Osservazione della supernova 2017 EAW nella galassia NGC 6946

Linda Nesti, Marco Carotta

Istituto Omnicomprensivo San Marcello

Abstract

Si riporta l'osservazione della supernova 2017 EAW individuata nella galassia NGC6946 che hanno permesso di determinare la sua luminosità di 12,9R mag, la dimensione della galassia è risultata essere 10,30' a una distanza di 1,9x107 anni luce.

Introduzione

Nell'ambito dell'attività di alternanza Scuola- lavoro, noi studenti dell'Istituto Omnicomprensivo di San Marcello Piteglio, frequentanti la classe 4^ del Liceo Scientifico, abbiamo usufruito di questa opportunità per effettuare tirocinio presso l'osservatorio astronomico della Montagna Pistoiese.

Durante le 80 ore previste per lo stage sono state acquisite nozioni minime di astronomia, e effettuato attività pratica con i soci del GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – che hanno in gestione l'osservatorio. Utilizzando il telescopio principale da 0,60-m F/4 munito di CCD il 17/07/2017 abbiamo puntato il telescopio sulla supernova 2017 EAW esplosa in data 14/05/2017 nella galassia NGC 6946, scoperta da Patrick Wiggins negli USA, così come annunciata da ATEL10378. Con il telescopio NAOC cinese è stato ottenuto lo spettro che ha determinato che l'oggetto, è una supernova di tipo 2P z= 0.000133 corrispondenti a circa 5.5Mpc.

Una supernova è un'esplosione stellare che raggiunge una luminosità che in alcuni casi è maggiore di quella di tutte le stelle della galassia in cui è ospitata; la nube di gas espulsa si espande con velocità dell'ordine del migliaio di chilometri al secondo andando ad arricchire le polveri interstellari, mentre la parte interna collassa e, se ha massa sufficiente, forma una stella di neutroni.

Di particolare interesse è seguire l'evoluzione nel tempo della luminosità della supernova, che in genere dura qualche settimana, dopodiché non è più visibile ai telescopi.

Al contrario questa supernova è attualmente ben visibile con strumenti amatoriali.

Metodo

Utilizzando la strumentazione dell'osservatorio astronomico della montagna pistoiese abbiamo puntato il telescopio principale da 0.60m alle coordinate della galassia NGC6946 20h34m52,3s e +60°09′13″ riprendendo 80 immagini non filtrate, con un tempo di esposizione di 30 secondi per un totale complessivo di 40 minuti. Le immagini sono state calibrate con flat e dark. Al fine di evidenziare i dettagli della galassia, utilizzando appositi software, abbiamo mediato tutte le immagini da noi riprese che sono state astrometrizzate, ovvero abbiamo definito le coordinate celesti. Abbiamo misurato la magnitudine della supernova 2017EAW, che è risultata essere di 12.9R in accordo con le misure effettuate da altri osservatori. Successivamente si è indagato sul diametro apparente della galassia utilizzando un apposito software dal quale si è ricavato un diametro 617,779'' sulla nostra immagine.

Nota la distanza dell'oggetto e misurata la sua larghezza, è possibile determinare la dimensione con la formula 1

formula

dove l è la larghezza apparente della galassia, d la distanza della galassia dalla Terra in anni luce, h è la larghezza in secondi d'arco e K è una costante che converte gli angoli in radianti che è uguale al valore di 206265.

Ricavando la distanza della galassia NGC6946 dal sito di Wikipedia risulta essere uguale a 10 milioni di anni luce, nel testo viene indicato avere un diametro di 58000 anni luce.

Utilizzando la formula 1 e prendendo in esame il valore h da noi determinato ovvero 29950.7 anni luce, risulta essere inferiore di circa la metà rispetto al diametro trovato in bibliografia. Pertanto abbiamo effettuato la procedura inversa per determinare la distanza della galassia prendendo in considerazione l'effettiva larghezza, che come sopra indicato corrisponde a 58000 anni luce. Dalle nostre misurazioni risulta che la galassia si trova 19,365 milioni di anni luce.

Conclusione

Il lavoro da noi svolto ha permesso di individuare la supernova 2017EAW con il confronto di un'immagine acquisita da un telescopio professionale nel 1952 tramite il servizio internet ESO/DSS e la media delle immagini da noi acquisite in data 17/07/2017 con la tecnica del blink. Abbiamo determinato il valore della sua luminosità in 12,9R mag. Valore in accordo con le misure di altri osservatori. Inoltre abbiamo determinato la larghezza apparente della galassia che è risultata essere 10,30' coerente con quanto trovato in bibliografia. Conoscendo la dimensione in anni luce della larghezza è stata trovata la distanza della galassia NGC6946 in 1,9x107 anni luce.

Dall'ATEL10378 si ricava che la supernova 2017EAW è a 5,5Mpc, corrispondenti a 1,8x107 anni luce, misura concordante con quanto da noi appurato.

Linda Nesti, Marco Carotta

Istituto Omnicomprensivo San Marcello Piteglio Liceo Scientifico Enrico Fermi classe 4^ Liceo, anno scolastico 2016/2017.

San Marcello Piteglio 24/07/2017

Ringraziamenti

Il lavoro svolto è stato coadiuvato dai soci del GAMP- Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – presso l'Osservatorio montano struttura del comune di San Marcello Piteglio.

Si ringrazia:

Paolo Palumbo Professore di Matematica e Fisica dell'Istituto OmniComprensivo San Marcello Piteglio– Tutor scolastico.

Luciano Tesi ( presidente ) Samuele Marconi, Paolo Gigli, Martina Maestripieri, Leonardo Mazzei, Luca Nerli, Geronimo Bartolomei, Martina Fragai e Paolo Bacci.

Figure

 

galassia-supernova

Figura1 – Nel cerchio verde piccolo al centro si evidenzia la supernova 2017EAW,
nel cerchio grande in alto a destra una stella della nostra galassia con elevato moto proprio

 

galassia supernova

Figura 2 - Immagine ripresa nel 1952 estrapolata dal server ESO/SSD. Con il cerchio piccolo si evidenzia la posizione dove è esplosa la supernova, nel cerchio grande si può notare il moto proprio di una stella della nostra galassia

 galassia falsi colori

Figura3 - In questa immagine in falsi colori scattata dal nostro telescopio, risultante della media di 80 immagini, si evidenzia l'estensione apparente della galassia e la nostra misura. Nei cerchi vengono evidenziati, con le stesse modalità delle figure precedenti, gli oggetti indicati

Pubblicato in ASTRO NEWS
Domenica, 09 Luglio 2017 21:24

Asteroide (457175) 2008 GO98: una nuova QCH

Il Sistema Solare ha una nuova cometa appartenente alla famiglia gioviana (JFC) ma in questo caso non si tratta di una “nuova” scoperta ma bensì di un asteroide numerato che improvvisamente ha mostrato segni caratteristici delle comete. Di seguito si riportano le osservazioni condotte dall'Osservatorio Astronomico del Comune di San Marcello Piteglio e gestito dal GAMP – Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese.

La notte dell'8 aprile del 2006 dall'osservatorio astronomico Spacewatch at Kitt Peak viene scoperto un nuovo asteroide, inizialmente designato con la sigla 2008 GO98 e successivamente numerato (457175). Dagli elementi orbitali si determina che l'asteroide fa parte della famiglia Hilda, oggetti questi esterni alla fascia principale con le seguenti caratteristiche: 3.70 < a < 4.20; e < 0.30; i < 20. ( a semiasse maggiore, e eccentricità, i inclinazione)

Elementi orbitale asteroide (457175) 2008 GO98

Epoch 2017 Sept. 4.0 TT = JDT 2458000.5 MPC

M 47.05006 (2000.0) P Q

n 0.12496971 Peri. 53.41982 -0.41269882 +0.90898034 T = 2457624.00831 JDT

a 3.9621680 Node 192.60981 -0.89771168 -0.41679086 q = 2.8506201

e 0.2805403 Incl. 15.57167 -0.15425116 -0.00633440

P 7.89 H 13.3 G 0.15 U 0

From 229 observations at 7 oppositions, 2001-2017, mean residual 0".51.

asteroide417175

Figura 1 – Grafico delll'orbita dell'asteroide (457175)

Questi oggetti sono in risonanza 3:2 con Giove che ne influenza in modo significativo la loro orbita, tanto che se potessimo vederli dall'alto vedremmo una figura a forma triangolare formata da migliaia di asteroidi.

