Sabato 21 giugno 2008, presso l’Osservatorio Astronomico di Bologna, in via Ranzani 1, si è tenuto il Meeting 2008 delle Sezioni di Ricerca UAI. All’appuntamento hanno partecipato quasi tutti i Responsabili di Sezione arrivati da diverse parti d’Italia, molti collaboratori e diversi professionisti dell’ambiente astronomico e spaziale. Il Presidente dell’INAF, Tommaso Maccacaro, non ha potuto essere presente per impegni sopravvenuti ma ha inviato al Presidente UAI una lettera di benvenuto all’UAI di cui viene riportato un estratto:
«Il programma dei lavori che vi accingete a iniziare è estremamente ricco e riflette le molteplici attività in cui l’Unione Astrofili Italiani è coinvolta. Sono convinto che vi siano molte opportunità di collaborazione tra astrofili e astronomi, nei rispettivi ruoli, sia per quanto riguarda attività di ricerca che per attività di divulgazione e didattica dell’astronomia e spero che queste si possano intensificare con reciproca soddisfazione anche in occasione del 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia».
In rappresentanza dell’INAF è stato presente durante tutta la giornata il Prof. Flavio Fusi Pecci, Direttore dell’Osservatorio di Bologna, che ha dato un notevole contributo in più occasioni durante la schedula degli interventi. Sono intervenuti anche il Prof. Gino Tosti dell’Università di Perugia, del gruppo che nel progetto GLAST (Gamma ray Large Area Space Telescope) ha contribuito alla costruzione del telescopio e allo sviluppo dei programmi di analisi dei dati per l’esperimento, e l’Ing. Giorgio Perrotta, da anni figura importante dell’Ingengeria Aerospaziale Italiana ed oggi Direttore Tecnico del progetto AstroSat UAI.
Nonostante la giornata dalle temperature torride, il meeting ha registrato una settantina di partecipanti. Dopo un benvenuto del Prof. Fusi Pecci i lavori hanno preso il via seguendo il fittissimo programma di interventi che era stato predisposto. Giannantonio Milani, responsabile della SdR Comete ha presentato la prima relazione della mattinata, centrata sulle attività della sua Sezione e sul progetto CARA (Cometary Archive for Amateur Astronomers) dedicato in modo specifico all’osservazione delle comete mediante camere CCD, con particolare attenzione alla fotometria, per ottenere informazioni sulla componente polverosa della chioma e in generale. Si è discusso inoltre con Fusi Pecci sull’utilità per tale Sezione di poter usufruire di uno strumento come il telescopio dell’Osservatorio Astronomico di Loiano (Bo) da 60 cm per l’acquisizione di spettri cometari in particolari circostanze. Esistono tutt’oggi diverse difficoltà da superare per poter usufruire di una strumentazione così preziosa ed importante, prima tra tutte la questione “sicurezza”, che non consentirebbe ad un esterno di utilizzare la strumentazione senza l’ausilio di un tecnico di supporto. Si conviene che potrebbero esistere delle soluzioni al problema ma che è necessario approfondire l’argomento: per questo si è pensato di instituire a breve un gruppo UAI-INAF che discuta di questo e di altri aspetti utili ad una proficua collaborazione. Dopo la SdR Comete è stata la volta della SdR Pianeti Extrasolari, la cui relazione è stata presentata da Claudio Lopresti, consigliere UAI e collaboratore della Sezione, poiché il responsabile Mauro Barbieri non è potuto essere presente al meeting. Lopresti ha esposto gli eccezionali risultati delle curve fotometriche dei transiti di pianeti extrasolari osservati dalla Sezione UAI, risultati che fino a qualche anno fa sarebbero stati impensabili, ma che con le moderne tecnologie e la tenacia degli osservatori oggi sono possibili ed anzi costituiscono un importante contributo per lo studio professionale di questi oggetti. Anche la SdR Pianeti Extrasolari è interessata ad una possibile collaborazione con l’Osservatorio di Loiano. Ecco un commento da parte di Lopresti:
