Tessera UAI

 

 

La Tessera UAI

 

La tessera dell'Unione Astrofili Italiani testimonia l'appartenenza alla nostra Associazione. Ulteriori informazioni  nella pagina Diventa Socio

La tessera ha una validità annuale (esattamente 365 giorni) dal momento in cui si effettua il versamento della quota allo stesso giorno dell'anno successivo.

Da un punto di vista grafico la tessera cambia di anno in anno riportando sul davanti le informazioni del socio (nome e cognome, numero di tessera, periodo di validità, indirizzo, CAP e città).

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 2012

tessera

La nebulosa Dumbbell - M27 nel catalogo Messier -  fotografata con il telescopio remoto Skylive-UAI. Un telescopio a disposizione dell'astrofilo, per divulgazione e ricerca.

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Nel  2011 con il cambio di tipografia non è stato possibile stampare la tessera, che, come vedete sopra, ha ripreso con quest'anno. Ecco qui sotto le tessere degli anni precedenti.

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2010

gal1
La galassia  NGC 4565

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2009

tessera 2009

IYA2009, a cui partecipano più di 100 Paesi, riveste  grande importanza sul piano culturale e si pone, con i  progetti di eventi e manifestazioni per il pubblico, degli  obiettivi “alti” che toccano, tra gli altri, temi come il ruolo  della scienza e il suo contributo alla società e alla cultura,  la crescita dei Paesi in via di sviluppo, l’avvicinamento  dei giovani all’Astronomia, ed alla scienza in generale, la riscoperta del cielo come eredità universale dell’uomo, lo sviluppo sostenibile.

Attraverso l’osservazione del cielo, si invitano i cittadini di tutto il mondo, e soprattutto i giovani, a riscoprire il proprio posto nell’Universo, il senso profondo dello stupore e della scoperta, le ricadute e l’importanza della scienza sulla vita quotidiana e sugli equilibri globali della società.

L’Unione Astrofili Italiani contribuisce in maniera attiva all’Anno Internazionale dell’Astronomia con un calendario di iniziative particolarmente numerose. Ha ottenuto che tutte le pubblicazioni del 2009 fossero siglate con il logo IYA2009 e ha invitato tutte le Associazioni locali aderenti all’UAI a registrare le proprie iniziative sul sito Internet messo a punto dall’INAF.

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2008

2008

"Andromeda" di Italo Rodomonti. 
Tale opera è stata donata dal Maestro Rodomonti all’Unione Astrofili Italiani in occasione dell’inaugurazione della Sede Nazionale UAI presso l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica
dell’Istituto Nazionale di Astrofisica a Roma.

Italo Rodomonti, il maggiore esponente della Space Art in Italia, ha costruito negli anni della sua lunga carriera artistica un percorso coerente e formalmente ineccepibile intorno ad una passione e ad un’avventura: la rappresentazione dello spazio cosmico e la sua declinazione fondata sulla cultura artistica della contemporaneità. È già stato detto come la Space Art si muova su un crinale assai pericoloso, spesso incerto tra figurazione ed illustrazione. Mantenersi su questo crinale in un equilibrio che non sia solo arzigogolo intellettuale o peggio ancora furbesca contaminazione è stata la sfida costante con la quale Rodomonti si è sempre misurato raggiungendo risultati unitari artisticamente validi senza rinunciare al suo amore fondamentale: lo spazio infinito dell’universo. 
Sappiamo che da sempre il problema della rappresentazionedello spazio è stato al centro delle ricerche degli artisti,i quali spesso con le loro intuizioni e le loro espressioni figurative hanno seguito se non anticipato la speculazioni dei filosofi e le scoperte degli scienziati. L’omogeneità dello spazio prospettico rinascimentale, lo spaziotempo dell’avventura cubista, microcosmo e macrocosmo di tanta arte contemporanea. L’artista teramano, conduce da sempre la sua ricerca non ignorando questo retroterra culturale, affrontando in maniera originale il felice connubio tra arte e scienza. Potrebbero dimostrarlo ad abundantiam non solo i suoi rapporti con astrofisici ed osservatori astronomici italiani e stranieri, oppure quello che costituisce non solo per Rodomonti ma per la città di Teramo e per l’Italia un vero cimelio storico: la lettera di Werner Von Braun indirizzata all’artista con i complimenti per la sua arte, ma soprattutto un lavoro costante, al limite della cocciutagine e dello straniamento, per l’ostinato attaccamento ad una tematica senza mai scadere nella ripetitività, anzi scandagliando continuamente l’argomento sempre con nuove ricerche, con la sperimentazione di nuovi materiali.
È stato quindi naturale, direi ineludibile, per Rodomonti approdare, come è avvenuto recentemente, alla scultura e alla tridimensionalità per far librare nello spazio traettorie, corpi celesti, arcaismi cosmologici, sempre con un occhio rivolto a ciò che accade nel mondo dell’arte e della sperimentazione artistica. All’artista teramano non possiamo che augurare sempre maggiori avventurosi traguardi in piena sintonia con le misteriose ed inquietanti, ma sempre affascinati esplorazioni dell’infinito universo

