I satelliti di Giove

17 Marzo 2020 / Commenti disabilitati su I satelliti di Giove

Pillole di storia Storia e Mitologia

Questo articolo fa parte del materiale de “Il cielo dei navigatori

Nel 1609 Galileo viene a sapere dall’amico Jacopo Badovere che, a Parigi, era stato costruito uno strumento che consentiva di vedere più vicini gli oggetti lontani. Galileo ha a disposizione una piccola officina in cui costruisce strumenti matematici e si mette subito all’opera per realizzare questo nuovo strumento. Operando, probabilmente, per tentativi successivi, riesce a costruire un canocchiale che ingrandisce di ben trenta volte, piccola cosa rispetto alle prestazioni dei telescopi moderni, ma risultato mirabile per quei tempi.

I telescopi di Galileo conservati al Museo di Storia della Scienza di Firenze

I telescopi di Galileo conservati al Museo di Storia della Scienza di Firenze

Dopo aver consegnato dodici canocchiali alla serenissima Repubblica di Venezia per scopi militari, Galileo si apprestò ad osservare il cielo. Nell’opuscolo intitolato “Sidereus Nuncius”, Galileo rende note le nuove osservazioni. Tra queste c’è la scoperta che Giove ha quattro satelliti. Scrive Galileo: ...Il giorno 7 Gennaio del corrente anno 1610, alla prima ora della notte seguente, mentre guardavo gli astri celesti con il cannocchiale, mi si presentò Giove; e poiché mi ero preparato uno strumento proprio eccellente, m’accorsi … che gli stavano accanto tre stelline piccole invero, ma pur lucentissime … essendo io ritornato, non so da quale fato condotto, alla medesima indagine il giorno 8, trovai una disposizione molto diversa….

Ricostruzione delle posizioni dei satelliti di Giove per i giorni 7 ed 8 Gennaio 1610.
Brogliaccio di Galileo conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. Nelle prime righe Galileo riporta le posizioni dei satelliti di Giove osservate il giorno 7 ed 8 Gennaio 1610.

Se confrontiamo i disegni di Galileo con le ricostruzioni, si può notare che il giorno 7 Galileo aveva considerato come un unico corpo due satelliti molto vicini ed il giorno 8 non si era accorto di un satellite molto lontano, a sinistra (Est). Tutto ciò è ampiamente giustificato dalla bassa qualità dello strumento utilizzato.

La fortunata coincidenza che ha favorito la scoperta galileiana è che i periodi dei satelliti sono brevi. Ad esempio “Io”, quello più interno, ruota attorno a Giove in poco meno di due giorni e quindi è facile osservarne gli spostamenti su tempi relativamente brevi (anche poche ore). La nostra Luna, per confronto, ha un periodo maggiore (29 giorni circa) di quello del satellite più esterno (e quindi più lento). Se ci fosse stata solo una luna, paragonabile a quella terrestre, il fenomeno non sarebbe stato cosi evidente e la scoperta sarebbe stata, probabilmente, ritardata di qualche anno.

Altre informazioni su Galileo in rete:

Le sale Galileiane del Museo di Storia della Scienza di Firenze