«L’incontro è stato sicuramente positivo e c’è stata l’impressione che da parte di tutti vi fosse una volontà di fare e collaborare, al di là delle dichiarazioni di intenti sembra giunto il momento in cui lavorare insieme, fra astronomi e astrofili, possa aver luogo. Un piccolo seme era stato gettato qualche anno fa con l’incontro ad Erba fra astronomi e astrofili, organizzato principalmente dal sottoscritto, da parte UAI, e dal compianto Achille Leani, da parte SAIt. Già allora sembrava esserci un qualcosa di nuovo, e ora forse le parole di Flavio Fusi Pecci che, a nome dell’INAF (ma anche della SAIt), entrando nel dettaglio operativo, dimostrano che c’è la volontà di andare avanti. La Sezione Pianeti Extrasolari ha espressamente chiesto ed ottenuto la disponibilità dell’osservatorio di Loiano e, più in generale, tutte le Sezioni sono state invitate ad una collaborazione più stretta attraverso una commissione composta da astronomi ed astrofili, in modo che sia possibile decidere non solo se fare alcune cose, ma come farle. Quindi ritengo che la fase più critica sia alle spalle ed ora si tratta solo di definire il modo di operare».
Poco dopo le ore 11.00 era la volta della SdR Sole, la cui relazione è stata presentata dal responsabile Luciano Piovan. Una carrellata di foto e di grafici ha permesso ai presenti di inquadrare il tipo di attività osservativa che viene portata avanti dalla Sezione. Alla fine un breve dibattito ha sottolineato l’esigenza per questa Sezione di attivare a breve una collaborazione con un tutor professionista al fine di ottenere dei suggerimenti su come far proseguire le attività di ricerca. Fusi Pecci ha inoltre ricordato l’esistenza di una vecchia antenna di 10 metri di diametro, di proprietà dell’Università di Bologna e situata vicino ai Radiotelescopi di Medicina (Bo), che molti anni fa veniva adibita allo studio radio del Sole e che oggi, se vi fossero le condizioni, potrebbe essere rimessa in sesto dalla SdR Radioastronomia ed utilizzata anche per lo studio solare. Un’altra possibile collaborazione suggerita da Fusi Pecci potrebbe essere con l’Osservatorio Astronomico di Trieste dell’INAF, dove opera il Trieste Solar Radio System.
Dopo un breve break, la seconda parte della mattinata è iniziata con l’intervento di Gianni Benintende, responsabile della neo-SdR Astrofotografia, nata durante l’ultimo congresso UAI e già ben strutturata e ricca di esperti collaboratori per ogni sua area. Benintende ha presentato gli obiettivi principali della sua Sezione sottolineando le diverse problematiche che un astroimager deve affrontare per ottenere delle ottime foto astronomiche. La discussione si è poi soffermata sull’utilità della condivisione dei dati grezzi da cui l’astrofilo ottiene splendidi risultati attraverso un lavoro di elaborazione dell’immagine: nell’ottica della condivisione degli sforzi, ed anche dei risultati, come è giusto che sia in una Associazione come l’UAI, è auspicabile che il materiale grezzo e processato prodotto dalle SdR sia messo a disposizione degli astrofili. Questo è in parte già realtà per alcune Sezioni, che da anni pubblicano questo materiale nei loro sottositi, tuttavia è fortemente auspicabile anche la creazione di un unico database astronomico UAI che contenga tutti i dati prodotti dalle Sezioni. Sicuramente la SdR Astrofotografia, come molte altre Sezioni, potrebbe svolgere un ruolo importante in questo ambito rendendo fruibili immagini grezze, elaborate, dati di acquisizione e quant’altro. Preme sottolineare poi che la SdR Astrofotografia fa parte di un sottogruppo di Sezione di ricerca “orizzontali”, ovvero di quelle Sezioni le cui attività possono andare a beneficio delle altre Sezioni UAI: Astrofotografia costituisce per le Sezioni UAI un’importante base di supporto tecnico-pratico, specie per quelle che correntemente fanno uso di tecniche di imaging e di fotometria CCD. Affinché si possa instaurare, e funzionare, un rapporto di questo genere fra le Sezioni è indispensabile che esista da ambo i lati una conoscenza reciproca e sono convinto che meetings, come quello delle SdR UAI, possano svolgere un ruolo chiave in questo senso.
