Quando la NASA premia lo sguardo: un cielo di aloni tra Luna e Sole

Di Marcella Giulia Pace ed Antonella Cicala

Non è raro che la NASA scelga immagini italiane per la sua vetrina quotidiana, la celebre Astronomy Picture of the Day (APOD).
Tra le fotografie selezionate compaiono immagini di deep sky, riprese planetarie, astrofotografia paesaggistica e, non di rado, fotografie dedicate ai fenomeni ottici atmosferici.
Molti degli autori sono fotografi esperti, professionisti o nomi già noti al circuito APOD. Ma non mancano casi in cui il riconoscimento premia qualcosa di diverso: lo spirito di osservazione, la capacità di accorgersi di ciò che accade sopra le nostre teste, anche senza strumenti sofisticati.
La storia di Antonella Cicala appartiene a quest’ultima categoria.
La notte tra il 30 e il 31 dicembre, mentre l’attenzione collettiva è spesso catturata da rumori, luci artificiali e fuochi d’artificio, Antonella, amante della natura e osservatrice attenta, ha rivolto lo sguardo verso un cielo insolitamente silenzioso.
Una notte particolare, dominata da una Luna quasi piena, in cui l’atmosfera ha iniziato a raccontare una storia complessa e affascinante.
Quello che Antonella ha fotografato con il semplice utilizzo di uno smartphone non è un dettaglio trascurabile: questi fenomeni, per quanto rari, non richiedono strumentazione specialistica, ma attenzione e la disponibilità ad alzare lo sguardo.
Quella notte, il cielo del Nord-Est alpino e precisamente il cielo Chamonix,  si è trasformato in un palcoscenico inatteso, dando vita a una sequenza di rari fenomeni ottici atmosferici.
Prima la luce della Luna, poi quella del Sole: una vera e propria staffetta luminosa, in cui l’interazione della luce con cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera ha permesso al cielo di raccontare la stessa storia con due voci diverse.
I fenomeni osservati hanno origine nella presenza di cristalli di ghiaccio esagonali, probabilmente associati a nubi alte di tipo cirriforme o a cristalli liberi in aria fredda e stabile.
Il meccanismo fisico non cambia: a cambiare è la sorgente luminosa.
Il più sorprendente fenomeno formatosi è l’arco circumorizzontale lunare, sorprendente perché la sua formazione, in questo periodo dell’anno alle nostre latitudini non si può formare se generato dal Sole perché esso non supera i 58° di altezza sull’orizzonte, altezza minima richiesta per la sua formazione.
Eppure, l’arco è comparso grazie alla Luna .
In quei giorni la Luna ha raggiunto in cielo un’altezza superiore a quella del Sole, superando la soglia geometrica necessaria alla formazione dell’arco circumorizzontale.
Tuttavia, l’altezza angolare da sola non è una condizione sufficiente. È infatti indispensabile anche una elevata luminosità lunare, tipica delle fasi prossime al plenilunio e accentuata dalla vicinanza al perigeo, come nel caso della Luna di fine anno.
A questo si è aggiunto un ulteriore fattore astronomico rilevante: la Terra si trovava in prossimità del perielio, condizione che aumenta l’illuminazione complessiva del sistema Terra–Luna.
La concomitanza di Luna prossima alla piena fase, al perigeo, e Terra vicina al perielio ha reso questo plenilunio eccezionalmente luminoso, caratterizzandolo come una rarità osservativa e segnando una delle peculiarità del primo plenilunio del 2026. È dunque la combinazione di meccanica celeste, geometria e microfisica atmosferica ad aver creato le condizioni ideali per una manifestazione netta e ben definita dell’arco circumorizzontale lunare.


Accanto all’arco circumorizzontale lunare erano presenti:

  • Alone lunare (22°)
  • Alone circoscritto, arco che si sovrappone all’alone classico, indicativo di orientamenti preferenziali dei cristalli.
  • Cerchio paraselenico, formazione rara che si presenta come una fascia luminosa generata dalla riflessione della luce su facce verticali dei cristalli, equivalente solare del cerchio parelico.