Il loro afelio è opposto a quello di Giove o si trova a 60° da questo, come mostrato in figura 2.

 

hitrfix2 

Figura 2 – animazione: in rosa gli asteroidi della famiglia Hilda, in verde gli asteroidi Trojani che precedono e seguono Giove con un angolo di circa 60°.

L'asteroide (153) Hilda scoperto nel 1875 da Johann Palisa, dall'Osservatorio Navale Austriaco di Pola in Croazia, ha dimensioni di circa 170.6 km con un periodo orbitale di 7.9 anni.

E' il primo dei 3 780 oggetti che fanno parte di questa Famiglia. Studi fotometrici indicano che in questa zona del sistema solare la maggior parte degli asteroidi sono caratterizzati da un valore tassometrico di P-type e D-type con un basso albedo e un notevole arrossamento, caratteristica simile a molte comete Gioviane.

Parametro particolarmente interessante di questi oggetti è il valore di Tisserand rispetto a Giove che nel caso dell'asteroide (457175) è di 2.927. Questo valore viene utilizzato in modo approssimativo per distinguere gli asteroidi dalle comete: i primi hanno in genere un valore maggiore di 3, le seconde un valore compreso tra 2 e 3 (per le comete gioviane si fa riferimento al valore Tj riferito a Giove).

In figura 3 vengono mostrate alcune orbite caratteristiche di asteroidi e comete appratenti alla Famiglia gioviana (JFC), in comparazione con quella del pianeta gassoso.

comparazione-orbite

Figura 3 – Comparazione di orbite di Comete appartenenti alla famiglia delle gioviane (JFC).

 

La notte del 3 luglio 2017 il telescopio Mt. Lemmon Survey (G96) nel corso della sessione alla ricerca di NEA (Near Earth Asteroid) nelle loro immagini hanno ripreso l'asteroide (457175) al momento con una luminosità di ~16.5 mag che mostrava una diffusa chioma di 7/8” e una coda con una lunghezza di ~15” con PA 260°. Le osservazione vengono successivamente confermate dall'osservatorio di Steward Observatory, Mt. Lemmon Station (I52).

Il Minor Planet Center alle 16:03 dello stesso giorno pubblica MPEC 2017-N50 con la quale annuncia l'attività cometaria dell'asteroide.

Dall'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese (codice MPC 104), i soci del GAMP Paolo Bacci e Martina Maestripieri utilizzando il telescopio da 0.60-m con focale di 2500mm e FOV 35'x35' con una risoluzione risultante di 2”/pixel effettuavano delle riprese dell'asteroide (457175).

Sommando le 50 immagini acquisite, sulla velocità angolare dell'oggetto, è stato possibile evidenziare che l'asteroide mostrava una chioma diffusa di 16'' arcosecondi e una coda lunga ~15.3 arcosecondi (circa 3 646 km) con PA di 247 così come mostrato in figura 4.

 asteroide417175-attivita

Figura 4 – A sinistra si evidenzia l'attività cometaria dell'asteroide (457175) nel cerchio verde;
a destra la stessa immagine ingrandita in falsi colori per evidenziare i particolari.

La sera successiva, con le stesse modalità, è stato ripreso nuovamente l'oggetto al fine di verificarne l'attività cometaria anche in considerazione del fatto che nelle immagine acquisite la sera precedente, l'oggetto era in prossimità di una stella che potrebbe aver influenzato le misure effettuate.

Pertanto sono state acquisite 100 immagini che sommate con la tecnica dello Stack che hanno permesso di evidenziare le caratteristiche morfologiche dell'oggetto, nonostante la presenza della Luna illuminata al 98%. La chioma e la coda sono ben distinguibili nelle nuove immagini ottenute, con una coda estesa per 36 arcosecondi con PA 247, come mostrato in figura 5.

 

asteroide417175-immagine

Figura 5 - Immagine dell'Asteroide (457175) ripreso alle 23:24 UT del 06/07/2017. A sinistra l'oggetto evidenziato con il cerchio verde dove si nota distintamente la chioma e la coda. A destra la stessa immagine ingrandita e con palette inverse per evidenziare le caratteristiche morfologiche dell'oggetto.

 

L'asteroide (457175) ha un MOID ( Minimum Orbital Intersection Distance) da Giove di 0.360 UA.

Dal sito della NASA JPL/HORIZONS, sono state estrapolate le effemeridi di Giove e dell'asteroide, relativamente al periodo 01/01/2011- 20/06/2017 con uno step di 10 giorni.

Graficando i dati relativi a “r” (distanza-Sole-oggetto) come in figura 6 si può notare che l'asteroide si è avvicinato al pianeta gassoso nell'Agosto del 2011, per poi raggiungere il Perielio in data 26/08/2016.

 

asteroide417175-grafico1asteroide417175-grafico2

Figura 6 – a sinistra in rosso la distanza (in unità astronomiche) dal Sole di Giove e in blu quella dell'asteroide (457175); a destra la differenza tra le due distanze. La data è espressa in Giorni Giuliani (JD) e si è preso come riferimento l'epoca 2457000.

L'improvvisa attività cometaria dell'asteroide (457175) 2008 GO98, se pur inaspettata, non è un raro caso in questa zona del Sistema Solare. Gli oggetti conosciuti con l'acronimo di QHC ( quasi-Hilda comet) sono circa 20, tra questi indubbiamente il più famoso è la cometa Shoemaker-Levy 9 che nel 1994 ha impattato con il pianeta gassoso. Proprio a causa dell'orbita in risonanza 3:2 con Giove alcuni di questi oggetti sono stati temporaneamente catturati come satelliti e definiti come Temporary Satellite Capture (TSC) come le comete 82P Gehrels 3; 111P Helin-Roman-Crockett; P/1996 R2 (Lagerkvist).

Probabilmente l'asteroide (457175) 2008 GO98, verrà catalogato tra le comete QHC perdendo così la sua classificazione di asteroide della Famiglia Hilda.

Con il contributo della Sezione di Ricerca Comete ed il Progetto CARA, che misura le polveri delle comete con il metodo dell'Afrho, sarà importante seguire l'evoluzione della nuova cometa nei prossimi mesi ed anni con osservazioni programmate, al fine di caratterizzarne meglio la morfologia

Paolo Bacci – Responsabile Sezione di ricerca Asteroidi UAI

Martina Maestripieri - GAMP Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese

San Marcello Piteglio 08/07/2017

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Un'altra bella soddisfazione per i soci del GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – che hanno in gestione l'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, struttura di proprietà del Comune di San Marcello-Piteglio.

TNO1

Il programma di ricerca sui TNO ( trans-Neptunian object ), asteroidi che si trovano oltre l'orbita di Nettuno ad una distanza di circa 40 U ( 5.984.000.000 km ), questa volta si è incentrato sulla misura astrometrica di due oggetti peculiari con sigla provvisoria 2014 LM28 e 2015 AM281.

Utilizzando il telescopio dell'osservatorio da 0.60-m, con un campo visivo di 35'x35' (FOV) ed una risoluzione di 2”/pixel, sono state acquisite una serie di immagini che hanno permesso di identificare i due TNO.

Le osservazioni sono state effettuate tra il 28 e 29 maggio 2017 quando 2014 LM28 era ad una distanza di 16.78 UA (2.510.288.000 km), e 2015 AM281 si trovava a 43.77 UA (6.547.992.000 km).

Sfruttando le favorevoli condizioni meteorologiche e grazie ad un miglioramento della collimazione delle ottiche effettuata alcuni giorni prima, è stato possibile effettuare misure di posizione dei due oggetti che avevano una luminosità al limite strumentale.

L'asteroide 2014 LM28 scoperto il 02/06/2014 ( M.P.E.C. 2016-N159 del 15/06/2016) finora era stato osservato soltanto dal telescopio professionale da 1,5-m Pan-STARRS 1 Haleakala (codice MPC F51), l'ultima misura risaliva al 29 marzo 2015.

L'oggetto con dimensioni stimate in 25 Km, ed un'orbita fortemente eccentrica e=0.93, con inclinazione di i=84.7, decisamente inusuale per questi oggetti che in genere si attesta intorno a i=0, ha un periodo siderale di 4 381 anni (!) tanto da far pensare che possa trattarsi di una cometa.

 

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Fig. 1-2 Orbita dell'asteroide 2014 LM28, a fianco ingrandimento.