L’intervento successivo è stato quello della SdR Asteroidi, presentato dal coordinatore Sergio Foglia. La Sezione Asteroidi è correntemente coinvolta in collaborazioni con diversi professionisti internazionali. Foglia ritiene che l’appuntamento con le SdR sia un momento importante ed appoggia l’ipotesi di renderlo periodico includendolo nelle manifestazioni del Congresso UAI, sottolineando come l’occasione del Congresso potrebbe diventare un’opportunità per un confronto informale fra SdR e Consiglio Direttivo UAI. Aggiungo una breve considerazione personale: credo che durante il Congresso UAI possa essere difficile trovare il tempo necessario per un discorso complesso che interessi tutte le varie SdR come può avvenire invece in un meeting annuale specifico. QQuest’anno, in tutta onestà, credo non sia stata sufficiente nemmeno un’intera giornata di lavori. Tuttavia l’idea di utilizzare l’occasione del Congresso UAI per fare una breve riunione tra i responsabili delle SdR e il Consiglio Direttivo è senz’altro da rivalutare nelle prossime edizioni. Foglia inoltre commenta positivamente il fatto di poter disporre per ogni SdR di un monte ore mensili al telescopio remoto UAI di Pedara: la SdR Asteroidi vorrebbe infatti intraprendere un programma osservativo sulla fotometria (VRI) degli asteroidi, magari utilizzando proprio il telescopio remoto UAI. Tra le richieste della SdR Asteroidi, Foglia sottolinea anche quella dell’utilizzo del telescopio remoto australiano. Inoltre, dato che anche la Sezione Comete ha questa esigenza, Foglia propone un piano di studio congiunto per far avere alle SdR dei rimborsi spese per l’utilizzo di questo strumento. Alla SdR Asteroidi è stata poi avanzata la richiesta di tradurre in lingua italiana almeno alcune delle pagine fondamentali del suo Sito Web che ad oggi è interamente in lingua inglese, visto che un gran numero di collaboratori della Sezione non è italiano. Dovendo però permettere anche agli astrofili italiani che non conoscono l’inglese di poter leggere almeno le pagine principali del Sito, è stata fatta la proposta di pubblicarle in entrambe le lingue.
La relazione successiva è stata quella di Enrico Stomeo, responsabile della SdR Meteore, Sezione storica, nata nel 1979-80 dalla precedente sezione generica Corpi Minori del Sistema Solare, che si occupa dell’osservazione visuale, fotografica e video di sciami di meteore e bolidi meteorici, e di ricerca e catalogazione di meteoriti. Ecco un sunto da parte di Stomeo:
“La SdR Meteore è sorta con lo scopo di cercare di raccogliere astrofili interessati all'argomento, di fornire una base di contatto, di promuovere osservazioni nei campi visuale fotografico e video, di indicare una base metodologica osservativa, di sostenere studi sull’argomento, di fornire informazioni, di dare indicazioni bibliografiche e di creare situazioni di approfondimenti. I settori di studio della Sezione sono numerosi e spaziano su differenti campi. Osservazioni visuali e video di sciami vengono fatte con la finalità di stabilire quale sia la densità spaziale dei meteoroidi incontrati dalla Terra e l'eventuale variazione di questa nel tempo, di analizzare la distribuzione della luminosità (intesa come massa) in rapporto al numero di meteore rilevate, di ottenere mediante osservazioni protratte nel tempo informazioni sulla distibuzione e sulla evoluzione degli sciami, di ricercare eventuali nuovi sciami meteoritici. Negli anni '80 la UAI Sezione Meteore ha avuto il maggior numero di osservatori visuali. Negli anni più recenti, il numero annuo dei collaboratori con osservazioni visuali o video-ccd si è stabilizzato su poche decine, sparse per lo più nel centro-nord Italia. Osservazioni fotografiche o video di meteore luminose o bolidi vengono fatte con la finalità di studiare le caratteristiche