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2007

2007

La volta decorata del Gabinetto d'Astronomia di Palazzo Laderchi a Faenza.

Il conte Achille Laderchi nel 1796 programma la sistemazione di un appartamento per suo esclusivo uso nel grande palazzo di famiglia: il progetto fu concordato con l'arch. Giovanni Antonio Antolini (1754-1841) che diede precise indicazioni sia per la parte architettonica sia per gli aspetti iconografici delle decorazioni poi affidate al pittore Felice Giani (1758-1823) e allo scultore Antonio Trentanove (1745?-1812). Tra gli ambienti spicca per importanza il cosiddetto Gabinetto dell'Astronomia, un vano ellittico la cui complessa decorazione è stata interpretata idonea ad una saletta di riflessione o iniziazione massonica. Sulle pareti, scandite da eleganti pilastrini, porte e finestra, e dalle raffigurazioni dei grandi astronomi (Galileo, Keplero, Ticone, Copernico), corre la fascia degli stucchi con le Stagioni alternate al Solstizio, Equinozio, Notte e Giorno. Alla base della volta la fascia con i segni zodiacali precede il tema decorativo, ossia la raffigurazione entro cerchi degli otto Pianeti allora conosciuti, alternati a triangoli con i rispettivi Geni. Nella scena centrale il raro soggetto della Danza delle Ore: Saturno-Crono, con gli attributi della falce e clessidra, suona la lira in atteggiamento malinconico allusivo all'inesorabile passare del tempo, scandito appunto dalle Ore; sullo sfondo, al di là dell'arcobaleno, Apollo guida il carro del Sole. (a cura della Prof.ssa Marcella Vitali)

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2006

caldera

Daniel D. Durda, prima di essere uno Space Artist, è un astrofisico del Southwest Research Institute specializzato nello studio della evoluzione dinamica e collisionale degli Asteroidi. É presidente della Fondazione B612 (www.b612foundation.org) la quale si pone l'obiettivo di alterare in maniera controllata l'orbita di un asteroide entro il 2015 ed è il coordinatore del Programma Near-Earth Object dedicato allo scomparso Gene Shoemaker della Planetary Society. Durda è inoltre un pilota NASA di aerei militari di alta quota ed effettua per conto dell'Agenzia Spaziale Americana esperimenti in situazioni di bassa gravità. Durda è uno dei più apprezzati Space Artists, aderente alla IAAA (International Association of Astronomical Artists - www.iaaa.org) ed autore di numerose e interessanti opere. Il lavoro qui rappresentato è "Caldera" e descrive l'emissione di luce dalla lava di un vulcano su una tormentata luna che orbita intorno ad un pianeta gigante gassoso (acrilico 35 x 45 cm).

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 2005

2005

Italo Rodomonti "Future Astrolabe" Scultura (2004) Ferro

E' intrigante! Mentre Italo Rodomonti sogna le sue geometrie spaziali che rimandano a mondi lontani, la suggestione è di una biologia primordiale, di una distribuzione di vita nello spazio e dallo spazio. E questa è esattamente una delle ultime e più affascinanti frontiere della ricerca scientifica astronomica.Roberto Burchi - Astronomo

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 2004

2004 

Juggernaut

Joseph Michael (Joe) Tucciarone è un artista americano nato in Ohio, a Youngstown, nel 1953. Laureatosi in Fisica nel 1978, lavora al Memphis Museum come Space Artist" ed è membro dell'International Association for the Astronomical Arts. Le sue opere riguardano principalmente l'Astronomia, la Cosmologia e i Dinosauri. Alcune sue opere sono state pubblicate da giornali quali Time, Discover, Science. Un suo lavoro (‘Extinction') è stato usato per la produzione del film ‘Deep Impact' ed alcune sue illustrazioni sono servite per documentari su History e Discovery Channel. L'opera proposta sul retro della Tessera UAI 2004 è Juggernaut", delle dimensioni di 30x60cm, è stata realizzata nel 1996.