All'epoca delle nostre osservazioni dalle effemeridi del Minor Planet Center si rilevava che 2014 LM28 aveva una luminosità di 22.3 mag. con motion 0.16”/min con PA 299.5; nelle nostre immagini è stata stimata una luminosità di 22.0 mag. In figura 3 si evidenzia il TNO con un cerchio di colore blu da noi osservato nelle due sessioni con un intervallo di circa 22 ore.

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Figura 3 – Immagini dell' asteroide 2014 LM28 a ripreso alle ore 01:20 UT, a sinistra alle ore 23:52

Le nostre misure astrometriche, le uniche oltre a quelle dello scopritore, hanno contribuito ad aggiornare leggermente i parametri orbitali e migliorare l'incertezza della sua orbita che da un valore di U=1 adesso è U=0. I parametri orbitali e le osservazioni del TNO sono pubblicate sul sito del MPC.

Per i soci del GAMP Paolo Bacci e Martina Maestripieri è stata davvero una grande soddisfazione riuscire a misurare un oggetto così peculiare, riuscendo a sfruttare al limite strumentale il telescopio tanto da poter ottenere il record dell'oggetto meno luminoso finora da noi misurato.

Nello stesso periodo è stato osservato l'asteroide 2015 AM281 scoperto dal telescopio Pan-STARRS 1, Haleakala nel 2015 (come da M.P.E.C. 2016-O294 del 24/06/2016) .

L'asteroide è un TNO, con un diametro di 260 km, con semiasse di 55,66 UA un'eccentricità di 0,2, ed inclinazione di 26.6 gradi, impiega 415 anni per percorrere un giro intorno al Sole.

 

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Figura 4 – orbita del TNO 2015 AM281.

Le nostre misure astrometriche hanno stimato la sua luminosità in 21.2 mag. in accordo con le effemeridi del Minor Planet Center che lo davano per 21.4 mag.-.

Anche in questo caso l'osservatorio della Montagna Pistoiese risulta l'unico ad aver misurato l'asteroide dopo la scoperta, l'ultima misura di posizione risaliva al 3 maggio del 2015 come si evince dal sito del MPC.

TNO7

Figura 5 – Immagini riprese dall'osservatorio di San Marcello dell'asteroide 2015 AM281 nelle sere del 27/05/2017 e 28/05/2017.

Questo tipo di attività, in genere poco seguita dagli astrofili, nonostante le difficoltà oggettive dovute principalmente al fatto che si tratta di oggetti molto deboli da osservare, utilizzando appropriate metodologie e una programmazione osservativa, permette di ottenere grandi soddisfazioni dando un notevole contributo allo studio di questi oggetti così remoti.

Paolo Bacci - Responsabile SdR Asteroidi UAI.

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gamp rotazione


L'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese - Foto di Leonardo Mazzei 

logo gamp

 

L'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, struttura pubblica del comune di San Marcello/Piteglio, è gestito fin dalla sua inaugurazione, avvenuta 26 anni fa, dal GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – (www.gamp-pt.net) e dal Presidente Luciano Tesi.

Le principali attività, che riguardano la didattica e la diffusione delle scienze astronomiche, sono rivolte al numeroso pubblico che accede alla struttura nei giorni di di Venerdì e Sabato (in estate anche Lunedì).

Numerosi sono i discenti di ogni ordine e grado provvedimenti dalle scuole presenti in provincia che oltre alla classica lezione di astronomia possono osservare il Sole a mezzo del Coronado presente in osservatorio. Samuele Marconi (vice-presidente) e Paolo Gigli da più di 30 anni svolgono attività didattiche, assieme ai collaboratori Geronimo Bartolomei e Luca Nerli.

Nel corso del 2016 l'osservatorio è stato visitato da oltre 4000 visitatori che hanno avuto la possibilità di osservare i principali oggetti celesti a mezzo dei due telescopi principali alloggiati nelle rispettive cupole. Di particolare rilievo è la collaborazione con l'Istituto Omnicomprensivo di San Marcello dove gli alunni delle classi 3^ media e 1^/2^ superiore, per un complessivo di 60 ragazzi, hanno svolto un percorso suddiviso in 5 giornate dedicate all'osservazione e lo studio delle stelle. Inoltre, 4 studenti hanno scelto l'osservatorio per l'alternanza scuola-lavoro, dove hanno svolto 80 ore ciascuno, contribuendo alle attività del gruppo.

Il GAMP ha partecipato alle campagne nazionali ed internazionali di osservazione del cielo come la manifestazione denominata “Occhi su Saturno” e la serata dedicata all'osservazione della Luna “International Observer the Moon Night (InOMN)”. Inoltre in occasione dell'opposizione di Marte l'Osservatorio ha aperto per osservare il pianeta rosso. Non sono mancate le serate dedicate alle meteore nelle notti del 10 e 12 Agosto quando sono state osservate le Perseidi, mentre a Novembre si è svolta l'osservazione delle Leonidi.

Nel periodo estivo l'osservatorio ha ospitato il Dott. CELLA Giangarlo, fisico attivo nel campo della onde gravitazionali, ricercatore presso l'INFN (sez. di Pisa) e professore presso l'Università degli studi di Pisa, il quale ha parlato della scoperta delle onde-gravitazionali. Il Prof. Alberto Righini, associato di materie astronomiche presso il Dipartimento di Fisica ed Astronomia dell'Università degli Studi di Firenze, è intervenuto illustrandoci le correlazioni tra il Sole e la Terra.
(Queste conferenze sono disponibili sul canale Youtube del GAMP https://www.youtube.com/channel/UCFmOuA61NybTw6R4BZm5hqQ).

Sono stati organizzati due corsi di astronomia, il primo svoltosi a luglio riservato allo studio degli asteroidi, l'altro in agosto rivolto ai principianti.

gamp corso asteroidiCorso di asteroidi

gamp corpi minori
4° Meeting Corpi Minori

gamp corpi minori sx4° Meeting Corpi Minori

gamp corpi minori dx4° Meeting Corpi Minori

Nel mese di Novembre l'Osservatorio ha ospitato il 4° Meeting dei Corpi Minori – Asteroidi Comete Meteore, organizzato dall' UAI, dove sono intervenuti astrofili da tutta Italia e professionisti (è possibile rivedere gli interventi sul canale Youtube del GAMP).

Presso l'Osservatorio, la principale attività di ricerca è rivolta allo studio degli asteroidi e delle comete, dove nel corso degli anni sono stati scoperti 303 nuovi asteroidi, permettendo all'Osservatorio montano di essere al primo posto in Italia tra i non professionisti in questo settore.

Nel corso del 2016 sono state inviate 1982 misure di posizione, di cui 364 di asteroidi numerati, 291 asteroidi con orbita preliminari e sono state, inoltre, osservate 29 comete. Nel corso dell'anno l'Osservatorio è stato menzionato in 220 circolari del Minor Planet Center (primo in Italia).

In data 23 febbraio 2016 esce la CBAT 4243 che annuncia la scoperta che l' asteroide 2242 Balaton è binario, con un periodo di rotazione di 2.79792 +/- 0.00009 hr per il principale mentre il suo piccolo satellite ha un periodo di rotazione di 12.96 +/- 0.01 hr. La scoperta è stata fatta dall'Osservatorio Astronomico del Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente, Università di Siena; Alessandro Marchini, Riccardo Papini, e Fabio Salvaggio hanno osservato l'asteroide 2242 la notte del 27 dicembre 2015, e sere successive. Con la Collaborazione di Lorenzo Franco dell'osservatorio A81 Balzaretto, hanno individuato degli effettui mutui, permettendo così di scoprire la natura binaria dell'asteroide. Dal nostro osservatorio abbiamo effettuato alcune sessioni fotometriche per confermare la seconda componente dell'asteroide.

Tra i principali risultati ottenuti dagli astrofili del GAMP si segnala il follow-up del TNOs 2008 CT190, un oggetto che la notte del 6 maggio 2016 si trovava ad una distanza dal Sole di 34,8 UA ( circa 5.206.080.000 km), con una luminosità di 20,8 mag.

Nel mese di luglio abbiamo effettuato, con successo, le riprese del transito del pianeta extrasolare HAT-P-12b pianeta gassoso con un raggio simile al nostro Giove Rj=0.959, ed un periodo orbitale di 3.21 giorni ( a=0.038 UA, incl. 89°) profondità del transito di 0.0204 mag. durata di 140 minuti. La stella si trova a una distanza di 464 a.l. nella costellazione dei Cani da Caccia (CVn) alle coordinate RA 13 57 33.684 Dec +43 29 37.35, con una luminosità di 12.8 V mag.

