Colpita da un male incurabile, dopo aver combattuto per un anno la sua malattia con straordinario coraggio, è morta a 65 anni la planetologa Angioletta Coradini.
Molto attiva in numerose organizzazioni e comitati scientifici, Angioletta Coradini ha giocato un ruolo determinante nel definire il contributo italiano al payload Pasteur, che a bordo del rover della missione ExoMars condurrà importanti misure esobiologiche dell’ambiente marziano. Oltre 200 pubblicazioni scientifiche e tre libri portano la sua firma.
Lo Spettrometro VIRTIS completamente assemblato, progettato e sviluppato dal gruppo di Angioletta Coradini, prima di essere integrato sulla sonda Venus Express (cortesia INAF/ESA)
Cari amici e colleghi,
è con immenso dolore che vi informiamo che la notte scorsa Angioletta Coradini ci ha lasciato. Per un anno ha combattuto la sua malattia, con straordinario coraggio e con una voglia di vivere e di dare il suo contributo alla nostra comunità che sono stati pari alla dignità ed alla serenità con cui ha affrontato le ultime dolorose fasi della sua vita.
Tutti quelli che hanno lavorato con lei, o si sono formati scientificamente con il suo aiuto, o che hanno avuto anche solo occasione di conoscerla, sanno che il vuoto che lascia sarà difficile da colmare.
Gli amici di Planetologia IASF – IFSI
Dalla newsletter INAF citiamo:
Con Angioletta Coradini “scompare una grande scienziata italiana”: così il neo-presidente dell’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF), Giovanni Bignami, ricorda la planetologa, “un’amica e una collega” con la quale ha collaborato sia nell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sia nell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). “Era una persona fantastica – ricorda Bignami – e una delle grandi scienziate italiane nel nostro campo. Era una persona unica, che mi ha fatto innamorare della planetologia: lei lo aveva capito e le piaceva”. Gli ultimi anni della sua vita, prosegue Bignami, sono stati difficili, “tra la malattia da un lato e dall’altro i problemi di gestione con i passati vertici dell’INAF. Di questo mi dispiace perché so che le ha causato sofferenze che avrebbero potuto essere evitate”.
A ricordare Angioletta Coradini tra gli altri Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’ASI: “Ho conosciuto Angioletta Coradini già all’epoca della mia tesi quando erano da poco arrivati, presso il Reparto di Planetologia del CNR, i campioni delle rocce lunari delle missioni Apollo. Angioletta era già conosciuta nel mondo scientifico e collaborava sia con la NASA che con l’Accademia per le Scienze sovietica. Di lei ho sempre ammirato l’inesauribile energia e l’ottimismo con cui affrontava i problemi. Questi due fattori sono stati determinanti nel corso degli anni ed hanno consentito di realizzare i più ambiziosi e complessi strumenti, realizzati in Italia, imbarcati su missioni sia europee che americane”.
Link: http://www.media.inaf.it/2011/09/05/addio-angioletta-signora-dei-pianeti/
A cura di Salvo Pluchino (ricerca@uai.it)