Premio Ruggieri

 


Il Premio «Guido Ruggieri» è stato istituito dall'UAI nel 2003 e viene conferito all'Astrofilo più meritevole, per specifiche attività di ricerca effettuate o per l'insieme delle attività sviluppate lungo la propria attività. 

______________________________________________________

2016

Emiliano Ricci

 

Premio Ruggeri 2016

 ________________________________________________________________________

2015

Claudio Lopresti


premiazione Lopresti

_____________________________________________________

2014

Lorenzo Franco


UAI PremioRuggieri2014 Lorenzo Franco

 ______________________________________________________

 
 2013

Nello Ruocco

rcc

 

  _______________________________________________________________________________________ 


2012

Luciano Tesi

lt

 
______________________________________________________________________________

 

2011

Fulvio Mete

fm.jpg

  

_________________________________________________________________________

 

2009

Toni Scarmato


ts.jpg

 __________________________________________________________________________

  

2008

Giovanni Sostero e Ernesto Guido

gseg.jpg
 
_____________________________________________________

2007

Luigi Baldinelli


lb.jpg

lb2.jpg
 
 _________________________________________________________________________


2006


Luigi Prestinenza

lp.jpg

La motivazione:: Per una vita dedicata all’Astronomia e alla divulgazione della Scienza. Osservatore attento e sistematico dei pianeti ed in particolare di Marte, al quale ha dedicato uno splendido libro. Giornalista e divulgatore scientifico per oltre un cinquantennio, sempre in prima linea nel rapporto con il pubblico e con gli studenti. Socio e sostenitore UAI già dai primi anni della sua costituzione, ha contribuito in maniera determinante, con la sua autorevole e assidua presenza, ad uno svolgimento corretto e sereno delle Assemblee sociali. Fondatore e presidente per venticinque anni del Gruppo Astrofili Catanesi che porta il nome di Guido Ruggieri. Più recentemente fondatore e presidente dell’Associazione Stelle e Ambiente. A Luigi va la gratitudine incondizionata di tutti i Soci dell’Unione Astrofili Italiani. 

 ________________________________________________________________________


2005

Vittorio Rustichelli


vr.jpg

 

________________________________________________________________________

2003

Gianluca Masi

gm.jpg 

________________________________________________________________________________________________________________________


Breve ricordo di Guido Ruggieri
di Luigi Prestinenza durante la premiazione avvenuta a Catania il 10 Settembre 2006

Voi m’avete dato il premio intitolato al mio compianto amico, amicissimo, Guido Ruggieri e nessuna distinzione poteva essermi più gradita. Ma proprio in nome di quella vecchia amicizia vorrei dire due parole per ricordare Guido, la sua opera, la sua passione: se ne è andato ormai da trent’anni, prematuramente, e solo qualcuno di voi ricorderà chi veramente egli era, come e dove operò.
Avvicinai Ruggieri, come tanti altri astrofili, da Recla a De Mottoni, attraverso il vecchio Coelum. Era un lindo fascicoletto bimestrale dalla copertina celeste che veniva compilato all’Osservatorio di Bologna: diretto dal prof. Guido Horn d’Arturo, all’inizio degli anni Cinquanta era l’unico terreno d’incontro degli astrofili che volessero scambiarsi esperienze, aggiornarsi sulle ultime notizie, pubblicare delle proprie osservazioni.
Avevo allora, parlo del 1954, meno di trent’anni, lavoravo già alla "Sicilia" e scrivevo dei pezzi di divulgazione astronomica, come faccio ancora: Ruggieri era più anziano, del 1913, veniva da Faenza e non aveva potuto proseguire gli studi, nonostante la grande passione, oltre il diploma di ragioniere, che gli era valso un posto all’Ufficio del Registro di Forlì. Ma non aveva aspettato quei primi guadagni per soddisfare come poteva le sue grandi passioni, la geologia e il cielo, l’osservazione diretta dei corpi c