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Grafico del transito del pianeta extrasolare HAT-P-12b

Alla fine di ottobre è stata effettuata la recovery del TNO 2014 US224 (a,e,i,q = 46.82, 0.14, 11, 40.275), quando l'asteroide aveva una luminosità di 21.4 mag. come da circolare circolare M.P.E.C. 2016-U119 del Minor Planet Center.

Per il Team del GAMP composto da: Luciano Tesi, Giancarlo Fagioli, Paolo Bacci, Martina Maestripieri e Leonardo Mazzei, il 2016 è stato senza dubbio un anno soddisfacente.

Paolo Bacci . Responsabile della sezione di ricerca Asteroidi UAI. 

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Presso l'osservatorio astronomico della Montagna Pistoiese, struttura pubblica del comune di San Marcello, i soci del GAMP dal 1990, data della sua inaugurazione, si occupano dei corpi minori del sistema solare, con il primato tra gli amatori italiani sul numero di scoperte di asteroidi: 303. L'attività attualmente predominate è il follow-up dei NEOCP e NEA, asteroidi vicino alla Terra.

Tra i programmi osservativi del GAMP vi è inclusa l'osservazione dei TNOs (Trans-Nettunian Object), la cui l'orbita è oltre il pianeta Nettuno ad una distanza dal Sole maggiore di 30 UA.

Questi oggetti pur avendo un diametro nell'ordine di centinai di chilometri a causa della loro distanza sono particolarmente difficoltosi da osservare da Terra per la bassa luminosità.

Nel database della NASA JPL Small-Body Database Search Engine risultano presenti 2 301 oggetti comprendo anche i KBOs (Kupier Belt Object) e gli SDO (Scattered Disc Object).

Le poche informazioni che abbiamo indicano che sono ricoperti da ghiaccio, con una densità media poco superiore a quella del ghiaccio, che varia da 0.5 g cm-3 per gli oggetti più piccoli a 2.5 g cm-3 per quelli di maggiori dimensioni, con una porosità stimata >50% (B. Carry, Density of asteroids 2012) . Si presuppone che conservino nella loro struttura i fossili della nube proto-stellare che ha formato il nostro sistema solare.

L'orbita è influenzata dalla forza di attrazione gravitazionale di Nettuno, la loro distribuzione spaziale è concentrata intorno alle 38-45 UA, come mostrato in Figura 1, dove si riporta il valore del semiasse “a” ed il numero di asteroidi presenti; sono inoltre evidenziati i pianeti nano: Pluto, Haumea, Makemake e Eris.

 

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Figura 1 – Distribuzione dei TNOs, semiasse “a” in Unita Astronomiche, numero di asteroidi,
sono evidenziati in nero i Pianeti Nani.

La maggior parte degli asteroidi TNOs ha un valore di magnitudine assoluta H=7 dal quale si determina indicativamente un diametro compreso tra i 110 e 240 km, come mostrato nel grafico in Figura 2, dove viene riportato per il valore di H il numero di asteroidi. A fianco viene riportata la tabella di conversione tra il valore H e il diametro dell'oggetto, in funzione del valore di albedo.


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Figura 2 – Numero di asteroidi TNOs in funzione della magnitudine assoluta H (H>0).
A destra la tabella di conversione tra il valore H e diametro in funzione dell'albedo.

 

Confrontando il valore del semiasse “a”, e l'eccentricità “e”, come indicato nel grafico di Figura 3 , si nota che gli asteroidi Plutini con semiasse 39 < a < 40.5 in risonanza 2:3 con Pluto hanno un' eccentricità < 0,4; i Cubewani (classici KBOs) con 40.5 < a < 47 hanno un valore di e <0,2, mentre gli SDOs hanno un valore di e > 0,3. In colore nero vengono evidenziati i pianeti nano.

2016 Recovry TNO 01-3 html 4a30c9fcFigura 3 – Semiasse vs eccentricità, con i punti in nero sono indicati i pianeti nano.

 

La maggior parte di questi oggetti hanno un' orbita provvisoria, con poche osservazioni astrometriche, come indicato in Figura 4 dove si riporta la frequenza delle misure di posizione degli asteroidi TNOs, dal quale si evidenzia che la maggior parte di oggetti hanno meno di 50 misure astrometriche, in particolare oltre 140 oggetti hanno solo 4 misure di posizione.

 2016 Recovry TNO 01-3 html m428d70ebFigura 4 – frequenza di misure astrometriche degli asteroidi TNOs.

 

Appare evidente che questa tipologia di oggetti necessitano di un'attività astrometrica al fine di caratterizzare meglio i parametri orbitali, contribuendo così a determinare con maggiore precisione l'orbita. Purtroppo per la loro distanza dal Sole la luminosità vista da Terra, in genere, è maggiore della 20.5 magnitudine. A titolo indicativo nel periodo novembre 2016 sulla volta celeste vi erano “solo” 286 oggetti con magnitudine <22.0, la maggior parte risultava avere una luminosità oltre la 23 mag.

Nell'ambito dell'attività di ricerca del GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese - il team guidato da Paolo Bacci e composto da Luciano Tesi, Giancarlo Fagioli, Luca Nerli, Martina Maestripieri e Leonardo Mazzei, dall'osservatorio di San Marcello (codice MPC 104) utilizzando il telescopio da 0,60-m F/4 , CCD 1024x1024, con FOV di 35'x35', risoluzione 2”/pixel, la sera del 29 ottobre 2016 hanno puntato in direzione dell'asteroide 2014 US224 (a,e,i,q = 46.82, 0.14, 11, 40.275).

L'oggetto è stato scelto per la sua ottimale posizione sulla volta celeste e anche in considerazione del fatto che risultavano solo 16 misure di posizione, ottenute dal telescopio PAN-STARRS Haleakala (codice MPC F51) da 1.8-m, riprese nel periodo 18/10/2014 al 28/12/2014.

Dalle effemeridi del Minor Planet Center l'oggetto aveva una luminosità di 21.4 mag., motion di 0.047”/min. P.A. 252, con un' altezza sull'orizzonte di +66°.

Per ogni sessione osservativa sono state effettuate 40 esposizioni con un tempo di posa da 60 secondi ciascuna. Dopo 3.8 ore siamo ritornati sullo stesso campo di cielo per effettuare un' ulteriore osservazione. Dall'analisi delle immagini, calibrate con Dark e Flat, era ben evidente lo spostamento dell'asteroide nonostante il basso moto apparente sulla volta celeste.

La sera successiva si è ripetuta la medesima procedura con un intervallo tra le due sessioni di 2.5 ore. Ottenute 4 misure astrometriche e verificata la loro precisione, queste sono state inviate al MPC.

In figura 5 si riporta l'animazione con la quale si può apprezzare il movimento 2014 US224

 

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Figura 4 – Animazione dell'asteroide 2014 US224 ripreso nelle notti del 29-30 ottobre 2016 dall'osservatorio di San Marcello.

 

Il 31/10/2016 esce la circolare M.P.E.C. 2016-U119 del MPC, con la quale viene annunciata la recovery dell'asteroide 2014 US224 ottenuta dal nostro osservatorio, ovvero il ritrovamento dell'asteroide dopo la sua scoperta. Sono trascorsi 672 giorni dall'ultima osservazione e, dalla circolare del MPC l'osservatorio di San Marcello, risulta l'unico, ovviamente oltre allo scopritore, ad aver osservato questo TNO .

Grazie alle nostre misure i parametri orbitali sono migliorati: in particolare il semiasse “a” ,l'eccentricità “e” ed il valore di incertezza “U”, prima assente, adesso attestato a 5, come evidenziato in Figura 5, dove si riportano i parametri orbitali dell'asteroide prima e dopo la recovery pubblicati sul sito del MPC.

Successivamente, due misure riprese il 29/10/2016, dall'osservatorio dell' University of Szeged, Piszkesteto Stn. (Konkoly) (codice MPC 461) sono state fittate con le nostre, così ad oggi l'asteroide 2014 US224 ha 22 misure astrometriche.

 

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Figura 5 – Differenza tra gli elementi orbitali del MPC, sopra prima della recovery, sotto i parametri aggiornati.

 

Questa attività di ricerca può dare molte soddisfazioni agli astrofili.

