La scoperta è condivisa con un altro astrofilo italiano, il bravo Giancarlo Cortini di Forlì, che l’ha individuata alcune ore dopo dal suo osservatorio privato di Predappio (Forlì), ma è stato più svelto nei controlli e nella segnalazione al Central Bureau for Astronomical Telegrams (CBAT) di Baltimora.
La neo stella è stata “battezzata” SN2009dd, ed è la 104^ in ordine di scoperta in questi primi mesi del 2009.
La supernova è posta molto a ridosso del nucleo, tant’è che diversi cacciatori di supernovae, pur avendola fotografata già alcuni giorni prima della scoperta ufficiale, non si sono accorti della sua presenza.
Tra le “pre-discovery” vengono segnalate quelle dei giapponesi Kiochi Itagaki e Yoji Hirose, che l’hanno fotografata rispettivamente il 9 e il 7 aprile.
Ma la primissima ripresa della SN2009dd è nuovamente appannaggio di un gruppo di ricerca italiano, quello del Santa Maria a Monte Supernovae Search, che fa capo all’osservatorio astronomico di Tavolaia (Pisa), che la sera del 4 aprile già l’aveva immortalata su riprese di Riccardo Mancini e Fabio Briganti, fra l’altro collaboratori anche del CROSS Program.
E’ questa poi una supernova particolarmente importante, in quanto è la più luminosa dell’anno, fino a questo momento.
Il suo splendore ha raggiunto al massimo la magnitudine +13,5.
L’analisi spettrale indica che si tratta di una supernova di tipo II, generata da una giovane e massiccia stella supergigante, posta ad una distanza di circa 55 milioni di anni luce dal nostro sistema solare, quindi relativamente vicina nelle scale di misura dell’universo.
Quest’anno sono già cinque le supernovae scoperte da astrofili italiani: tre da Giancarlo Cortini (SN2009af, 2009an, 2009bt) e una dal CROSS Program (SN2009bu), alle quali si aggiunge, naturalmente,
Fabio Martinelli & Alessandro Dimai
Dalla sezione cielo profondo UAI