I nomi della Luna Piena: significato e storia di 13 pleniluni

La “Luna delle Fragole” (Rosa) del 9 giugno 2017 interpretata da Tiziano Caliandro dell’Accademia delle Stelle: l’unico modo per darle un bel color fragola è tramite un filtro, in questo caso è stato usato un IR Pass+polarizzatore. Fotocamera Nikon D750, telescopio apocromatico Megrez 72.

Da alcuni anni in Italia si vanno diffondendo i “nomi” della Luna, ovvero varie denominazioni per indicare i diversi pleniluni che avvengono durante l’anno.

Al momento abbiamo: i nomi di ciascuno dei 12 pleniluni secondo diverse tradizioni, il nome del secondo plenilunio in un mese (cioè la Luna blu!), i nomi dei pleniluni al perigeo e all’apogeo.

Riguardo a questi ultimi due, rimandiamo all’articolo “Cos’è la Superluna“, sotto ci occupiamo delle altre designazioni

I nomi più diffusi per i pleniluni sono quelli di tradizione nativa americana, in uso presso gli Algonchini, ma ne esistono anche di europei, di presunta origine celtica. Sono più diffusi quelli americani per il semplice motivo che riviste e testate online americane vengono molto lette anche da noi, e, se in Europa i nomi tradizionali non hanno più una valenza particolare, in America l’uso è quello di (ri)trovare il nome per qualunque cosa. Aggiungiamoci pure, almeno per quanto riguarda l’Italia, un certo grado di esterofilia, capace di garantire l’utilizzo anche da noi di nomi e tradizioni americane.

Le Lune piene avevano un nome probabilmente in molte civiltà diverse, e tali nomi indicavano non solo il plenilunio, ma l’intero mese che lo comprendeva (il concetto stesso di mese deriva dal ciclo delle fasi lunari, di 29,5 giorni). Dare il nome ad un plenilunio non è quindi molto diverso dal chiamare i mesi con i loro nomi.
Quella che segue è la lista dei nomi dei mesi (o delle lune piene) presso i nativi americani del Nord e dell’Est degli attuali USA, quella che, per i motivi visti, sta prendendo piede anche da noi (fonte: Farmers Almanac’s)

Wolf Moon, Luna del Lupo – Gennaio I lupi si sentivano ululare affamati attorno agli accampamenti indiani nelle fredde e spesse coltri nevose dell’inverno: da qui il nome di questo plenilunio. Altri nomi erano Luna Vecchia o Luna della Neve (anche se la maggior parte delle tribù dava questo nome alla luna successiva). La tradizione celtica europea chiamava questo mese lunare “la Luna dopo Yule” (Yule era la festa del solstizio invernale presso i Celti).

Snow Moon, Luna della Neve – Febbbraio La luna di febbraio era chiamata così dato che in questo periodo si verificavano le nevicate più abbondanti. Alcune tribù utilizzavano il nome “Luna della Fame” per l’evidente difficoltà di procacciarsi cibo in questo periodo.

Worm Moon, Luna del Lombrico– Marzo Il nome è dovuto alla comparsa nel terreno dei lombrichi non appena il terreno si disgela. Il graduale innalzarsi delle temperature durante il mese di marzo premette anche la raccolta della linfa degli aceri per ottenere il noto sciroppo e, per questo, lo stesso plenilunio era anche chiamato Luna della Linfa. Le tribù più settentrionali la chiamavano invece Luna del Corvo perchè il loro gracchiare è un altro segnale del cambiare della stagione. Altro nome ancora: Luna della Crosta per via del ghiaccio che si forma di notte sulla neve che fonde di giorno. I colonizzatori europei la chiamavano anche Luna di Quaresima, mentre nelle lingue celtiche era nota come Luna dei Venti, e nell’Inghilterra medievale, era la Luna Casta. (Altra fonte usata: March’s full moon has some stories to tell)

Il plenilunio di Pasqua è, due volte su tre, anche la “Luna Rosa” di aprile. Questa immagine riprende il plenilunio di Pasqua del 2017.

Pink Moon, Luna Rosa – Aprile Questa “luna” prende il nome dal muschio rosa, o dal phlox selvatico, un fiore molto diffuso in America, simile alle ortensie, e con una caratteristica fioritura rosata che anticipa quella primaverile degli altri fiori. Tra gli altri nomi usati per la luna piena di aprile, vengono riportati: Luna dell’Uovo, Luna dell’Erba che Germoglia e, per le tribù costiere, anche Luna del Pesce in quanto è il periodo in cui le alose, pesci della stessa famiglia delle sardine e delle aringhe, risalgono i fiumi per deporre le uova.