Le difficoltà oggettive nell'osservazione dei TNOs, cosi poco luminosi, con velocità angolare molto basse richiedono diverse ore di osservazione per poter permettere di apprezzare il movimento e di conseguenza identificare l'asteroide. Inoltre, avendo in genere un' orbita non ben definita, la loro posizione può essere diversa da quelle indicata dalle effemeridi, per cui l'asteroide potrebbe trovarsi vicino ad una stella od altro aggetto che non ne consentirebbe la sua immediata identificazione. Pertanto questa attività richiede un' attenta pianificazione osservativa e condizioni meteo particolarmente favorevoli al fine di ottenere i risultati prefissati.

Per i soci del GAMP questo è il secondo successo ottenuto nel 2016 con questa tipologia di oggetti, a maggio abbiamo effettuato il follow-up dell'asteroide 2008 CT190. (News UAI).

Nei prossimi mesi proveremmo a dare la caccia ad altri TNOs nella speranza di poter dare il nostro piccolo contributo in questo affascinate campo dell'astronomia.

 

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Figura 5 – Grafico dell'orbita dell'asteroide 2014 US224

Paolo Bacci

22 Novembre 2016

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L'attività di ricerca svolta dai soci del GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – da oltre 25 anni è principalmente focalizzata sui corpi minori del sistema solare: asteroidi e comete.

Le difficoltà oggettive nella scoperta di nuovi asteroidi (dall'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese  ne sono stati scoperti 301), con l'introduzione dal 2010  delle nuove regole per l'attribuzione della scoperta degli asteroidi, hanno spostato l'interesse sull'attività di Follow-up di oggetti presenti nella pagina web del Minor Planet Center denominata NEOCP. Quotidianamente vengono inseriti oggetti scoperti prevalentemente da osservatori professionali la cui orbita preliminare  apparentemente è di oggetti NEA (Near Earth Asteroid) che necessitano di conferma, ovvero accertarsi della reale ed effettiva esistenza e di ulteriori misure astromentrche per determinare con più precisone l' orbita, al fine di escludere un eventuale pericolo di impatto con la Terra. 

Le principali survay, in genere, inviano 3-4 misure astrometriche dell'asteroide appena scoperto e trovandosi perlopiù negli Stati Uniti, per gli osservatori italiani questi oggetti sono visibili circa 10-12 ore dopo la scoperta.

Nonostante la precisione delle misure astrometriche effettuate dai telescopi professionali e agli algoritmi di calcolo per determinare l'orbita e di conseguenza le effemeridi, capita spesso che l'asteroide al momento della successiva osservazione non si trovi esattamente alle previste coordinate. In taluni casi è necessario effettuare una vera e propria caccia, scrutando zone di cielo adiacenti alle previste effemeridi, in particolar modo per oggetti relativamente vicini alla Terra, dove in genere il moto apparente sulla volta celeste è elevato (nell'ordine di 10”/min), per i quali si rende necessario osservare questi oggetti il prima possibile.

I ricercatori amatoriali del GAMP, che utilizzano il telescopio  dell'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese (struttura di proprietà del comune di San Marcello),  da 0.60-m munito di ccd da 1024x1024 pixel con un campo visivo FOV ( field of view ) di 35'x35' con una risoluzione immagine di 2”/pixel, hanno una performante strumentazione idonea a questo tipo di attività. 

Grazie anche alla stabilità delle condizioni atmosferiche, nel perido estivo sono stati ottenuti importanti risultati,  con 77 circolari MPEC da Luglio a Settembre 2016.

Alcuni asteroidi di piccole dimensioni sono passati veramente molto vicini alla Terra. 

Il 27 agosto 2016 alle ore 22.04 UT il Minor Planet Center pubblica la circolare M.P.E.C. 2016-Q25 con la quale  annuncia la scoperta dell'asteroide 2016 QA2, le cui dimensioni sono state stimate tra i 18 e 57 metri di diametro, avvenuta dall'osservatorio amatoriale brasiliano Y00 SONEAR Observatory, scoperto da Oliveira, C. Jacques, E. Pimentel, utilizzando il telescopio  0.28-m, quando l'oggetto aveva una luminosità  di 15.5  mag. L'oggetto, entrato immediatamente nella NEOCP,  viene osservato tramite il telescopio remoto Q62 iTelescope Observatory, Siding Spring da vari amatori tra cui L. Buzzi, P. Concari, S. Foglia, G. Galli, M. Tombelli.

L'asteroide 2016 QA2 si è avvicinato alla Terra a soli 0.00037 UA (0.2 LD), così come mostrato in figura 1 tramite una simulzione effettuata con il software Solex.

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Figura 1: simulazione del passaggio ravvicinato dell'asteroide

 

 

Dall'Osservatorio della Montagna Pistoiese siamo riusciti a osservare l'asteroide quando ormai si stava allontanado ad una distanza di 0,01 UA dalla Terra con una luminosità di 20.6 mag. Le nostre misure di posizione risultano essere le ultime di questo asteroide così come si evince dal sito NEODyS.

 

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Figura 2: Asteroide 2016 QA2 ripreso quando aveva una luminosità di 20.6 mag,


Non sempre le cose vanno per il verso giusto, come per  l'asteroide 2016 RB1, scoperto la notte del  5 settembre dall'osservatorio di G96 Mt. Lemmon Survey (USA) dagli astronomi R. G. Matheny, D. C. Fuls come da circolare M.P.E.C. 2016-R57 del 06/09/2016. Dalle preliminari misure, l'asteroide 2016 RB1 risulta essere molto vicino alla Terra, infatti transiterà a soli 0.0002 AU.  (~30 000 Km)

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Figura 3: In rosso la posizione prevista dell'asteroide 2016 RB1 dal MPC, il punto vede indica l'effettiva posizione. I quadrati verdi zone di cielo osservate 

 

Quando l'oggetto era ancora nella NEOCP abbiamo provato a confermarlo ma non siamo riusciti ad individuarlo alle previste effemeridi, per cui è stato cercato nelle zone adiacenti, senza successo. In figura 1 i quadati in verde rappresentano le zone di cielo da noi scrutate, il cerchio rosso la posizione prevista dal MPC, il puntino verde la posizione effettiva dell'asteroide. 

Per un piccolo problema di puntamento, non siamo stati in grado di trovare  e di conseguenza confermare l'oggetto.

Altre volte questa attività regala grandi soddisfazioni come nel caso dell'asteroide 2016 RN20, scoperto la notte del 9 settembre da A. R. Gibbs dell' osservatorio G96 Mt. Lemmon Survey utilizzando il telescopio di 1.5-m.  L'asteroide al momento delle nostre osservazione aveva una velocità apparente decisamente elevata 38”/min con una luminosità di 19.0 mag. nonchè un' elevata incertezza nella posizione cosi come mostrato in Figura 4, dove viene riportata l'incertezza della posizione dell'asteroide al momento delle nostre osservazioni.

 

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Figura 4: diagramma dell'incertezza di posizione dell'asteroide  2016 RN20

 

Puntando il telescopio alle previste coordinate non riusciamo ad individuare l'asteroide, per cui effettuiamo una ricerca nelle aree adiacenti, riuscendo a trovarlo  a circa un grado di distanza dalle previste effemeridi.

L'11 settembre esce la circolare M.P.E.C. 2016-R132, con le nostre misure di conferma, e quelle ottenute dell'astrofilo inglese Birtwhistle Peter dell'osservatorio J95 Great Shefford (GB). L'asteroide si è avvicinato alla Terra a 0.0057 UA. (~853 000 km).

 

Questo tipo di attività può permettere di contribuire alla scoperta di asteroidi particolarmente interessanti come i PHA (Potentially Hazardous Asteroids) asteroidi potenzialmente pericolosi. Questi oggetti hanno dimensioni superiori a 150 mt e si avvicinano ad una distanza dalla Terra  (MOID) di almeno   0.05 UA (7 480 000 km).

Dall'osservatorio professionale G96 Mt. Lemmon Survey, gli astronomi R. A. Kowalski, D. C. Fuls, il 7 luglio 2016 scoprono l'asteroide 2016 NG15. Quando questo si trova ancora nella pagina NEOCP viene osservato da vari osservatori, in particolar modo dagli italiani: 204 Schiaparelli Observatory,  Luca Buzzi utilizzando il telescopio da0.60-m, B04 OAVdA, Saint-Barthelemy dall'astronomo  Albino Carbognani utilizzando il telescopio da 0,80-m. Con la circolare M.P.E.C. 2016-N46 il MPC annuncia la scoperta di un nuovo PHA, con MOID di soli 0,0008 UA ( 120 000 km) e una valore di H=20.5 (magnitudine assoluta) dal quale si puo indicativamente risalire alle dimensioni dell'asteride in circa 200 metri di diametro.