di meteore brillanti, di determinare la reale traiettoria atmosferica e calcolare, se possibile, gli elementi orbitali del meteoroide che le origina. I dati osservativi di bolidi (100-150 all'anno) vengono raccolti primariamente via ftp, email oppure via internet da testimoni occasionali. In questi ultimi anni la UAI Sezione Meteore ha iniziato a sviluppare una rete di osservatori nel campo video-ccd, in cui ciascuna postazione collabora con le altre più vicine (rete in parte già attiva nel nordest del nostro paese). Dalla nascita della Sezione, si sta portando avanti il progetto di creare un sempre più dettagliato archivio storico, tramite la raccolta di tutti i dati attendibili che hanno attinenza con le meteore e i bolidi apparsi sui cieli italiani o comunque osservati dal nostro paese, e di renderlo il più possibile accessibile via internet. L’individuazione e/o ricerca di possibili meteoriti e loro catalogazione è un progetto nato primariamente con la finalità di verificare l'eventuale caduta di meteoriti, nonchè di valutare ed eventualmente classificare nuovi pezzi meteoritici tramite laboratori specializzati. Da parecchi anni la Sezione Meteore fornisce anche un supporto informativo curando un sito internet specifico sulle meteore. Nelle varie pagine risultano primariamente inseriti: modulistica online per osservare, previsioni per programmare le osservazioni, notizie e immagini di attualità, archivi annuali dei dati osservativi, articoli completi online, scansioni di opere del passato. Dal luglio 2001 la Sezione ha aderito in toto alla mailing list "Meteore", un gruppo indipendente di discussione via email accessibile a tutti, che raccoglie ad oggi 235 aderenti, tra cui astronomi, geologi, giornalisti, oltre alla quasi totalità degli osservatori. I contatti esterni sono frequenti, soprattutto con l'International Meteor Organization (sez. visuale e sez. video), con l'European Network per quanto riguarda i bolidi brillanti e con altri gruppi similari. La Sezione auspica in generale una maggiore collaborazione da parte degli astrofili per quanto attiene l'invio di dati osservativi, e soprattutto un apporto nell'incrementare il proprio archivio storico italiano. Auspica anche che si possa stabilire un interfacciamento tra le proprie attività e quelle della UAI Sezione Radioastronomia, del tutto attualmente mancanti.”
Ultima relazione prima della pausa pranzo è stata quella di Giorgio Bianciardi, consigliere UAI e coordinatore editoriale della rivista Astronomia, che ha presentato il progetto del telescopio remoto UAI. Segue una sintesi di quanto ha detto Bianciardi:
«Il telescopio remoto UAI è un telescopio Schmidt-Cassegrain da 12” di specchio, f/6.3, campo 20’X30’ e risoluzione 1,5 secondi d’arco, comandabile in remoto da ogni parte del mondo.
Con un semplice collegamento Internet, anche a bassa velocità, qualunque utente ha la possibilità di collegarsi al telescopio, muoverlo, puntare l’ oggetto che ha scelto e dedicarsi all’osservazione e alla fotografia a lunga posa. E’ equipaggiato con filtri fotometrici Schuler BVRI
(gli stessi usati dall’ AAVSO). I responsabili delle SdR UAI hanno complessivamente a disposizione 40 ore/mese gratuite. Per chiedere le ore è necessario scrivere una mail a telescopioremoto@uai.it (in pacchetti di 10 o 20) entro il primo giorno del mese in cui le ore verranno utilizzate. Il progetto è in collaborazione con l’ Associazione Skylive (www.skylive.it), a cui si riferisce l’ utilizzo di 4 telescopi remoti (di cui il numero 4 è il tele-remoto UAI), 2 italiani, 2 australiani, con speciali sconti per i soci UAI. L'uso dei telescopi remoti australiani ci apre grandi possibilità a livello della didattica del cielo presso le scuole (come è noto durante l'orario scolastico in Italia, in Australia il cielo è notturno)».
