Venerdì 6 aprile collegatevi con Internet , e potrete collegarvi al telescopio remoto Skylive _UAI (http://telescopioremoto.uai.it) per un fantastico viaggio in diretta, nello spazio e nel tempo. Andremo a esplorare la costellazione della Chioma di Berenice. Dalle 21:30 alle 22:30.
Iniziando dalla mitologia della costellazione, per poi partire dalle stelle a noi piu’ vicine, a poche decine di anni luce dalla Terra, e quindi proiettarsi attraverso la Galassia a scoprire panorami di stelle giganti, di stelle doppie, di ammassi stellari, per poi giungere alle lontane galassie della costellazione, fino a distanze di centinaia di milioni di anni luce.
Le immagini che verranno scattate dallo staff di Skylive saranno commentate in audio, costruendo il viaggio attraverso gli oggetti deep-sky della costellazione. In caso di maltempo faremo il viaggio con immagini di repertorio scattate sempre con il telescopio remoto Skylive - UAI (telescopio #4).
Il collegamento è, come sempre su Skylive, gratuito. Chiedere la password gratuita (che varrà per sempre) sul sito www.skylive.it e quindi fare il download del programma Skylive che con due semplici click si installerà automaticamente sul vostro PC. E’ sufficiente un collegamento lento Internet (anche senza ADSL).
BONUS: Scaricate le presentazioni in power point che vi raccontano i viaggi che abbiamo intrapreso insieme attraverso le costellazioni. Da conservare! Per le passate presentazioni scaricare i file gratuiti presenti in fondo alla pagina, (guarda la costellazione della Lucertola!): http://www.skylive.it/skylive-new/speciali.php
Ricordiamo come Skylive ospiti telescopi remoti in tutta Italia. Il collegamento e il download delle immagini è completamente gratuito per tutti gli astrofili che richiedano la password personale (www.skylive.it ). Un piccolo abbonamento (15 euro/mese o 120 euro/anno), abilita l’utente al controllo completo, in piena autonomia e senza limite di orario, in modo condiviso, di tutti i telescopi. Forti sconti per i soci UAI e per i docenti delle Scuole.
Giorgio Bianciardi