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 2003 

tesseragogh

Cosmos 2 (140 x 100 - olio su masonite) opera del Maestro Rodomonti

Italo Rodomonti è nato a Teramo nel 1926 dove vive e opera in Via Firenze, 2. Arte e scienza trovano nell'ispirazione informale della sua pittura un momento d'ideale convergenza. Ha partecipato a numerose rassegne in Italia e all' estero e, già dalla metà degli anni settanta, le sue opere sono presenti in permanenza presso il National Air and Space Museum della Smithsonian Institution di Washington, al Museum am Osrwall Dortmund (presenza temporanea), su segnalazione di Wernher Von Braun, al The Alabama Space and Rocket Center di Huntsville. Scienziati e ingegneri della NASA, astronauti delle primissime missioni spaziali Apollo 8 e Apollo 11, si sono interessati alla sua opera. Ha esposto presso il laboratorio di Fisica Nucleare del Gran Sasso, l' Osservatorio Astronomico di Torino (Esposizioni per il Convegno Strade del tempo, strade senza tempo) e di Capodimonte a Napoli. Dal 1995 è membro della IAAA, International Association for Astronomical Arts. Nel settembre del 1996, è presente con altri artisti internazionali nel Museo de la Ciencia y el Cosmos per il tema Arte Cencia Humunidad. A questa seguono varie mostre personali e collettive internazionali e le sue opere sono ora presenti in numerose collezioni private negli Stati Uniti, Canada, Venezuela e in molti stati d' Europa.

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 2001 

2001

Il primo anno del nuovo Millennio è dedicato ad un dettaglio della famosissima rappresentazione dell'Epifania che Giotto dipinse nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

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 2000

2000

Soffitto della Sala dello Zodiaco

Fra l'appartamento degli Arazzi e il Salone dei Fiumi nel Palazzo Ducale di Mantova si trova la cosiddetta Sala dello Zodiaco, costruita per volere del duca Guglielmo Gonzaga alla fine del XVI secolo nella parte del palazzo detta Corte vecchia. Alterata nella sua struttura architettonica nel 1812 da Paolo Pozzo, la sala conserva la decorazione originaria nella volta , eseguita a fresco da Lorenzo Costa il Giovane nel 1579. Al centro della composizione è Diana-Luna sul carro trainato da cani attorno alla quale, su sfondo blu, appaiono le figure dello Zodiaco e le costellazioni le cui fisionomie sono tracciate da gruppi di stelle dorate a sottolineare la supposta identità tra divinità mitologiche e corpi celesti.

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 1999

1999

Sala del Mappamondo, Palazzo Farnese, Caprarola

Le costellazioni: affreschi della Volta della Sala del Mappamondo di Palazzo Farnese a Caprarola, in provincia di Viterbo. La Volta,che riporta le 48 costellazioni tolemaiche, fu affrescata fra il 1573 e il 1574; autore (Raffaellino da Reggio?)

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 1998

gogh

Notte stellata 1889 - Olio su tela 72 x 92 Museo Arte Moderna, New York

Dal 1883 al 1889 Van Gogh si dedicò, in diverse occasioni, alla rappresentazione del cielo e "Notte stellata" è senza dubbio l'opera più rappresentativa delle diverse e affascinanti atmosfere notturne da lui dipinte. Sulla data esatta dell'esecuzione di quest'opera, la maggior parte degli esperti sono concordi nel sostenere che sia stata dipinta poco prima dell'alba del 19 Giugno 1889, ma su tale data non mancano controversie. L'artista, infatti, fa esplicito riferimento all'opera "Notte stellata" in una lettera risalente al 2 giugno"[...] Questa mattina dalla mia finestra ho guardato a lungo la campagna prima del sorgere del Sole, e non c'era che la stella del mattino, che sembrava molto grande. Daubigny e Rousseau hanno già dipinto questo, esprimendo tutta l'intimità, tutta la pace e la maestà e in più aggiungendovi un sentimento così accorato, così personale. Non mi dispiacciono queste emozioni.

 

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