Il 30 agosto dall'osservatorio professionale 703 Catalina Sky Survey (USA), R. G. Matheny, individua un nuovo asteroide con una luminosità di 19.6 mag. 

L'oggetto viene osservato da molti osservatori in particolar modo sul territorio nazionale: 204 Schiaparelli Observatory.  Observer L. Buzzi.  0.60-m;  587 Sormano.  Observers A. Carcano, A. Fumagalli, A. Testa  0.5-m; 595 Farra d'Isonzo.  Observer E. Pettarin.  0.61-m; B04 OAVdA, Saint-Barthelemy.  Observers L. Buzzi, P. Bacci, A. Carbognani.   0.81-m; C77 Bernezzo Observatory.  Observer A. Mantero.  0.25-m; il cui contributo ha permesso di  scoprire un nuovo asteroide PHA, designato 2016 QC45, come da circolare M.P.E.C. 2016-R29  del Minor Planet Center . 

Gli astronomi  L. Denneau, A. Heinze, H. Weiland, B. Stalder, J. Tonry, A. Sherstyuk, dall'osservatorio T05 ATLAS-HKO, Haleakala (USA), la notte del 2 ottobre scoprono un nuovo asteroide decisamente luminoso (17.4 mag), che richiama l'attezione di molti osservatori ed in pratica viene osservato da quasi tutti gli astrofili italiani che si cimentano in questa attività:

160 Castelmartini.  Observers M. Jaeger, E. Prosperi, S. Prosperi, W. Vollmann 0.35-m ; 587 Sormano.  Observers P. Ghezzi, F. Manca, P. Sicoli, A. Testa.  0.5-m; 595 Farra d'Isonzo.  Observers E. Pettarin, F. Piani 0.61-m; K51 Osservatorio del Celado, Castello Tesino.  Observer R. Broccato 0.80-m.

Il nostro contributo ha permesso di determinare in modo sufficientemente preciso l'orbita di questo nuovo PHA denominato 2016 TL2, come da circolare M.P.E.C. 2016-T34  del MPC.  

Un altro asteroide di piccole dimensioni ha "sfiorato" la Terra, scoperto poche ore prima del suo massimo avvicinamento dal telescopio di 703 Catalina Sky Survey (USA) da G. J. Leonard quando aveva una discreta luminosità di 16.5 mag. Avvicinandosi a 0.0014 UA. Alla scoperta dell'asteroide, oltre a noi, hanno contribuito astrofili italiani collegandosi con i telescopi remoti: L. Buzzi, P. Concari, S. Foglia, G. Galli, M. Tombelli.

La scoperta dell'asteroide 2016 SA2 viene annunciata con  M.P.E.C. 2016-S58, di seguito in Figura 5, quando aveva oltreppasato l'orbita della Luna; come si può vedere l'oggetto è decisamente luminoso, il suo diametro è stato stimato in circa  7 metri.

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Figura 5: Immagine dell'asteroide 2016 SA2 ottenute da San Marcello


I telescopi professionali migliorano le loro performance con il passare del tempo, e molto spesso capita che riescano ad individuare asteroidi con luminosità oltre la  21 magnitudine. Ciò nonostante anche noi astrofili affiniamo le notre tecniche al fine di migliorare i risultati e, non di rado, capita di riuscire a misurare asteroidi molto poco luminosi come del caso del NEA ( Near Earth Asteroid )   2016 SZ35, scoperto dal PAN-STARRS Haleakala,  da noi misurato quando aveva una luminosità di 21.0 mag. come si evince dalla M.P.E.C. 2016-T12 .

Un'altra bella soddisfazione la otteniamo il 27 settembre quando riusciamo ad effettuare il follow-up di un NEOCP di 21.2 mag, successivamente denominato 2016 SV3 come da ciroclare M.P.E.C. 2016-S89,  dove noi siamo gli unici astrofili tra gli osservatori che hanno effettuato la conferma. 

Nella pagina NEOCP dell' 8 Ottobre vi era un asteroide da confermare di 21.5 mag. In cosiderazione della sua posizione sulla volta celeste a +65° sull'orizzonte, proviamo a confermarlo. Pian piano riusciamo a individuare il nuovo oggetto ed inviamo le nostre misure al MPC, come si evidenzia nella Figura 5, dove a destra c'è l'immagine ottenuta dell'asteroide, a sinistra screen-shot del software “find_ord” utilizzato per la verifica dei residui. 

 

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Figura 6: Immagine di conferma dell'asteroide 2016 TZ19

 

Con circolare M.P.E.C. 2016-T118, il MPC annuncia la scoperta del nuovo NEA, da noi confermato ed anche i questo caso siamo gli unici astrofili ad averlo individuato.

L'attività di follow-up di asteroidi può dare davvero molte soddisfazioni, oltre ad essere un'importante attività di ricerca e collaborazione con i professionisti.  

Di seguito si riportano i dati estrapolati dal Minor Planet Center, relative all'attività dai soci del GAMP: nella prima colonna viene indicato l'anno di riferimento, nella seconda il codice osservatorio 104 per San Marcello, nella terza le misure astrometriche inviate, nella quarta il numero di asteroidi numerati osservati, in colonna 5 il numero di asteroidi con designazione provvissoria osservati, in colonna 6 il numero di comete osservate, nelle colonne 7,8,9 le relative misure astronomiche. 

 

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Tabella 1: risultati ottenuti dall'osservatorio 104 San Marcello

 

Dall'osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, Luciano Tesi, Giancarlo Fagioli, Paolo Bacci e Martina Maestripieri, quando è possibile, cercano di dare il proprio contributo in questo ramo dell'astronomia.

 

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Paolo Bacci

GAMP  Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese

www.gamp-pt.net 

 

 

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I prossimi 12-13 Novembre, presso l'Osservatorio del “Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese” (www.gamp-pt.net) a San Marcello Pistoiese si terrà il Meeting Corpi Minori dell’Unione Astrofili Italiani, organizzato dalle Sezioni di Ricerca Comete, Meteore ed Asteroidi, un appuntamento ormai giunto alla quarta edizione. 

Il meeting rappresenta un importante momento di incontro e confronto tra gli appassionati dei Corpi Minori del Sistema Solare e di presentazione delle attività e delle ricerche in corso. La partecipazione è libera ed aperta a tutti gli astrofili che desiderino avvicinarsi a questo campo di ricerca o che già vi operano attivamente. Indicativamente il meeting si aprirà nel primo pomeriggio di sabato 12 per poi concludersi la domenica mezzogiorno.

Il programma dettagliato del meeting sarà comunicato al più presto.

Per ulteriori informazioni scrivere una mail agli indirizzi: comete@uai.it , meteore@uai.it e asteroidi@uai.it

Sito web dell’osservatorio del GAMP: www.gamp-pt.net

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Nell'ambito delle attività di divulgazione delle scienze astronomiche, il GAMP (Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese) che gestisce l'Osservatorio Astronomico, struttura del Comune di San Marcello Pistoiese, durante tutto l'arco del periodo estivo ha collaborato con alcune scuole di Pistoia al progetto di alternanza scuola-lavoro attraverso uno stage, effettuato da alcuni studenti, della durata di 60 ore: due ragazze dell'Istituto Tecnico Commerciale Sperimentale Statale 'Filippo Pacini' del comune di Pistoia e due ragazzi ed una ragazza dell'Istituto Omnicomprensivo di San Marcello Pistoiese.

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Alcuni momenti delle attività dei ragazzi in 'osservatorio

La collaborazione ha avuto luogo grazie ai contatti tenuti dal Presidente del GAMP Luciano Tesi e gli istituti scolastici, che ha permesso per la prima volta di avere studenti delle scuole secondarie di secondo grado presso l'Osservatorio, per effettuare un tirocinio formativo.

