 400 leghe alla lunghezza del primo viaggio (la maggiore distanza transatlantica mai misurata da Colombo) otteniamo 1542.25 leghe. Convertendo questa distanza in longitudine, usando il valore del grado di longitudine secondo Colombo, si ottiene appunto 7 ore e 15 minuti, esattamente quanto riportato nel giornale di bordo.

Secondo questa ipotesi, Colombo usa le sue distanze, ottenute con metodi tradizionali, e dichiara che sono state determinate con metodi astronomici. Tutto ciò, probabilmente, per dare un’immagine di rispettabilità scientifica alle sue misure.