Flower Moon, Luna dei Fiori – Maggio Il motivo del nome è abbastanza evidente in quanto a maggio i fiori sono ovunque abbondanti. Altri possibili nomi sono Luna del Latte o Luna della Semina del Mais.

Strawberry Moon, Luna delle Fragole – Giugno Si tratta di un nome universalmente utilizzato dagli Algonchini (mentre in Europa era chiamata Luna delle Rose) a causa del relativamente breve periodo di raccolta delle fragole, che cade appunto nel mese di giugno.

Buck Moon, Luna del Cervo – Luglio è il mese in cui le nuove corna, ricoperte ancora di peluria, spuntano sulla fronte dei cervi: da qui il nome del mese. Un’alternativa è Thunder Moon, cioè Luna dei Tuoni, poichè i temporali sono più frequenti in questo periodo. Un altro nome era Hay Moon, Luna del Fieno.

La Luna piena sorge in questo suggestivo scatto di Marcella Giulia Pace. Si vede bene che il colore della Luna dipende dall’altezza sull’orizzonte. D’estate l’arco che la Luna piena percorre in cielo è il più basso di tutto l’anno e quindi la Luna è più arrossata rispetto ad altri periodi.

Sturgeon Moon, Luna dello Storione – Agosto Si pensa che siano state le tribù di pescatori a chiamare così la Luna poichè lo storione, presente nei Grandi Laghi ed anche in altri grossi bacini, era più facile da catturare in questo periodo. Altre comunità chiamavano questa la Red Moon, Luna Rossa, in quanto, permanendo più a lungo nelle fasce basse dell’atmosfera, rimane rossastra più a lungo. Era anche chiamata Green Corn Moon, Luna del Mais Verde e Grain Moon, Luna del Grano.

Corn Moon o Harvest Moon, Luna del Mais o Luna del Raccolto – Settembre Indicava il periodo in cui andava raccolto il mais. Il termine “Harvest Moon” (Luna del Raccolto) è propriamente riferito alla Luna piena più vicina all’equinozio d’autunno e, una volta ogni tre anni circa, tale luna non cade a settembre ma in ottobre. Si fa notare che il grande lavoro di raccolta può essere prolungato anche di notte sotto la luce della Luna piena del Raccolto. In effetti se solitamente la Luna sorge ogni giorno circa 50 minuti dopo rispetto al giorno precedente, la Luna piena vicina all’equinozio d’autunno sorge quasi alla stessa ora, con un ritardo che può essere di solo un quarto d’ora. Mais, zucche, fagioli e riso selvatico, i principali alimenti della dieta indiana, sono ora pronti per il raccolto.

Hunter’s Moon o Harvest Moon, Luna del cacciatore o Luna del Raccolto – Ottobre Questa luna piena viene anche chiamata Luna del Sangue o Luna Sanguigna, oltre che del Cacciatore, e questo per ovvi motivi: in prospettiva dell’inverno bisogna raccogliere scorte di cibo. Nei campi che erano stati mietuti a settembre e ad ottobre è facile individuare volpi e altri animali da parte dei cacciatori. Questa Luna, probabilmente a causa delle incombenti minacce dell’inverno, era particolarmente riverita, vuoi nel Vecchio che nel Nuovo Continente.

Beaver Moon, Luna del Castoro – Novembre Cadeva nel periodo in cui si mettevano le trappole per i castori prima che le paludi congelassero in modo da far scorta di calde pellicce per l’inverno. Un’altra interpretazione si rifà al fatto che i castori in questo periodo si stanno preparando per il letargo. Un altro nome per questa luna è Frosty, cioè Ghiacciata.

Cold Moon o Long Nights Moon, La Luna Fredda o la Luna delle Notti Lunghe – Dicembre L’inverno stringe la sua presa in questo mese e le notti diventano più lunghe, più buie e… più fredde! L’almanacco americano ricorda che questa luna era chiamata anche la Luna prima di Yule, naturalmente da genti di ascendenza celtica.

• Sull’argomento verte il comunicato stampa dell’ANSA basato su un’intervista concessa dal nostro Responsabile di Sezione a proposito della Strawberry Moon, la Luna delle Fragole.

• Audio dell’intervista a Paolo Colona mandata in onda nelle edizioni serali del GR1 e GR2 del 9 giugno 2017:

(L’audio integrale del giornale radio sul sito della RAI, servizio astronomico dal minuto 16:47http://www.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-9e25f1e0-6587-48e4-8136-50b93a5d7f2f.html)

[Paolo Colona]