Di ritorno dalla veloce pausa pranzo, i lavori del pomeriggio sono iniziati con la presentazione da parte del Presidente UAI Emilio Sassone Corsi dei nuovi responsabili individuati per le Sezioni Strumentazione e Cielo Profondo, mediante un metodo innovativo, una sorta di “avviso pubblico di ricerca”. Le due Sezioni, per motivi diversi, necessitavano di un nuovo responsabile e nell’arco di poche settimane siamo riusciti a trovare degli ottimi astrofili disposti a farsi carico del lavoro di coordinamento necessario. In particolare è stato individuato Carlo Martinelli (assente il giorno del meeting) per la SdR Strumentazione e Fabio Martinelli per la SdR Cielo Profondo. Fabio ha tenuto quindi la prima relazione del pomeriggio presentando la nuova SdR Cielo Profondo, nuova anche nella struttura interna e nelle sotto aree curate dai collaboratori: ricerca supernovae, ricerca novae, AGN, ammassi globulari, osservazione radio e osservazione visuale.
Dopo Martinelli è stata la volta del Prof. Gino Tosti, dell’Università di Perugia, che ci ha parlato del progetto GLAST nell’ottica della collaborazione UAI-GLAST, progetto che prevede il monitoraggio ottico di sorgenti AGN. L’osservatorio spaziale GLAST è una missione internazionale che fa parte del programma della NASA sullo studio della Struttura ed Evoluzione dell’Universo e del programma di ricerca di fisica fondamentale. Durante il primo anno di attività si prevede che GLAST riveli più di 1000 sorgenti extra-galattiche e centinaia di sorgenti galattiche. Particolare interesse riveste il programma di monitoraggio ottico dei blazar che verranno a trovarsi nel campo di vista di GLAST. Campagne di osservazioni correlate GLAST-ottico permetteranno di studiare i tempi scala caratteristici della variabilità alle diverse lunghezze d’onda. Si tratta di informazioni importantissime per l’interpretazione teorica dei meccanismi responsabili dell’emissione gamma di alta energia. Un contributo straordinario al monitoring dei blazar può venire dagli astrofili. Per questo motivo è stata avviata una collaborazione tra il team del progetto GLAST e l’UAI al fine di realizzare una campagna osservativa delle controparti ottiche mediante fotometria CCD. Chiunque volesse avvicinarsi all’osservazione dei blazar può fattivamente collaborare iscrivendosi al gruppo UAI-GLAST (richiesta da inoltrare a ricerca@uai.it) ed inviando le proprie osservazioni. Basta avere un telescopio, una camera CCD e dei filtri per fotometria (BVRI). Gli oggetti più studiati sono brillanti e osservabili anche con telescopi da 20 cm.
L’intervento successivo è stato a cura dell’Ing. Giorgio Perrotta, esperto di satelliti e missioni spaziali, supervisore del progetto Astrosat UAI. L’UAI ha iniziato, nel marzo 2007, uno studio di fattibilità per la definizione di un sistema satellitare amatoriale mirato all’ottenimento di importanti risultati scientifici sia nel campo dell’astronomia che della radioastronomia. Successivamente si è concordato di unire gli interessi di AMSAT-IT relativamente alla realizzazione di un satellite radioamatoriale per una missione mista amatoriale-scientifica centrata sugli obiettivi del tema dello Space Weather varando un progetto congiunto costituito da due microsatelliti e da un segmento terrestre con il nome: AstroSat-SkyWave. L’obiettivo primario riguarda l’orbitamento di un primo telescopio da circa 30 cm di diametro con lo scopo di effettuare misurazioni fotometriche di stelle per la scoperta di pianeti fuori dal sistema solare. La missione del secondo satellite, che potrà essere lanciato uno o due anni dopo il primo, include obiettivi sostanzialmente diversi ma parzialmente complementari. L’obiettivo primario è quello di effettuare misurazioni della radiazione E.M. di radiosorgenti nella banda da 1.4 a 24 GHz.