A tredici anni annotava già scrupolosamente queste sue osservazioni, a sedici possedeva un rifrattorino di 41 millimetri, fate conto un piccolo cercatore, con oculari di scarsa qualità e scomodissimo da usare. Dai disegni che ne ricavava ebbe origine la sua abilità di disegnatore, che doveva farne uno specialista in materia di geografia planetaria.
Andrei troppo per le lunghe se mi soffermassi sulle esperienze di Guido - anch’esse estremamente formative - adoperando su Luna e pianeti dei piccoli cannocchiali che oggi non si darebbero a un bambino. Appunto alle sue osservazioni con strumenti di apertura modesta è dedicato il suo primo articolo, apparso nel 1946 su Coelum, una collaborazione che con gli anni si intensificò: e appunto sul Coelum nel ’54 trovai la sua firma sotto un articolo che lamentava lo scarso uso che molti astrofili facevano degli strumenti, una volta che ne erano giunti in possesso. Era l’epoca dell’ampia diffusione degli specchi parabolici lavorati da un valoroso artigiano, il prof. Virgilio Marcon, da cui proprio Guido ne aveva avuto uno di 25 cm, che adoperava intensamente e con molto profitto sotto il cielo brumoso ma calmo di Mestre, dove si era trasferito, sposato e impiegato nell’amministrazione delle Filovie locali.
Quella volta scrissi a Ruggieri che era vero, anch’io avevo addirittura un 30 cm di Marcon e non potevo sfruttarlo perchè allora il giornale si faceva di notte. Ne nacque un’amicizia, andai a trovarlo a Mestre e ci ritrovammo nell’estate 1956 in Sicilia quando il prof. Fracastoro, direttore del nostro Osservatorio, lo invitò a osservare la grande opposizione di Marte con gli strumenti che poteva mettergli a disposizione, soprattutto l’ottimo rifrattore Cooke di 15 cm che aveva montato sull’Etna, ai 750 metri di Milo.
Ruggieri arrivò e fu al centro di quella prima esperienza di ricerche celesti accompagnate da vivissima curiosità popolare, alimentata dai giornali e dalla tv. Era già uno studioso noto e stimato, in contatto con i maggiori specialisti dell’epoca, da Fournier al nostro De Mottoni: e la farei lunga se mi soffermassi sulle osservazioni che pubblicò, sulle conferenze che gli venivano richieste, sui libri che cominciò a scrivere, nutriti di esperienze dirette. Ne ricorderò soltanto due, oggi introvabili: "La scoperta del pianeta Marte", uscito nel 1971 per Mondadori e "Mondi nello spazio". Nel 1967 "Le meraviglie del cielo", divulgazione mirata ai giovani, vendette centomila copie e fu tradotto in inglese, francese e olandese. Suoi lavori si trovano in ogni sorta di pubblicazioni scientifiche, compresi quelli dedicati ai fossili.
Guido tornò in Sicilia nel 1958, ancora per Marte, e poi nell’estate 1961 per realizzare su Giove e Saturno delle esperienze di "seeing" dalla Cantoniera etnea, dove Fracastoro progettava di trasferire le ricerche stellari dell’Osservatorio. Andammo su, prestai il mio 30 cm e adoperando quello da 1900 metri Ruggieri ottenne dei disegni così dettagliati da testimoniare della buona qualità di quel cielo di montagna. La stazione etnea fu realizzata pochi anni dopo, è quella che avete visitato a Serra la Nave, e giustamente ricorda Fracastoro. Con Marte, Guido aveva un po’ mollato dopo le deludenti riprese del Mariner 4 nel luglio ’65: ma lo avevo persuaso che c’era posto per riprendere le osservazioni dirette, e il suo telescopio era tornato da Marcon per un ringiovanimento radicale. "Non vedo l’ora di rivedere i mari di Marte" è scritto in una delle sue ultime lettere: ma nell’estate 1976 lo trovai in ospedale, dove doveva soccombere a un male incurabile. Poco oltre se ne andò pure Virgilio Marcon, un altro della vecchia guardia dell’astrofilia dei pionieri. Sono felice oggi di averveli ricordati.
Se ne volete ancora, a Ruggieri è dedicato un ampio articolo nel numero 135 della rivista "L’Astronomia" nel 1993 e più recentemente Gabriele Vanin gli ha dedicato un capitolo nel suo volumetto "I grandi astrofili", pubblicato da "Orione".

 

TOP