Le immagini mostrano l’intera superficie marziana con un livello di dettaglio finora mai raggiunto. Le precedenti immagini erano state riprese, sempre con Hubble, nel 1994 ed erano caratterizzate da una risoluzione inferiore. Pur essendo state riprese con la stessa strumentazione, le nuove immagini sono state elaborate con algoritmi nuovi e più sofisticati, in grado di estrarre maggiori informazioni dall’esposizione dell’ACS (Advanced Camera for Surveys), la camera utilizzata per la ripresa.
L’elaborazione delle immagini ottenute ha richiesto circa quattro anni di lavoro e l’utilizzo di venti computer diversi. Tutto questo lavoro ha reso disponibile la miglior mappa del pianeta nano finora realizzata. E tale resterà fino al 2015, anno in cui la sonda New Horizons si avvicinerà a Plutone per compiere l’unico fly-by di questo oggetto previsto nel corso della missione. Il livello di dettaglio di questa foto potrà essere eguagliato solo quando la navicella si troverà a circa sei mesi di distanza dal suo obiettivo.
A causa della limitata risoluzione, la nuova mappa non permette di effettuare approfondite analisi chimiche o geologiche del suolo di Plutone. Tuttavia, si possono ricavare alcune informazioni di rilevante importanza. In primo luogo, l’aspetto generale del pianeta è piuttosto cambiato dall’ultima mappa realizzata. L’atmosfera e il suolo sembrano aver assunto un colore molto più rossastro che in precedenza. Inoltre l’emisfero nord, colpito dalla luce solare, sembra aver aumentato il suo albedo (ossia la frazione di luce solare riflessa, quindi, di fatto, è diventato più luminoso). Tutti questi cambiamenti sono dovuti all’approssimarsi di una “nuova stagione” su Plutone.
Il pianeta nano, ai confini del Sistema Solare, è caratterizzato da un’orbita molto ellittica e da un asse di rotazione piuttosto inclinato. L’orbita ellittica, percorsa in circa 248 anni terrestri, porta il corpo celeste a variare in maniera significativa la sua distanza dal Sole. Su Plutone, al contrario che sulla Terra, l’alternarsi delle stagioni è dovuto primariamente proprio alla distanza fra il Sole e il pianeta nano.
Osservazioni da Terra, condotte dal 1988 al 2002, hanno inoltre dimostrato che la massa atmosferica di Plutone è quasi raddoppiata in questo periodo di tempo. Anche questo dovrebbe essere dovuto all’approssimarsi di una stagione più “calda”, in cui l’azoto (quello che sembra essere uno dei componenti principali di Plutone) sublima e aumenta la sua concentrazione atmosferica.
La nuova mappa di albedo realizzata da Hubble rivestirà un ruolo di fondamentale importanza per la missione New Horizons, in quanto permetterà di calibrare al meglio gli strumenti fotografici a bordo della sonda.
In attesa dei “nuovi orizzonti” dell’esplorazione planetaria che ci attendono nei prossimi anni, non possiamo far altro che ammirare le fotografie attualmente a disposizione di un mondo gelido, buio e ai confini del Sistema Solare. Tenendo ben a mente che i dettagli visibili in queste nuove fotografie di Hubble hanno la stessa dimensione angolare della valvola di un pallone da calcio osservato da 60 chilometri di distanza.
Fabio Pacucci