Dopo due interventi centrati su progetti spaziali che vedono il coinvolgimento delle Sezioni di Ricerca UAI, è seguita la relazione di Angelo Frosina, responsabile della SdR Stelle Variabili. Frosina ha presentato la Sezione, i metodi e le attività di ricerca portate avanti fino ad oggi con il contributo dei vari collaboratori. La Sezione Stelle Variabili è una delle due principalmente coinvolte nel progetto UAI-GLAST, non tanto per una affinità nel tema fisico di ricerca quanto nella tecnica osservativa, detta fotometria differenziale, che può essere agevolmente utilizzata sia per le stelle variabili che per gli AGN in ottico. Ecco un commento di Frosina:
«Il meeting, secondo me, è andato molto bene e lascia ben sperare per il futuro nei rapporti tra ricerca UAI e professionisti. Mi sembra abbastanza chiaro che soprattutto i recenti e notevoli risultati ottenuti da alcune Sezioni di ricerca (non ultimi quelli sulla ricerca di pianeti extrasolari, vedi Lopresti), abbiano suscitato un’attenzione particolare nei riguardi degli astronomi. Per quanto riguarda la mia Sezione spero vivamente che si possa fare qualcosa di buono sul programma GLAST, anche alla luce del nuovo spirito collaborativo (c’era anche prima, comunque) tra SSV e GRAV».
Dopo Frosina è stata la volta della SdR Radioastronomia, con una presentazione del sottoscritto in qualità di responsabile della Sezione. Dopo una breve e doverosa introduzione sulla radioastronomia si è cercato di focalizzare principalmente l’attenzione sul problema della divulgazione per una maggiore diffusione di questa disciplina, il tutto contornato da una corretta consapevolezza dei limiti di ciò che può essere osservato da un radiotelescopio amatoriale, sia in termini di risoluzione che in termini di sensibilità. Sono stati presentati dunque i due corsi di radioastronomia organizzati negli ultimi 2 anni in collaborazione con i radiotelescopi dell’INAF-IRA (Istituto di Radio Astronomia) di Medicina e Noto, ed i congressi e meeting che il gruppo organizza in collaborazione con IARA (Italian Amateur Radio Astronomy) dal 2002. In particolare, la SdR Radioastronomia insieme a IARA organizza un congresso nazionale annuale dal nome ICARA (Italian Congress of Amateur Radio Astronomy) che quest’anno si terrà a Milano presso il Planetario Hoepli ed il Museo di Storia Naturale dal 24 al 26 ottobre. È stata sottolineata ancora una volta l’opportunità di instaurare durature collaborazioni con alcune Sezioni, come la Sezione Meteore, la Cielo Profondo e la Sezione Sole, ed inoltre con la Sezione Strumentazione con la quale potranno essere portati avanti alcuni interessanti progetti di ricevitori ed antenne.
Di seguito è stata presentata da Francesca Sodi, consigliera UAI e collaboratrice della Sezione Astrocultura, una breve relazione sulla SdR Astrocultura (la responsabile Pasqua Gandolfi non è potuta intervenire). Sodi ha brevemente fatto il punto sulla situazione attuale della Sezione e sulle sue attività sottolineando il fatto che Astrocultura è una Sezione anomala ma estremamente importante per i neofiti dell’astronomia poiché raccoglie e lega tutto ciò che ha a che fare con l’astronomia al di là della pura ricerca scientifica, come l’arte, la musica, la letteratura e la storia. La Sezione è molto seguita dal pubblico astrofilo e non e ne è prova il fatto che il suo Sito Internet raccoglie moltissimi contatti giornalieri, molti di più dello standard delle altre SdR. Fra le varie attività preme sottolineare il concorso Una Stella sul Diploma cui concorrono i ragazzi dell’ultimo anno delle Scuole Superiori. Sodi passa poi a ricordare ai presenti che ormai l’anno mondiale dell’astronomia e le celebrazioni galileiane sono alle porte e che è necessario che tutte le Sezioni si adoperino per escogitare delle attività specifiche per queste occasioni: la SdR Astrocultura potrebbe fare da punto di riferimento per tutte queste attività. Fussi Pecci è quindi intervenuto per sottolineare a sua volta l’importante occasione data dall’anno mondiale dell’astronomia dando la disponibilità dell’INAF per l’organizzazione di alcune iniziative, specialmente in quei luoghi in cui non sia presente sul territorio un Istituto INAF che già provveda all’organizzazione di attività divulgative.
