Sarà la nota astrofisica Margherita Hack, a prendere quest’anno il testimone di Umberto Veronesi ( 2007 ) e di Carlo Rubbia ( 2008 ) e a presiedere - a partire dalle ore 10.00 - la seduta pubblica durante la quale la prestigiosa giuria tecnica sarà chiamata a scegliere la cinquina finalista dell’edizione 2009 del Premio patavino, promosso dal Comune di Padova in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
il Ministero della Pubblica Istruzione, l’Università degli Studi di Padova, la Regione del Veneto, la Provincia di Padova, l’ANCI, L’UPI, Turismo Padova Terme Euganee,
on il patrocinio di Fondazione Il Campiello e dell’Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti di Padova.
Lo svolgimento della giornata, scandita secondo le norme di un regolamento simile a quello del Premio Campiello, prevede uno o più turni di votazione durante i quali ogni dei giurato potrà esprimere la propria preferenza sulla base di una rosa di 67 opere pubblicate nel 2008 e segnalate dagli scienziati, letterati e giornalisti della commissione.
Un metodo di selezione ormai consolidato che offre al pubblico presente in sala momenti di grande suspence, nonché la possibilità di inaspettate sorprese nel rush finale.
Dopo la selezione del 17 gennaio - alla quale presenzieranno anche il Sindaco Flavio Zanonato e l’Assessore ai Musei Politiche Culturali, Spettacolo Monica Balbinot - i cinque testi saranno spediti alle oltre 100 classi di quarta superiore rappresentative di tutte le province italiane, componenti della giuria popolare, che avranno poi il compito di decretare il libro vincitore durante la cerimonia finale il prossimo 7 maggio.
E proprio il grande entusiasmo delle scuole, che sempre più numerose chiedono di partecipare all’evento patavino, dimostra come l’obiettivo di sostenere la diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica, soprattutto tra i giovani, sia stato centrato tanto che anche lo stesso Patrizio Roversi – acclamato presentatore della giornate finale nelle scorse edizioni – ha sottolineato come le manifestazioni di questo tipo “si dividano vere e in finte”. “Qui – ha detto Roversi - è autentica la partecipazione dei ragazzi che, si capisce, non sono stati spinti dagli adulti a partecipare; è vero lo spessore degli autori dei libri e c’è una città, Padova, che con la sua storia, la sua Università e queste iniziativa mostra una reale attenzione al sapere razionale e all’avvenire delle future generazioni.”
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