Gli studenti Giulia Pagliai, Giulio Carotta, Andrea Pierazzi, Martina Fragai, Linda Tesi, si sono avviati con entusiasmo alle attività da svolgere durante le 60 ore ed hanno così effettuato un percorso nel quale sono stati protagonisti nelle varie attività che si tengono presso la struttura: dall'organizzazione di una serata pubblica in tutti i suoi aspetti, come la predisposizione della sala conferenze e la preparazione dei telescopi per l'osservazione, all'organizzazione di serate a tema, per finire con la partecipazione ad un corso di astronomia sugli asteroidi. Nel corso della loro esperienza, il Vice-Presidente Samuele Marconi ha gestito i ragazzi sia dal punto di vista prettamente burocratico che dal punto di vista formativo, preparando il test finale. Gli studenti seguiti da Paolo Gigli hanno imparato cosa significa divulgare l'astronomia ad un pubblico non eterogeneo con l'utilizzo di strumenti multimediali. Giancarlo Fagioli ha messo a disposizione la sua esperienza osservativa e conoscenza degli strumenti in possesso all'Osservatorio, insegnando ai ragazzi il loro utilizzo. Proseguendo il percorso formativo con Geronimo Bartolomei, hanno imparato a riconoscere le principali costellazioni e la loro mitologia. Hanno inoltre potuto effettuare attività di ricerca nel campo dei sistemi minori, guidati da Paolo Bacci e Martina Maestripieri. Leonardo Mazzei e Luca Nerli, infine, hanno dato le indicazioni ai discenti su come effettuare fotografie con le normali macchine fotografiche.

 

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I ragazzi a lavoro in osservatorio

Si è trattato sicuramente di un bell'esempio di collaborazione tra scuola e territorio che troppo spesso viene trascurato, valorizzando così anche l'Osservatorio astronomico che si è arricchito della presenza di questi ragazzi giovani che, con il loro entusiasmo e la loro voglia di fare, hanno sempre partecipato in modo positivo ed efficiente alle attività, offrendo un valido aiuto soprattutto nelle serate aperte al pubblico.

gampQuesto ha permesso agli studenti di acquisire sia nuove competenze in previsione di un futuro lavorativo, sviluppando capacità di coordinamento e gestione dei rapporti con il pubblico, sia nuove conoscenze nel campo delle scienze astronomiche, nella speranza di far crescere in loro l'entusiasmo e la passione per l'astronomia e far sì che continuino a

partecipare anche in futuro, in modo concreto, alle attività dell'Osservatorio.

Paolo Bacci e Martina Maestripieri

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Mercoledì, 13 Luglio 2016 21:33

Passaggio ravvicinato dell'asteroide 2016 NK22

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Alle 12.00 UT (le 14 locali) del 11/07/2016 un asteroide di 4-9 metri , è passato a circa 250 000 km dalla Terra.

L'asteroide denominato 2016 NK22 è stato scoperto dall'osservatorio Mt. Lemmon Survey (USA) (codice MPC G96) la notte del 9 luglio scorso e confermato dal telescopio dell'università ungherese di Szeged. (codice MPC 461), come da MPEC 2016-N66 del 10 luglio.

Dall'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese (codice MPC 104), struttura del comune di San Marcello e gestita dal GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – gli astrofili Paolo Bacci e Martina Maestripieri utilizzando le effemeridi elaborate dal NEODyS di Navacchio (Pisa), sono riusciti ad individuare, osservare e misurare l'asteroide 2016 NK22.
Nelle immagini ottenute utilizzando il telescopio da 0.60-m F/4, con FOV di 35'x36' e risoluzione di 2”/pixel, l'asteroide è stato immortalato poche ore prima del suo massimo avvicinamento alla Terra, quando si trovava a circa 374 000 km, ovvero poco dopo aver oltrepassato l'orbita della Luna (384 000 km).
Di seguito il diagramma dell'orbita di 2016 NK22

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L'asteroide definito “Virtual Impactor” (impattatore virtuale) dal servizio “SENRTY” della NASA JPL, aveva una luminosità di 18 magnitudine, con un moto apparente di 150” pertanto per poter effettuare misure astrometriche sufficientemente precise sono state acquisite centinaia di immagini con un tempo di posa di 2 secondi ciascuna.

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Le misure ottenute sono state inviate al Minor Planet Center e all'astronomo Fabrizio Bernardi, amministratore di SPACEDyS, che gestisce il servizio NEODyS, il quale cortesemente ha effettuato il controllo dei residui delle nostre misure astrometriche che sono risultate essere sufficientemente precise.
Il passaggio radente del piccolo asteroide è stato documentato solo da due osservatori professionali e dagli astrofili del GAMP.

Paolo Bacci e Martina Maestripieri

www.gamp-pt.net

Di seguito i residui calcolati dal NEODyS

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Nell'ambito dell'attività di ricerca dei corpi minori del sistema solare – asteroide e comete – si soci del GAMP Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese, che gestiscono l'osservatorio della Montagna Pistoiese, struttura pubblica del comune di San Marcello Pistoiese, hanno effettuato il follow-up dell'asteroide 2008 CT190, TNOs ( Trans-Neptunian Object),

I TNOs hanno un orbita oltre le 30 Unità astronomiche, ovvero oltre l'orbita di Pluto, conosciuti anche come KBO (Kupier Belt Object), rappresentano la nuova frontiera del nostro sistema solare. La popolazione dei TNOs è composta da circa 1490 oggetti. (http://www.minorplanetcenter.net/iau/lists/TNOs.html)

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Fig 1 – TNOs distanza dal sole e dimensioni

Principalmente sono ricoperti da ghiaccio, si presuppone che conservino nella loro struttura i fossili della nube proto-stellare che ha formato il nostro sistema solare.

Dall'analisi spettroscopica sono composti generalmente da una miscela di idrocarburi leggeri: metano, ammoniaca e ghiaccio d'acqua, molto simili alla composizione delle comete.

Il primo ad essere stato scoperto è Pluto nel 1930, i più grandi corpi conosciuti appartenenti a questa categoria sono: Eris, Makemake, 2007 OR10 e Haumea, le cui dimensioni sono di circa 1500 km.



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Fig. 2 - Rappresentazione delle dimensioni dei TNOs


Essendo corpi molto distanti il loro studio è particolarmente difficoltoso. Grazie al recente passaggio ravvicinato della sonda New Horizons della NASA con Pluto si hanno maggiori informazioni e dati su questi corpi freddi e remoti.


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Fig. 3 - Immagine della superficie di Pluto ripresa dalla sonda New Horizons (NASA)

I KBOs essendo molto distanti dal Sole sono influenzati dalle forze gravitazionale dei pianeti giganti ed in particolare modo da Nettuno alle risonanze orbitali 2:3 e 1:2.

In questa zona di spazio vi sono due principali categorie di oggetti, quelli che orbitano intorno al Sole con un eccentricità prossima allo zero (come la maggior parte dei pianeti del sistema solare) ed gli altri con un eccentricità oltre 0.3 e inclinazione superiore ai 30°.


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Fig. 4 Diagramma semiasse maggiore (a) Vs Inclinazione( Incl.)

 

Di seguito si riportano in grafico la distanza del semiasse maggiore (a ) e la distanza perielica (q) , che evidenzia una distribuzione non omogenea dei TNOs.

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Fig. 5 – Semiasse Maggiore (a ) vs Perielio (q)

La distribuzione dei KBOs in funzione della distanza dal Sole mostra una “lacuna” intorno a 48 UA. Secondo alcuni astronomi, come Alan Stern e Patryk Lykawka, la causa potrebbe essere l'interazione gravitazionale di un oggetto di massa planetaria ancora sconosciuto, della taglia di Marte o della Terra, oppure secondo altri dovuto alla presenza di un oggetto più massiccio posto a circa 1500 UA.



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Fig. 6 distribuzione dei KBOs in funzione della distanza dal Sole

I TNOs, come detto essendo molto lontani dal Sole hanno un periodo siderale di centinaia di anni, per cui il loro moto apparente sulla volta celeste risulta, di norma, molto lento.

Questa regione, la c.d. Fascia di Kupier, ha un esenzione da 30 UA fino a 50 UA, e si pensa sia il bacino delle comete a corto periodo. E' una zona ancora inesplorata e che in futuro potrà dare importanti indicazioni sulla formazione del nostro sistema solare.

L'asteroide 2008 CT190, TNOs, è stato scoperto la notte del 9 febbraio 2008 dall' osservatorio di Palomar Mountain (MPC 675) utilizzando il telescopio da 1.2-m in configurazione Oschin Schmidt, dagli astronomi: M. E. Schwamb, M. E. Brown, D. Rabinowitz.

Dal sito Astdys2 (http://hamilton.dm.unipi.it/astdys/index.php?pc=1.1.7.0&n=2008%20CT190) risultano solo 42 osservazioni, di cui 8 pre-scoperta, l'ultima risale al 10 Marzo del 2013.