Dopo l’intervento di Francesca su Astrocultura è stata la volta della SdR Quadranti Solari con una interessante relazione di Enrico Del Favero, responsabile della Sezione. Ecco di seguito un commento di Enrico che è riuscito a riassumere ottimamente il suo contributo al meeting:
«L’incontro di Bologna ha costituito una ottima occasione per aumentare la reciproca conoscenza delle varie Sezioni UAI che spesso operano in campi specialistici molto lontani fra di loro anche se tutti sotto il grande "cappello" della astronomia amatoriale. Per quanto riguarda la Sezione Quadranti Solari, a quello che ho riportato nella presentazione della stessa in Power Point, posso aggiungere e confermare le possibili interrelazioni, già in atto e eventualmente da potenziare, con le Sezioni/commissioni UAI di "staff" di Astrocultura, Didattica e Divulgazione. Per quanto riguarda la collaborazione con i "professionisti", il mondo degli stessi, limitato nel caso specifico e a livello nazionale a poche unità non organizzate in strutture di tipo pubblico, opera già in sintonia con la comunità gnomonica italiana, comunità costituita per la quasi totalità da astrofili di cui anche essi si considerano parte non depositaria di particolari conoscenze e competenze di livello superiore. Essa trova un importantissimo momento di conoscenza e aggregazione sopra tutto nei periodici seminari che, su iniziativa della Sezione, vengono svolti ogni anno e mezzo da oltre 20 anni».
La relazione successiva è stata di Roberto Di Luca, collaboratore della SdR Occultazioni (il responsabile Claudio Costa non ha potuto essere presente). Anche la Sezione Occultazioni è una Sezione storica, nata nel 1977 per fornire ai collaboratori le previsioni dei fenomeni di occultazioni osservabili dal territorio italiano, l’assistenza tecnica sui metodi osservativi e sulle caratteristiche della strumentazione richiesta, per organizzare spedizioni osservative per i fenomeni radenti, raccogliere i dati e trasmetterli ai centri internazionali di raccolta. La Sezione Occultazioni seleziona ogni anno i fenomeni di occultazioni lunari radenti più promettenti e spesso organizza spedizioni osservative. L’enfasi oggi è principalmente sull’osservazione dei fenomeni radenti e sulle occultazioni asteroidali, tuttavia non è trascurata l’osservazione delle occultazioni lunari normali, utili per “allenare” l’astrofilo ad osservare in modo scientifico. L’impressione di Roberto Di Luca è complessivamente positiva per quanto riguarda quello che è fatto in ambito UAI, ma rimane però qualche perplessità sull’effettiva ricaduta delle ricerche UAI nel mondo dell’astronomia professionale che a suo parere dovrebbe essere gestita da un piccolo gruppo d’interfaccia INAF-UAI che indirizzi al meglio le richieste sui 2 fronti. Di Luca aggiunge:
«Una riunione di questo tipo può essere probabilmente più utile se la si indirizza a degli astrofili, dove possono trovare spunti di interesse verso questo o quell’argomento. Non e’ facile organizzare una cosa simile, anche in concomitanza dell’annuale congresso; si porta via tempo anche ad altre attività. Vedrei bene una sorta di obbligo per le Sezioni di ricerca, di presentare in occasione del congresso, un poster dove condensare in poche righe e alcune immagini la loro attività».