Con il sorgere del Sole, l’atmosfera non ha interrotto il suo racconto.
Gli stessi cristalli, o cristalli molto simili, hanno continuato a interagire con la luce solare, dando origine a:

  • Alone solare (22°)
  • Cerchio parelico
  • Cani solari (paraeli)
  • Arco circumzenitale, uno dei fenomeni più puri dal punto di vista ottico, spesso definito “il sorriso del cielo”

Abbiamo rivolto alcune domande ad Antonella Cicala, autrice delle immagini selezionate come Astronomy Picture of the Day del 9 gennaio 2026.


Conoscevi già i fenomeni ottici atmosferici che compaiono in queste immagini o è stata una scoperta sul momento?
Sì, conoscevo questi fenomeni.

Ti era mai capitato prima di osservare qualcosa di simile?
Sì, mi è capitato di osservare fenomeni di questo tipo, ma prevalentemente di giorno, come gli aloni intorno al Sole.

Quando hai alzato lo sguardo e li hai visti, hai subito capito che stava accadendo qualcosa di raro?
Onestamente non sapevo che fosse qualcosa di raro, ma sicuramente di strano sì. Rimasi quasi affascinata da ciò che vedevo e non ho potuto fare a meno di fotografarlo con il mio cellulare. Ammetto che mi sono quasi “mangiata le mani” per non avere con me la macchina fotografica.
Ho inviato le immagini a Marcella Giulia Pace, che seguo da tempo, ed è grazie a lei che ho capito di aver assistito a qualcosa di raro e straordinario.

Sei rimasta a osservarli e fotografarli fino a quando sono svaniti?
Sono rimasta a fotografare il fenomeno finché ho potuto, soprattutto di notte: fuori faceva molto freddo, l’aria era gelida.
Il fenomeno osservato di giorno è durato circa dieci minuti: ho scattato subito le foto e poi è scomparso.

Ti risulta che qualcun altro, oltre a te, si sia accorto di ciò che stava accadendo nel cielo?
Ero con amici e parenti, ai quali ho segnalato il fenomeno. Credo che alcuni di loro lo abbiano anche fotografato, ma per quanto riguarda altre persone non saprei.

Quando hai saputo che le immagini erano state selezionate come Astronomy Picture of the Day, quale è stata la tua reazione?
Una grande emozione, non riuscivo a crederci.

Ti aspettavi un riconoscimento di questo livello internazionale?
No, non me lo aspettavo affatto e ne sono davvero onorata. Per questo ringrazio sempre Marcella Giulia Pace, che mi ha suggerito di mettermi in contatto con l’Astronomy Picture of the Day.

Cosa ti piacerebbe che le persone capissero osservando queste immagini?
Osservare, appunto. La Natura ci regala meraviglie: basta guardarci intorno, sia nel piccolo che nel grande.
Osservare ciò che ci circonda ci rende più attenti; a volte ci sorprende, come è successo a me, a volte ci incanta. L’osservazione ci rende più consapevoli e più rispettosi sia del nostro pianeta sia dell’atmosfera.

Pensi che eventi come questo ci ricordino l’importanza di fermarci e guardare il cielo?
Assolutamente sì. Personalmente amo guardare il cielo: i cieli stellati, i colori di un tramonto o di un’alba, ma anche semplicemente le nuvole, le forme e i colori che assumono a seconda delle condizioni meteo.

Che consiglio daresti a chi ama la fotografia o semplicemente l’osservazione della natura?
Amo sia la fotografia sia la Natura. Sono biologa e non posso non amare entrambe.
Il consiglio è uno solo: osservare. Fermarsi un attimo a guardare ciò che abbiamo intorno, nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.
L’osservazione stimola anche il desiderio di capire, di studiare, di comprendere e di chiedere a chi ha più conoscenze, esattamente come è successo a me.

Ancora complimenti ad Antonella