Elementi orbitali

Epoch 2016 July 31.0 TT = JDT 2457600.5 MPC

M 4.13700 (2000.0) P Q

n 0.00253572 Peri. 48.03203 -0.72055580 -0.33045087 T = 2455969.01043 JDT

a 53.2601068 Node 103.65942 +0.28519259 -0.94257195 q = 34.6981429

e 0.3485153 Incl. 38.85374 +0.63203206 +0.04858337

P 389 H 5.5 G 0.15 U 1

From 45 observations at 9 oppositions, 2002-2016, mean residual 0".37.

gamp 8

Fig. 7 – Orbita dell'asteroide 2008 CT190

La sera del 6 maggio 2016 il team di astrofili del GAMP guidati da Paolo Bacci, composto da Luca Nerli, Martina Maestripieri e Leonardo Mazzei, utilizzando il telescopio da 0,60-m F/4 , munito di CCD 1024x1024, con FOV di 35'x35' e risoluzione 2”/pixel, ( Codice MPC 104 San Marcello), hanno puntato la zona di cielo dove era previsto la presenza dell'asteroide 2008 CT190. Dalle effemeridi del Minor Planet Center risultava una luminosità di 21.0 mag, con un motion di 0,03”/min e PA 220; trovandosi ad una distanza dal Sole di 34,8 UA ( circa 5.206.080.000 km).

In base ai dati conosciuti veniva lanciata una sequenza di immagini ognuna da 60 secondi, per un totale di 30 immagini. Al fine di poter apprezzare lo spostamento dell'asteroide nelle nostre immagini, abbiamo ripreso la stessa zona di cielo dopo circa 3,7 ore, riuscendo cosi a notare il movimento dell'asteroide che, dalle nostre misure, è risultato avere una magnitudine di ~20,8.

Dopo accurati controlli le nostre misure astrometriche sono state inviate al Minor Planet Center.

In fig.8 viene indicata la zona di cielo ripresa, con evidenziato l'asteroide 2008 CT190, ripreso dell'osservatorio astronomico di San Marcello.


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Fig. 8 – L'asteroide 2008 CT190 ripreso dall'Osservatorio di San Marcello Pistoiese.

Inoltre, abbiamo trasmesso le nostre misure astrometriche all'astronomo Fabrizio Bernardi, amministratore di SpaceDys e gestore del sito Neodys e AstDys , il quale ha calcolato i residui delle nostre misure, confermando la buona qualità da noi ottenuta.

Per i soci del GAMP è stata davvero una bella esperienza e motivo di grande soddisfazione effettuare il follow-up di un asteroide TNOs la cui luminosità era al limite delle potenzialità del nostro strumento, riuscendo a misurare un asteroide che si trovava ad una distanza di oltre 5 miliardi di km le cui dimensioni sono stimate in 350 km.

Paolo Bacci

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GAMP - Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese

Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese

 

Osservazioni dell'asteroide TNOs 2008 CT190 presenti nel database del MPC

2002 02 08.25931 08 52 32.98 +35 44 44.6 20.1 r 705 – Apache Point MPS 449646

2002 02 08.26014 08 52 32.98 +35 44 44.7 705 – Apache Point MPS 449646

2002 02 08.26263 08 52 32.95 +35 44 44.7 705 – Apache Point MPS 449646

2002 02 12.35304 08 52 05.96 +35 46 37.0 21 R 644 – Palomar Mountain/NEAT MPS 387243

2002 02 12.39759 08 52 05.66 +35 46 38.1 644 – Palomar Mountain/NEAT MPS 387243

2002 11 07.454006 09 08 11.76 +35 13 28.8 21.1 V 645 – Apache Point-Sloan Digital Sky Survey MPS 604621

2002 11 07.454835 09 08 11.76 +35 13 28.8 20.8 V 645 – Apache Point-Sloan Digital Sky Survey MPS 604621

2002 11 07.457323 09 08 11.77 +35 13 28.9 21.6 V 645 – Apache Point-Sloan Digital Sky Survey MPS 604621

2008 02 09.48728 09 52 54.32 +38 53 04.1 21.1 R 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 02 09.53457 09 52 53.98 +38 53 05.3 21.0 R 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 02 10.35833 09 52 48.43 +38 53 39.3 21.5 R 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 02 10.40611 09 52 48.16 +38 53 41.0 21.3 R 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 02 27.15774 09 50 54.76 +39 02 55.5 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 249836

2008 02 27.24540 09 50 54.16 +39 02 57.5 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 249836

2008 03 12.14846 09 49 26.22 +39 07 22.4 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 03 12.29903 09 49 25.29 +39 07 24.1 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 03 12.36855 09 49 24.88 +39 07 25.1 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 04 02.20838 09 47 40.30 +39 08 03.1 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 05 03.24090 09 46 35.56 +38 57 08.6 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 05 04.21209 09 46 35.56 +38 56 36.8 675 – Palomar Mountain MPS 249836

2008 10 25.45330 10 06 19.32 +37 41 32.0 695 – Kitt Peak MPS 265296

2008 10 25.48941 10 06 19.50 +37 41 33.1 695 – Kitt Peak MPS 265296

2008 10 27.40825 10 06 29.31 +37 42 29.7 695 – Kitt Peak MPS 265296

2008 10 27.44105 10 06 29.46 +37 42 30.4 695 – Kitt Peak MPS 265296

2009 02 26.32375 10 01 31.86 +39 23 40.2 20.5 R 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 278751

2009 02 26.36956 10 01 31.56 +39 23 41.5 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 278751

2009 03 12.13214 10 00 02.87 +39 28 31.1 675 – Palomar Mountain MPS 281350

2009 03 13.24076 09 59 56.08 +39 28 46.1 675 – Palomar Mountain MPS 281350

2009 03 24.19264 09 58 54.38 +39 30 08.7 20.7 R 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 281350

2009 03 24.24475 09 58 54.09 +39 30 08.9 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 281350

2009 03 25.18686 09 58 49.26 +39 30 10.2 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 281350

2009 03 25.27341 09 58 48.81 +39 30 10.3 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 281350

2010 03 09.86696 10 11 00.78 +39 45 25.8 20.5 V A74 – Bergen-Enkheim Observatory MPS 316783

2010 03 09.90745 10 11 00.55 +39 45 26.5 20.9 V A74 – Bergen-Enkheim Observatory MPS 316783

2010 03 09.92287 10 11 00.49 +39 45 26.8 20.8 V A74 – Bergen-Enkheim Observatory MPS 316783

2011 01 10.46484 10 27 47.15 +39 14 14.2 20.6 R 695 – Kitt Peak MPS 375601

2011 01 10.51359 10 27 46.95 +39 14 17.5 695 – Kitt Peak MPS 375601

2011 01 10.55114 10 27 46.75 +39 14 19.2 695 – Kitt Peak MPS 375601

2011 12 26.41367 10 39 17.02 +39 05 43.5 20.6 R 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 404710

2011 12 26.48007 10 39 16.88 +39 05 47.9 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 404710

2013 03 10.06371 10 43 35.17 +40 15 39.8 I17 – Thomas G. Cupillari Observatory, Fleetville MPS 459317

2013 03 10.11777 10 43 34.79 +40 15 40.7 I17 – Thomas G. Cupillari Observatory, Fleetville MPS 459317

2013 03 10.15122 10 43 34.56 +40 15 42.6 I17 – Thomas G. Cupillari Observatory, Fleetville MPS 459317

2010 03 09.92287 10 11 00.49 +39 45 26.8 20.8 V A74 – Bergen-Enkheim Observatory MPS 316783

2011 01 10.46484 10 27 47.15 +39 14 14.2 20.6 R 695 – Kitt Peak MPS 375601

2011 01 10.51359 10 27 46.95 +39 14 17.5 695 – Kitt Peak MPS 375601

2011 01 10.55114 10 27 46.75 +39 14 19.2 695 – Kitt Peak MPS 375601

2011 12 26.41367 10 39 17.02 +39 05 43.5 20.6 R 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 404710

2011 12 26.48007 10 39 16.88 +39 05 47.9 688 – Lowell Observatory, Anderson Mesa Station MPS 404710

2013 03 10.06371 10 43 35.17 +40 15 39.8 I17 – Thomas G. Cupillari Observatory, Fleetville MPS 459317

2013 03 10.11777 10 43 34.79 +40 15 40.7 I17 – Thomas G. Cupillari Observatory, Fleetville MPS 459317

2013 03 10.15122 10 43 34.56 +40 15 42.6 I17 – Thomas G. Cupillari Observatory, Fleetville MPS 459317

 

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