Aggiungo che anche a mio avviso l’idea dei poster è senz’altro da incoraggiare e sviluppare meglio: una sessione poster non toglierebbe contenuti alle sessioni orali, anzi probabilmente aumenterebbe la superficie di contatto tra le SdR e gli astrofili, potrebbe promuovere proposte, idee, piccoli lavori di supporto a progetti delle Sezioni e quant’altro stia bene in poche righe e alcune immagini.
Ultimo intervento della giornata, ma tutt’altro che ultimo in termini di importanza è stato quello di Albino Carbognani collaboratore della SdR Pianeti (Paolo Tanga, responsabile della Sezione non è potuto essere presente). La Sezione Pianeti, fondata del 1989 da Falorni, ha una lunga tradizione nell’UAI e tutt’oggi raggiunge ottimi risultati su più fronti e può vantare numerose collaborazioni con professionisti. Molti dei collaboratori della Sezione sono astronomi professionisti e questo ha dato una forte impronta scientifica ai metodi di ricerca e ai risultati raggiunti. Ad oggi al suo interno sono attivi diversi programmi osservativi, uno per ogni pianeta eccetto Urano e Nettuno che fanno parte dello stesso programma. La Sezione Pianeti ha un suo Sito Web, da poco rinnovato con la tecnologia Wiki, dove l’astrofilo può trovare una miriade di informazioni aggiornate quasi in tempo reale su ogni programma osservativo. L’osservazione dei pianeti è un’attività che può essere svolta ovunque, non soffre delle limitazioni dovute all’inquinamento luminoso e offre soddisfazioni anche tramite l’uso di strumenti modesti. Di seguito un commento di Albino sul meeting:
«La collaborazione fra amatori e professionisti è senz’altro utile e auspicabile. Da quanto ho visto la riunione di Bologna è stata un primo passo nella direzione giusta e spero che abbia un seguito concreto. Non tutte le Sezioni di ricerca mi sono sembrate all’altezza ma, in generale, la situazione è abbastanza soddisfacente. Purtroppo erano pochi i professionisti presenti e non tutte le Sezioni hanno riscosso interesse. Probabilmente andava chiarito che tipo di riconoscimento attribuire agli amatori negli eventuali lavori di ricerca, ma immagino che questo potrà avvenire in un secondo tempo. Chiaramente non bastano i ringraziamenti, mentre va bene essere inclusi nei coautori. Ho dei dubbi su quanto un astrofilo possa essere determinato a partecipare. Un conto è fare qualche osservazione ogni tanto, un altro è partecipare a delle campagne osservative con metodi e scadenze da rispettare. Comunque sono ottimista».
In conclusione ritengo che gli obbiettivi primari di questo Meeting delle SdR UAI sono stati raggiunti. E’ sicuramente avvenuto un proficuo interfacciamento sia tra le varie e nuove Sezioni di Ricerca, con i rispettivi responsabili e collaboratori, sia tra l’UAI ed il mondo dell’Astronomia Professionale. In questa sede sono state gettate le basi per continuare una proficua collaborazione tra l’UAI e gli enti come l’INAF, le Università, ed il mondo spaziale. Sarebbe un vero peccato non voler continuare su questa strada, non rimane altro che rimboccarci “tutti” le maniche senza aspettare necessariamente che qualcun altro ci stimoli a farlo e cominciare a realizzare quanto ci si è detti in questa preziosa occasione. La gran parte delle Sezioni di Ricerca dell’UAI gode ad oggi di ottima salute per poter affrontare nuove collaborazioni e consolidare i progetti sia trasversalmente coinvolgendo le altre SdR, specie quelle “orizzontali di cui oggi l’UAI è fortemente dotata, sia collaborando con i Gruppi di Ricerca nazionali ed internazionali proprio come alcune sezioni stanno già facendo. Nel ringraziare ancora una volta tutti i partecipanti al meeting ed i relatori per avere contribuito notevolmente alla stesura anche di questo rapporto, mi auguro di poter rinnovare al più presto questo appuntamento nazionale importante con la Ricerca dell’UAI.
Coordinatore SdR UAI
Salvo Pluchino
ricerca@uai.it